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Motospia

V85TT, evoluzione o involuzione della specie?

Questa piccola riflessione che non ha nessuna velleità di essere verità assoluta, ma solo un libero pensiero , è nata quando sono andato a provare la nuova Moto Guzzi V85TT, moto che aspettavo tanto e che mi ha fatto una buonissima impressione.

La prima cosa che ha detto mia moglie, appena sono sceso dalla V85TT: questa moto è troppo piccola per te…scompare sotto di te (tutte le moto sono piccole sotto di me escluse quelle enormi). Lì per li non ho dato molto peso a questa affermazione, ma poi ci ho riflettuto molto, perché io come abitabilità non mi sono trovato affatto sacrificato, a bordo della nuova Guzzi.

Questa moto nasce nelle intenzioni della Guzzi stessa, come una moto anni ’80, prodotta con la tecnologia e la sicurezza dei giorni attuali e già solo questa mi pare una cosa buonissima: niente vestiti abbondanti e abbondanza di forme inutili, ma solo l’essenziale per poter viaggiare e tutto il corredo elettronico si sicurezza attuale.

Quando poi scoppiò la moda delle moto africane, bastava un grande serbatoio, per comunicare già l’indole di moto per grandi viaggi, ora invece tutto il linguaggio stilistico delle moto come delle auto, è nella direzione del grande, grosso e potente.

Una superauto da viaggio negli anni 80\90 pesava 500 kg in meno di Suv attuale e nelle moto è successa la stessa cosa. Prima era normale vedere uomini sopra le moto, ora è normale vedere un omino che scompare sopra o meglio dentro una maxienduro da 275 kg enorme potente e piena di gadget, che solo a guardarla pensi che con questa si che viaggi, mentre se vedi un essere umano discretamente dimensionato come me, sopra una V85TT, viene da dire, ridicolo.

Ora se io sia o meno ridicolo sopra una moto non lo vivo come un problema..va detto che anche la At sembra piccola…la St o la 1290T erano appena della taglia giusta, eppure con la mia discreta esperienza di viaggiatore appena sono salito sopra la nuova Guzzi e l’ho trovata cosi piccola, cosi maneggevole cosi amichevole anche nell’erogazione del motore, il mio primo pensiero è stato “viaggiare”, perché per me una cosa facile mi trasmette voglia di viaggiare. E’ vero c’è tanta escursione in meno, per esempio, della mia At, ma il secondo pensiero è stato: con questa arrivo ovunque, perché seduti si tocca benissimo e i fuori stradisti per diletto e turismo come me, non cercano prestazione, ma facilità e questa moto è dannatamente facile anche in fuoristrada turistico. Certo non è fatta per canali e salti, ma per arrivare ovunque si ( ovunque sia logico andare con una moto da 210 kg con il cardano). L’erogazione del motore è volutamente morbidissima alla prima apertura, che tradotto vuol dire in città non diventi matto; la frizione sembra non esserci e sulle prime mette in imbarazzo per quando poco sforzo richieda, l’inversione la puoi fare in mezza corsia per quanto sterzo c’è.

Davvero la moto Guzzi con la V85TT ha creato una nuova categoria di moto o meglio ha rimescolato le carte facendo un gran bel lavoro ( viene da dire brava Aprilia) .

Il linguaggio dei costruttori e degli stilisti di moto è stato talmente “digerito” dal mercato, che se ti vedono sopra una moto dove tu non scompari per via delle mastodontiche dimensioni della stessa, già viene ravvisato un problema, un qualcosa di anomalo. Ricordate negli anni ‘80 come erano fatte le moto da turismo? Le Bmw che mi facevano sbavare erano le boxer 2 valvole, con un buon serbatoio, il cardano e un cupolino, stessa cosa per le T5 ed altri modelli Moto Guzzi. Appunto la T5 850 era una supermaxi moto da turismo e ha il 20% dell’attitudine al viaggio e la sicurezza della V85 eppure allora era una moto super gt da viaggio.

Cosa ci e’ successo? Immaginate se BMW invece di produrre il GS 850 avesse messo in cantiere un boxer con distribuzione due valvole per cilindro, circa 800 di cilindrata, senza carenatura, senza radiatore dell’olio una moto tipo la V85TT ad un prezzo interessante, siamo sicuri che non avrebbe successo una moto cosi?

Ci sto pensando tanto alla moto totale: una moto con il 21\18 e semicarenatura tipo la 990 o la AT? Non saprei..poi sono alte, e io comunque l’esplorazione in viaggio la faccio in due stracarico, con moto cosi alte faccio poi fatica, spesso poi (790 a parte) hanno anche maxi serbatoio per la benzina molto in alto, cosa che può innalzare il baricentro e se ti trovi in una situazione un po’ complicata con il pieno, la cosa si fa ancora più complicata.

Allora la moto totale è una maxi 1200 tipo Gs o 1290 SAD? In autostrada sono ottime, sul misto hanno pure troppo da dare, ma da fermo sono impegnative e nel fuoristrada molto ma molto pesanti, poi c’e’ il discorso costi di gestione per molti il consumo è una variabile poco importante, per me molto, ma il costo di gestione non è solo il consumo , costo dei tagliandi, gomme etc. Moto più prestanti, gomme più performanti, più grosse, più costose quindi tagliandi più costosi, più bollo, più assicurazione, no, non può essere la mia moto totale.

Approfondendo un attimo il concetto di moto “totale” è chiaro che non esiste, si tratta pur sempre di una coperta: più tiri da una parte e più scopri da un’altra, però e qui si inserisce il seme della Moto Guzzi V85TT, se cambi totalmente la prospettiva della moto e torni a 20 anni fa’ circa, quando le moto erano più piccole, più compatte e con meno prestazioni, allora viene fuori qualcosa di molto vicino al concetto di Scrambler: ovvero moto che può percorrere ogni tipo di strada, dotata di un bicilindrico a V di 90 gradi raffreddato esclusivamente ad aria e con due valvole per cilindro e distribuzione ad aste e bilancieri cosi da avere anche il massimo della semplicità e facilità di manutenzione.

Non fate però l’errore di dire che si tratta del solito small block Guzzi: tutta la termica è stata rivista e nell’ottica del contenimento del peso globale il motore ha funzione portante sul telaio consentendo di contenere il peso. Non c’è una carenatura (altro peso) ma un parabrezza fisso regolabile su due posizioni (obbligatorio per me cambiarlo con quello più esteso) e poi c’è il cardano: non e’ adatto alla Dakar, ma per la turistica esplorazione può andar bene e non richiede durante l’uso nessuna attenzione, regolazione, lubrificazione e pulizia, oltre a lasciare il cerchio posteriore non imbrattato dall’olio in eccesso.

Chiaramente tutti i discorsi che faccio ad alta voce sono altamente soggettivi (e per fortuna dico, altrimenti compreremmo tutte le stesse moto) , ma a me questa idea di tornare a cilindrate pesi potenze e dimensioni di un ventennio fa’ mi piace molto, questa V85TT mi ispira grandi viaggi e grandi imprese, poi magari sarò ridimensionato…io intanto l’ho ordinata e sono orgoglioso che un’ idea del genere sia venuta ad una casa italiana.

Presto scriverò le mie vere impressioni, perché sempre secondo il mio modestissimo modo di vedere, l’unico modo per provare veramente una moto, è farci tanti km. Io in 2\300 km mi faccio una idea, chiaro e l’impressione e’ stata ottima, ma solo dopo migliaia di chilometri insieme, posso sapere se c’è davvero l’agognato feeling assoluto, se io e la moto vogliamo fare le stesse cose e se siamo a nostro agio negli stessi percorsi.

Se son rose fioriranno, altrimenti continuerò a cercare come ho fatto per tutta la vita la moto perfetta per me..che probabilmente non esiste perché non sono perfetto io, di km ne sono passati tanti…(circa 1.200.000) ma alcune riflessioni le devo fare:

Per prima cosa: è stato bellissimo viaggiare in moto e anche andare al lavoro in moto, fare pochi o tanti km .

Viaggiando ho aperto la mia mente ho conosciuto tante persone e mi sono messo in discussione e ora mi ci rimetto di brutto: può una moto cosi basica e semplice come la V85TT essere adatta a grandi raid? Come se la caverà nei guadi Islandesi? O nei fiordi Norvegesi?

Non ho risposte per ora, ma questa cosa di provare e sperimentare mi fa sentire emozionato come quando aspettavo nel 1988 l’arrivo dell’ Aprilia Tuareg Wind 125. Sono sempre lo stesso sognatore, li sognavo di fare un viaggio che poi non ho mai fatto all’estero (mai fatto con quella moto) e ora sogno di andare l’anno prossimo in Alaska con la  Guzzi V85TT, ma contemporaneamente sogno di divertirmi a scoprirla giorno dopo giorno e chilometro dopo chilometro. La mia terapia è la moto, più piano vado, più lontano vado e meglio è: ho risparmiato tanto in alcune cose ho speso tanto in altre, questa è la mia vita, un viaggio continuo.

 

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