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Eicma 2018, Moto Guzzi V85TT: la mia regina

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Sono stato ad Eicma, e ho visitato (e goduto) il salone con la mia personale visione: moto sportive come se non esistessero, stessa sorte per Custom, e potrei continuare ma faccio prima a dire che a me interessano le moto da enduro per il viaggio, per l’uso prevalente che faccio della moto, e dove, dopo oltre un milione di Km, mi sono fatto una certa esperienza.

Eicma. Voglio partire dalla grande delusione che ho avuto nel vedere la versione definitiva del Ténéré 700: la cilindrata mi sprizzava simpatia, i 75 cv pure, ma poi pensavo come faranno a fare una moto sensata con un motore che e’ nato per una stradale, che ha ingombri e, soprattutto sviluppo in altezza, esagerati e difficilmente conciliabile con la luce a terra, con le sospensioni a lunga escursione e con un sella molto alta, non riservata solamente a chi come me supera il metro e novanta centimetri?

Semplice non l’hanno fatto, la moto ha poca escursione, 200mm (in pratica come la Supertènèrè 1200 che pero’ ha sulla carta una missione meno off road), la luce a terra e’ appena sufficiente, mentre la sella pur alta 88 cm ha una imbottitura appena accennata.  L’unica cosa che mi ha convinto è l’estetica, ma a cosa serve un’estetica accattivante se manca la funzionalità? Vogliamo parlare poi del serbatoio da 16 litri in un genere dove 20 mi sembrano pochi?

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La nuova Yamaha 700 Ténéré

Direte che il motore consuma poco, vero, anzi verissimo: nell’extraurbano non fatico a credere che questa moto possa superare i 300km tra un rifornimento e l’altro senza problemi, ma se metto due belle valige squadrate, un passeggero e carico il tutto e mi metto in viaggio a velocità autostradale faro’ si e no 17/18 km con un litro di benzina, e potendo contare con serenità su 12-13 litri non arrivo a 250 km di autonomia, pochi per il mio stile di viaggio.

Eicma. L’appuntamento successivo è stato con l’arancione KTM,  immaginavo che la 790 avrebbe fatto faville, leggevo che molti ne criticavano l’estetica mentre io trovavo geniale il serbatoio con la maggior parte del volume rasoterra, baricentro bassissimo. La moto si presenta ben equipaggiata con optional giusti e addirittura in due versioni, una più urbana e una R decisamente pronta a tutto. Il grande vantaggio qui e’ tutto nel motore che nasce per essere compattissimo (a vederlo sembra avere gli ingombri del mono 690), leggero come tutta la moto: la casa di Mettinghofen dichiara circa 15kg in meno rispetto al Ténéré 700, con 20 cv in più. Qui siamo nell’ambito del ready to race, troppo race per i miei gusti, ma Ktm dimostra ancora una volta come alimentare i “pruriti ai polsi” dei motociclisti del nuovo millennio.

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LA KTM 790 Adventure

Eicma. Girando per gli stand non posso non apprezzare questo rinato interesse per i tasselli, montati anche su moto che non hanno niente da off come certe Indian o la Benelli Leoncino Trail: sarà solo moda, ma è una moda che mi piace,  e non solo a me se la Benelli TRK 502 è stata la moto più venduta in Italia nel mese di ottobre. La casa cinese, con nome italiano, sta raccogliendo bene, capace di intercettare l’interesse di un pubblico nuovo, che non cambia la moto, la compra ex novo.

Della Benelli si vede anche un futuro oltre al presente: con il nuovo motore bicilindrico 750 potrebbe fare una TRK Trail, ne nascerebbe una moto che ritengo potrebbe intercettare anche motociclisti navigati, se saprà rivelarsi anche affidabile e non solo economica. L’offensiva Benelli sulle medie cilindrate deve aver dato qualche prurito alla Honda perchè hanno rinnovato (non poco) la CB500X che propone la ruota anteriore da 19, con una rinnovata attitudine all-terrain: peccato per i cerchi in lega che in caso di fuoristrada impegnativo possono piegarsi e spezzarsi.

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La nuova Honda CB500X, my 2019

A mio modesto parere i cerchi in lega sono sempre un peccato,  i costruttori risparmiano su questo componente perdendo una grande occasione di fare le cose al meglio.

Eicma. Per caso mi imbatto nella versione da viaggio della SWM con cerchi 21\18: la moto in se mi sembra interessante anche se tecnicamente datata, ma a mio modo di vedere per viaggi solitari la più grande delle moto varesine ha del potenziale. Ma la casa fatica a consegnare, e se ne vedono molto poche in giro nonostante sia un progetto ormai datato di anni.

Eicma. Mi trovo poi di fronte alla nuova media sportiva di Aprilia, con il bicilindrico parallelo da 660cc e mi chiedo chi prenda le decisioni a Noale? Le maxi sportive non vendono, le sportive medie neppure. Ma perchè si realizza un motore potenzialmente perfetto per la Pegaso o una Tuareg moderna, una valida alternativa alla Ténéré 700, alla Ktm 790 Adventure e a Noale decidono di montarlo su una sportiva? Una moto sicuramente validissima, ma che non ha nessun mercato da scalare.

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La Aprilia RS 660, presentata come concept ha contenuti interessanti in un segmento che però non esprime grandi numeri

Mi riconcilio con Piaggio e con me stesso nello spazio Moto Guzzi: di fianco alla oramai classica e apprezzatissima gamma di moto vintage\retro\hipster ecco che spunta una perla: la Moto Guzzi V85TT e vederla dal vivo nella versione definitiva e’ stato un colpo (positivo) al cuore.

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La regina di Massimo Ferrara

Finalmente il coraggio di non inseguire nessuno usando la propria iconica meccanica V2 trasversale nella sua configurazione migliore con le classiche 2 valvole per cilindro,  aste e bilanceri che promettono un’erogazione burrosa, bassi consumi e costi di gestione e manutenzione irrisori. Tutto quello che secondo me deve essere una moto da viaggio tutto fare, ma la V85 è di più: non insegue prestazioni, non ostenta carenature o sigle esotiche ma solo tanta, tanta sostanza, sembra davvero la riedizione moderna di una moto che correva la Dakar negli anni 90.

Il mio più grande dubbio era sulla abitabilità e appena salgo ho subito una piacevolissima sorpresa: ci entro e ci entro bene nonostante i miei 194 cm di altezza. Invitto a salire una passeggera e c’è spazio anche per due, non tocco le teste (con al Stelvio le sfioravo sempre) e la seduta promette tante ore in sella senza problemi.

Le finiture sono classiche, con alcuni particolari high tech come il cruscotto TFT a colori, il cruise control di serie (non male per una media) e mappature che poi sono veri e propri riding mode che promettono di rendere la moto facile in ogni situazione.

Noto poi una versione piu’ accessoriata, con un cupolino per me fondamentale e un paracoppa che sembra “vero”, il faro molto bello con le luci diurne a LED che creano un’iconica aquila in bella vista, un paracilindri ben fatto e faretti aggiuntivi finalmente dentro la sagoma e non esposti alla anche più banale scivolata come sulla Stelvio.

Finalmente su una moto Lariana vedo poi proposte direttamente dalla casa delle valige che sembrano studiate appositamente per lei, un tris di valige metalliche ben fatte e ben integrate nella linea.

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La TT con le valigie proposte dalla Casa

Solo note positive? Quasi, la nota negativa riguarda i cerchi, anche qui con camera d’aria, una caduta di stile in una moto che, per me che sono nell’età di mezzo del motociclismo, sembra avere tutte le carte in regola per essere “perfetta”: non troppo grossa, non troppo piccola, con il cardano e il cruise control, e i tasselli, tanto che mi viene da pensare che anche andare al lavoro con lei sarà come intraprendere un grande viaggio.

Grazie Moto Guzzi per una volta ancora mi hai emozionato. Tutto il resto e’ passato in secondo piano.

Mia moglie è già pronta a chiedere il divorzio, per la trentunesima volta, con l’Africa Twin avevo detto questa “è la moto giusta, e definitiva, per me..”

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