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L’assordante silenzio dei Sibillini. Cronaca di un giretto in moto. Siamo ufficialmente zona arancione.. e speriamo di non diventare zona rossa.

Sibillini. E’ Domenica e per mettere giù un pensiero sensato da scrivere non c’é ispirazione migliore che un giro in moto in questo periodo di semi lock down. Dove andare? Posso girare solo nelle marche e quindi questa volta mi metto in testa 3 concetti facili. Un anello senza mai spegnere il motore (la Supérténeré in garage ha il pieno) arrivare fino ad Ascoli e evitare il già di per se limitato traffico.

Sibillini
La mappa del giro

Decido di usare il navigatore per una delle cose in cui lo preferisco: farmi perdere e scoprire nuove strade. Come? Molto semplice basta impostarlo su due tre punti e impostare il calcolo su strade panoramiche. L’algoritmo genera un percorso poco sensato come scorrevolezza e tempo di percorrenza ma cercando il percorso più panoramico e tortuoso possibile. E cosi é stato. Nonostante abbia girato non lontano da casa ho scoperto strade mai percorse prima.

Tra Rotella e Venagrande il percorso é stato quasi esaltante. Mi é sembrato di trovarmi all’estero invece ero  sui Sibillini a poche decine di km in linea d’aria da dove abito. Il traffico ovviamente é ridotto ai minimi considerando che é domenica e che in pochi possiamo asserire di eseguire uno spostamento a scopo di comprovate esigenze lavorative. Tutti questi elementi insieme hanno reso l’uscita un incredibile misto di emozioni e paure. Paura di cadere perché di certo non é il periodo migliore per far visita ad un ospedale e non di certo per colpa di chi ci lavora: 4 ore e 20 minuti per percorrere 220km circa danno l’idea che sono andato decisamente meno che piano. Questo come sempre mi capita andando piano e rallentando il ritmo non ha diminuito il gusto ma l’ha amplificato.

A bassissima andatura é possibile cogliere ancora meglio le sfumature degli incredibili colori autunnali che stanno virando verso quelli invernali dei Monti Sibillini, non é passata inosservata la catena appenninica di un bianco “nuovo” appena tinto in settimana da potenti nevicate.

La temperatura ha oscillato tra i 3 e 11 gradi quindi assolutamente non problematica da affrontare con un equipaggiamento adeguato e guidavo una Yamaha Supérténeré 1200 Z che é molto protettiva (ho anche un parabrezza maggiorato). Confort totale!

Sibillini

Il motore ha ronzato quasi sempre sotto i 3000 giri, proprio come piace a me. Tutto rallenta tranne la mente. La mente che pur restando concentrata sulla strada (ho notato che meno gente gira e più i pochi tendono ad essere distratti) ha accelerato e mentre dalla periferia di Ascoli risalivo verso Venarotta tra un tornante e l’altro per un attimo ho perso la condizione spazio tempo.. mi sentivo in Norvegia dalle parti del Parco nazionale Jostedalsbreen, non sui Sibillini.

Sibillini

Aver viaggiato tanto, aver fatto cosi tanti km crea in me una sorta di diario di traiettorie e paesaggi per il quale lo spazio nell’hard disk del mio cervello é finito da tempo. Vari frammenti si sommano e si sovrappongono, resta di base la sensazione di felicità che pervade la mia anima ogni qualvolta posso guidare una moto. Certo siamo in piena emergenza, posso fare solo qualche giretto per raccontare e tenere se possibile viva la passione anche di altri con questi piccoli contributi, ma anche se sembra un controsenso detto da me che viaggio tanto, non é di certo la quantità che conta ma la qualità.

Le Marche, e i Monti Sibillini in particolare, sono un incredibile posto per avere la passione per la moto. Strade di tutti i tipi (per lo più in pessimo stato ma anche questa é avventura), paesini Medioevali da cartolina sparsi ovunque, e un territorio poco pianeggiante spesso aspro e contorto. Dopo aver passato Comunanza e Amandola punto per Sassotetto e avrei voluto arrivare a Bolognola e ridiscendere verso il lago di Fiastra ma dopo 4\5 tornanti ho realizzato che non avrei potuto fare ciò che era preventivato.

Sibillini

Prima ho iniziato a vedere un po’ di neve a bordo strada, poi delle lingue di ghiaccio e neve disegnavano vari motivi astratti sul manto, di questo passo avrei sicuramente dovuto fare i conti con la guida sulla neve o peggio sul ghiaccio. La mia esperienza mi dice di girare la moto e trovare un percorso alternativo e cosi riscendo a Sarnano, e sempre con la magica funzione strade panoramiche il Garmin mi butta su uno sterrato all’apparenza facilissimo.

Strada facendo incrocio 3 enduristi veri con presumibilmente delle 400\450 Racing. Mi dico sicuramente parliamo di gente che ha usato questo sterrato per raccordare dei pezzi tosti… e sicuramente sarà cosi, ma dopo 4 km mi ritrovo in un discesone con un torrente che passa sulla strada e un onda anomala di fango che é su tutta la strada. Per fortuna stavo andando pianissimo. Trovo il tempo di fermarmi in sicurezza e fare un analisi preliminare della situazione. Devo attraversare 10 metri di fango in discesa, la pendenza non é elevatissima, la St ha una trazione eccellente e le gomme che monto appena accennate come tassello mi aiuteranno, prendo coraggio e affronto il tutto rigorosamente da seduto pronto a risolvere con una zampata! Va’ tutto liscio la Superténéré é insospettabilmente inarrestabile anche sul viscido e ne esco bene. Un appunto sulle gomme: dopo 3 treni di Anlas Capra R sulla nuova Superténéré Z ho trovato la Pirelli Scorpions Rally str. Paragonabili in tutto alle gomme Turche, buon grip anche sul bagnato discrete nell’off road non impegnativo e ottima tenuta su asfalto, hanno però su questa moto una fastidiosa rumorosità che risulta sgradevole.

Anlas Capra R
Il posteriore Anlas Capra R prima del controllo della equilibratura

Con le Anlas Capra R non ho mai avvertito nessuna risonanza, mentre con le Scorpion si avverte un rombo abbastanza fastidioso particolarmente nel range 75-90kmh che poi é la mia andatura preferita. Come durata pure siamo paragonabili, dopo 6000km sono ancora in ottimo stato. Riagguantato il manto bituminoso poco dopo devio in direzione del lago di Fiastra. Non c’e’ modo migliore di chiudere un giro in zona, sono le 15.30 il sole sta’ già scendendo e il giudizio (o meglio l’esperienza) mi dice di essere sempre al coperto prima che tramonti completamente, nessuna sosta mi sono detto e cosi sarà, il lungo lago scorre veloce con la moto in sesta… a 80kmh e ronfa solenne con la dolce forza dei due pistoni di circa 600cm cubici l’uno.

Sibillini. Dopo il lago veloce risalita, discesa e sono sulla superstrada che velocemente (110 fissi di cruise control) mi riporta a casa… anzi in ufficio e finisc ei l mio giro alternativo dei Sibillini: é domenica ma ho ancora un po’ di lavoro arretrato e vado a finirlo.

Il bilancio dice 4 ore e 20 minuti circa.. 220km circa con mille emozioni e mille ragionamenti per lo più inutili che mi sono passati per la testa. Un’idea per un nuovo giro da proporre a Gobiker.it, infiniti pensieri rivolti all’Islanda e a Islandainmoto.it con cui non vedo l’ora di ripartire.

Spero di aver alimentato in qualcuno il seme della voglia di riprendere a girare in moto appena sarà di nuovo possibile senza restrizioni. Per lo più la massa dei motociclisti non usa la moto in inverno, ma ci sono comunque tanti a cui ora sicuramente manca e che spero presto potranno tornare anche se con qualche limite a girare.

A brevissimo vi racconterò a puntate come va’ l’innovativa sospensione di Umbria Kinetis: l’Air Tender che sono in procinto di montare sulla Supérténeré e di cui non vedo l’ora di raccontarvi alla mia maniera (macinando chilometri e sensazioni) come va’!

Un abbraccio virtuale e ricordiamoci che due ruote muovono l’anima anche solo pensando a quando ripartiremo!

 

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