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Un milione di chilometri – Capitolo 30

Un milione di chilometri APRILIA PEGASO CUBE 650

Capitolo 30

Yamaha Superténéré 1200 ze & BMW F 800 GS

Il 2020 era iniziato per me sotto una buona stella: nel 2019 per la prima volta dopo 15 anni di bilanci nella migliore delle ipotesi in pareggio, avevo fatto un seppur piccolo utile, tutto mi faceva pensare ad un anno proficuo, lavorativamente parlando e in effetti a gennaio le cose erano iniziate bene.

Mi ritrovo due ottime moto con le quali vado d’accordo anche se c’è sempre una qualche vocina che mi dice che non sono perfette per me. La Moto Guzzi v85tt si è rilevata incredibilmente versatile, ma come tutte le “medie” ha un pregio, nel non essere eccessivamente pesante e abbondante e un difetto in me che sono decisamente oversize e quindi, quando viaggio in due ci entro bene, ma non ho quella libertà di movimento che avevo per esempio su una Yamaha Superténéré 1200ze.

Non posso però pensare di prendere una terza Superténéré, mi piace cambiare esplorare e quindi ho approcciato al mercato dell’usato delle grandi viaggiatrici 1200\1300 usate, con un occhio di riguardo alla Bmw Gs 1200 Adventure. Si questa moto non l’ho mai giudicata ideale per me, perché con una moto voglio fare tutto e la sospensione anteriore di questo modello è ottima su strada, ma altrettanto non eccellente in fuoristrada, solo che ora che ho deciso di avere un garage allargato e due moto, posso considerare la maxi per lo più un mezzo da turismo stradale.
La faccio breve, è stato anche questa volta impossibile per me entrare nel mondo boxer Bmw: la mia V85tt veniva trattata e considerata come un ferro vecchio.
Per loro un Gs con 50.000 km è praticamente nuovo, mentre la mia Guzzi con 30.000 km viene considerata pronta all’esplosione.
Ora, io sono un grande sostenitore che le moto usate, meglio che siano davvero usate e infatti cercavo usati del 2015\2016 con almeno 50\60.000km perché le moto con 7776km e 5\6 anni per me nascondono più insidie delle moto realmente usate, ma non capisco questa politica commerciale, basata sul tu mi vendi oro, io voglio permutare sterco.

Passata un po’ di rabbia per questi trattamenti, quasi per gioco chiedo su un gruppo di teneristi se qualcuno potesse essere (magari per via di una taglia non sovradimensionata) interessato ad uno scambio Superténéré\V85… e ecco che si materializza l’occasione, prendo la terza Superténéré con la somma dei km delle due avute (come se non ci fosse una soluzione di continuità) è del 2015 e ha 65.000km. Come la prendo mi sento subito a casa, ergonomicamente parlando sembra fatta intorno al mio corpo. Mi resta sempre questo tarlo di non aver macinato mai strada con un Gs Adventure, ma prima o poi magari capiterà l’occasione (magari perché inizio a guadagnare bene e me ne compro una nuova). Quando ho guidato per circa 3500km in Islanda un Gs 1200 Rally ho avuto modo di apprezzare molto l’elasticità’ del motore, ma era per me un pelo piccola.

Nel contempo il mio amore spudorato per la ciclistica e l’impostazione del Ktm 790 è minato dall’erogazione e dal carattere del suo motore. Prende i giri che è un piacere vero, ma soprattutto quando inizio a guidare di nuovo una Superténéré, mi sento decisamente fuori luogo quando metto la sesta ai 70\80 all’ora e sento la catena sbattere!
Non ci sono storie, le KTM sono ready to race e io sono agli antipodi come impostazione e carattere.
A questo punto, prima ancora di mettere un annuncio chiedo agli amici di merende e scopro che uno di questi è seriamente interessato. Affare fatto moto venduta e allora mi metto a cercare una mia vecchia fiamma il Gs 800 adv.

Costava nuova una follia, sempre secondo i miei parametri, ma usata di 3\4 anni si inizia a trovare ad un prezzo decente, tra l’altro compatibile con quello che posso realizzare con la 790. Mi informo sulle annate giuste, scoprendo che le euro 4, ovvero l’ultima produzione prima della (per me deludente) 850, sono praticamente esenti da problemi. Ne trovo una usata in perfetto stato a Fabriano, dove avevo preso la Africa Twin 1000 Adv. Affare fatto.

Nel frattempo scoppia e dilaga la pandemia con tutto quello che consegue.
Non andrò in moto per ben due mesi, a memoria il periodo di astinenza più lungo, da quando vado in moto. Non e’ stata una tragedia, ma l’occasione per fantasticare e sognare viaggi escursioni e avventure. Ho letto, scritto, guardato tv e ho cercato di tenermi in forma e mangiare meno di quello che il mio corpo chiedeva. Con questa attitudine sono uscito dal lockdown con 5 kg in meno e tanta voglia di andare in moto. Cosi quando ho ripreso, un po’ perché avevo due moto “nuove” per me, un po’ per l’astinenza, ho ricominciato a girare parecchio.

Avrei dovuto andare in Norvegia a Giugno e Islanda a Luglio\Agosto per diversi tour, ma causa Virus è saltato tutto. E’ dal 2012 che non faccio un viaggio estivo senza clienti da accompagnare, un attimo mi trovo spaesato. Faccio molti km in fuoristrada con la 800 e finalmente trovo un motore accordato con il mio polso. Questo Rotax di 800cc fasato a 180 gradi ha una regolarità esemplare, una coppia molto buona e permette di fare in giornata 4\500km di cui almeno 150 di fuoristrada e arrivare alla sera in buona forma.

L’autonomia è commovente: in oltre 10.000km fatti insieme, non sono mai riuscito a fare meno di 500km con un pieno. Naturalmente è merito dei bassi consumi, ma anche dal serbatoio posteriore molto capiente: dichiarano 24 litri in verità sono 27 circa. Anche con la St le giornate da 5\600km si sprecano e ad agosto prendo l’iniziativa di fare un lungo viaggio all’estero.

Il dilemma è dove andare?

Il cuore mi dice Norvegia, che è effettivamente tranquilla, ma tutto intorno le cose non son per niente tranquille. All’ultimo ( cioè una settimana prima di Agosto), decido anzi decidiamo, dato che siamo in due, di fare solo 15 giorni nelle due settimane centrali e organizzo un itinerario su una tratta collaudata. Auvernie e massiccio centrale, poi Bretagna e Normandia, nord della Germania con un passaggio a trovare mio fratello, foresta nera, una visita al tempio della Touratech e qualche giorno a Zurigo per fare campo base da mia cugina e varie escursioni sui passi svizzeri.


Carichiamo la Superténéré di tutto e si parte, una volta arrivati in Francia imposto sul navigatore la modalità evita autostrade e strade panoramiche e il godimento sarà al massimo.
Unico problema il caldo. Un po’ io sono abituato ad agosto ad essere in Norvegia o Islanda, un po’ fa davvero tanto caldo e alla fine i 32\35 gradi saranno quasi la norma. Visualizzo anche 38 gradi e poi tempesta e grandinata.
Siamo comunque partiti con l’idea di fare circa 5000km, ma in totale scioltezza, alla fine ne escono fuori 7200. Che dire ho preso la Superténéré con 65.000km a febbraio e a settembre ne ha 90.000, di mezzo ne ho fatti 10.000 con la 800 il tutto praticamente in 6 mesi di uso.

La Superténéré, non lo scopro in questo viaggio, è davvero un eccellente viaggiatrice. Sia che si vogliano tenere medie elevate in autostrada, sia come ho fatto io in questo viaggio, se ci si lascia cullare dai suoi pastosi bassi regimi e la si usa quasi sempre tra 2000 e 4000 giri. Il viaggio è rilassante, i consumi ottimi per essere in due con una 1200 da oltre 250kg stracarica.
Nel viaggio la media reale totale sarà di quasi 21 km a litro.


Comunque anche a casa non scendo praticamente mai sotto i 20km a litro e quindi sono sempre su circa 400km di autonomia reale.
Il tempo passa, ma la mia passione per la moto e il viaggiare, sembrano essere insensibili allo scorrere degli anni. A metà settembre, organizzo con amici una bella avventura solitaria, per il test definitivo della 800. Via del Sale sarebbe, ma dato che ho un trasferimento di circa 650km, chiedo all’amico di Islanda Piero, se è interessato a partecipare ed ampliare gli orizzonti e ho subito un responso positivo. L’incontro è previsto a Dolceacqua il venerdì sera, sabato via del sale e poi io e lui ci sganciamo, per fare altri sterrati. Il venerdì per non fare solo autostrada, passo da Cuneo e decido di arrivare a Dolceacqua passando per il Tenda. Saranno 820km in totale molta autostrada, ma la Gs800 Adventure macina km a velocità di 130 di GPS senza problemi e anche sul misto si comporta molto bene, nonostante sia tassellata con le Anlas Capra X.


Alla sera cena e conoscenza dell’allegra compagnia per la Via del Sale.
Il sabato mattina partiamo di buonora, ma siamo un folto gruppo di circa 14 moto e verso le 14 abbiamo percorso solo 100km circa, con diversi dispersi e altri con problemi tecnici.
Decidiamo con Piero di abbandonare la nave appena dopo pranzo e buttarci verso il Parpaillon.

Ho letto di questa galleria, pare la più alta in Europa, situata a circa 2800 s.l.m. fredda e buia e sono affascinato dall’idea di arrivarci in moto.
Prima di arrivarci svalichiamo per la Maddalena e le nostre piccole moto se la cavano benissimo sul misto guidato. Una Goduria!
La salita si rileva abbastanza rovinata, Piero, che c’era già stato, dice che in passato l’aveva trovata in condizioni migliori, ma questo è del tutto normale, perché certi sterrati di montagna sono soggetti a cambiare spesso e se non vengono manutenzionati, a peggiorare.
Molte rocce esposte e tanti sassi smossi, ma comunque raggiungiamo la galleria, foto di rito da una parte e dall’altra e poi giù a valle.
Da li a caso facciamo altri 50km di vari sterrati in boschi molto suggestivi e tutti da guidare.


Dormiamo dalle parti di Mont Dauphin in un modesto ed economico Hotel vista sulla strada (quelli belli sul colle erano fuori portata).
Alla fine dobbiamo solo riposare per affrontare la giornata di domani.
Partiamo la domenica di buonora, tanto di buonora che è quasi freddo e improvvisiamo di andare al Parpaillon. Bellissime e panoramiche strade fino a Bardonecchia e poi saliamo.
Anche qui nulla di impossibile, ma le sospensioni devono fare gli straordinari per assorbire tutto.


Mi trovo molto a mio agio con questa piccola ma grande moto. Piccola perché alla fine è una moto da circa 200kg, grande perché è dimensionata abbastanza per darmi abitabilità. Il motore mi permette di salire anche in seconda a quasi passo d’uomo e meno di 2000 giri, senza lamentarsi. Noto per la prima volta, dopo tantissime volte che mi sono alzato sulle pedane, che avrei bisogno di alzare ulteriormente il manubrio e anche alzare la sella per fare meno strada, ma con qualche indolenzimento in zona clavicola arriviamo su e poi una volta scesi il dilemma: che fare?
Il programma era di dormire da qualche parte e rientrare lunedì mattina, ma dal lavoro già mancando venerdì ho avuto una infinità di contatti, mail e cose da risolvere e sistemare. Allora propongo di fare l’Asietta.

L’avevo fatta l’anno scorso alla Hat e complice il meteo perfetto, si preannunciano grandi panorami. Arrivamo in poco tempo al Sestiere e in un attimo attacchiamo lo sterrato. Lo faccio all’inverso dell’anno scorso (dove ero sbucato proprio al Sestiere) e mentre mi godo il paesaggio bellissimo, inizio a guardare l’orologio e a rendermi conto che in due abbiamo macinato tanta strada e siamo in netto anticipo. Cosi quando finalmente faccio benzina dopo 550 km di on\off (circa 23km a litro, non male), dopo Torino dico a Piero: sono le 17 , sono fresco, ho solo 598km per casa, io rientro stasera! Lui molto saggiamente (favorito anche dal fatto che lavora per conto dell’INPS), si fermerà per la notte da qualche parte.


Io arrivo a casa alle 22.15, non prima di aver registrato la catena, che visivamente era una cosa da fare da almeno 3\4000km. Pensavo: “lo farò a casa”, ma tutto questo fuoristrada ha peggiorato la situazione. Chiedo ad un benzinaio di prestarmi delle chiavi, mi manca la 24 per allentare il perno e in 2 minuti risolvo la situazione.
Normalmente quando si registra si lavora di fino, questione di millimetri. Non in questo caso, la registro di 1.5 cm, eravamo davvero messi male ed è stato saggio intervenire, dato che mi aspettavano quasi 600km di crociera, con il contagiri fisso a 5500 giri.
Un’altra esperienza esaltante di Adventouring! Perché non ne faccio di più? Perché non mi concedo più weekend cosi? Non lo so nemmeno io, ma devo rifletterci sopra.

Approfondisco un attimo il capitolo gomme.

Da un po’ sto testando le Anlas e continuo ad avere feedback positivi. Sulla Superténéré sono al secondo treno di CapraR e sono pienamente soddisfatto. Durata eccellente anche a pieno carico, ai 10.000km le ho sostituite entrambe le volte con ancora il 30% del battistrada rimanente, ho notato rispetto alle tkc70 Continental, che all’avantreno tendono meno a scalettare, molto valide anche sul bagnato e su facili e scorrevoli sterrati.
Sulla 800, sulla falsa riga della 790, ho fatto montare le Capra X: ottimo comportamento su asfalto anche umido e in fuoristrada davvero una gomma ideale per il turismo on\off. Anche andando a fare la Via del Sale, nessun problema a fare in 3 giorni 2000km con molta autostrada a velocità codice e poi essere efficaci in fuoristrada, sia sulle pietraie che su fondi sabbiosi.
Ho messo una pressione di compromesso ( 1.8 anteriore e 2.2 posteriore), che ho tenuto per tutti gli utilizzi senza stare a cambiare in base al percorso. Sul Gs 800 ho anche fatto fare la modifica Tubeless di Bartubless e la moto ha guadagnato in maneggevolezza per aver perso le camere d’aria e soprattutto in sicurezza.
Personalmente escludendo le moto da vero Enduro come le 450 e simili, penso che tutte le case dovrebbero dotare le moto di cerchi Tubeless. Se poi vado a fare cose più estreme, nessuno mi vieta la possibilità’ di mettere la camera d’aria, per scendere magari di pressione o per non temere un cerchio ammaccato, ma se uno pratica Adventouring, ovvero quello per cui la moto è stata progettata, un cerchio Tubeless ha solo vantaggi. Vero costano di più, ma la nostra sicurezza per me non ha prezzo.

Il futuro

Cosa c’è all’orizzonte che mi intriga? Mi piacerebbe per un po’ provare (quando dico provare intendo 40\50.000km) una moto con il boxer, ma i concessionari Bmw, ogni volta che abbiamo un approccio mi trattano come se avessi da consegnare una moto infettata, per prenderne una (usata) che è un gioiello. Stessa situazione di alcuni mesi fa quando provai a permutare la V85 con un Gs 1200 Adventure. Niente, la mia St ha troppi km, o non la prendono o mi chiedono cifre importanti.
La cosa più sensata e prendermi la quarta Superténéré ora che sta per uscire di produzione e il prezzo è ancora più basso del solito. Forse dopo 3 ZE è il caso di cambiare, non cambiare moto, cambiare versione e se prendo una Z che costa anche meno? Ci porto tutti gli accessori, l’immancabile (infatti dopo 2000km in 3 giorni con la 800 ho male al polso destro) cruise control c’è lo stesso, la moto è uguale ma non ha le sospensioni a controllo elettronico, ma ha lo stesso delle buonissime unità.
Oltretutto io la uso sempre in due, quindi posso assettarla e lasciarla cosi e se capita che faccio un giro ed è un pelo rigida? Chissenefrega.
Più probabile che se Aprilia non mi delude e mi fa la tanto sospirata Tuareg660, la mia 800 se ne vada per lei.
Di certo spero nel 2021 di tornare al Nord. Mi sono molto divertito in Bretagna e Auvernie, ma nel grande Nord, che sia Norvegia o Islanda c’è qualcosa che mi fa sempre sentire a casa. Adoro poi il freddo e più passano gli anni, più non sopporto il caldo.

All’orizzonte poi, si parla sempre di più di veicoli elettrici e stavo pure per comprare per iniziare, un furgone elettrico. Attualmente però lo scenario in Italia è deludente da questo punto di vista. Se la motricità dovrà essere elettrica, io accetterò questo cambiamento, ma mi auspico che si faccia qualcosa per rendere verde anche la produzione di energia. Non ha un gran senso alimentare innovativi veicoli elettrici, con elettricità prodotta tutt’altro che da fonti rinnovabili. Di buono so che la mia amica Miriam Orlandi è arrivata fino a Caponord con una moto 100% elettrica. Certo lei è una viaggiatrice temeraria e non è stato facilissimo, ma è un chiaro segnale che qualcosa sta cambiando e che presto sarà anche possibile fare grandi viaggi, senza bruciare combustibili fossili.
Io son sempre pronto al cambiamento, quindi sarà anche questa una sfida interessante.

Il Virus

Troveranno un vaccino o una cura efficace per questo Virus? Speriamo di si, intanto riallacciandomi a discorsi già fatti sui cronici lamenti, devo dire che sostanzialmente per me il 2020 è stato un anno diverso ma non per questo meno bello. La vita è bella, non poter guidare la moto per un paio di mesi, non ha fatto altro che accumulare in me voglia di guidare e andare, cosi alla fine appena è stato possibile, mi sono rimesso in sella più incallito che mai.
Semmai la cosa davvero triste che ho notato, è come ci sia, nella maggior parte dei motociclisti, davvero pochissima attenzione all’importanza della vita stessa.

Le prestazioni

Nei blog, al bar, per strada non si fa che parlare di prestazioni. Come se le prestazioni delle moto, il dare paga, l’arrivare prima, sia la cosa più importante, ora più che mai.
Le case hanno le loro colpe. Le moto sono inutilmente troppo prestazionali da tempo, tanto che quando esce una meccanica furba, come ad esempio il Tenere 700 Yamaha, devo leggere commenti tipo: non va, sembra che abbia il motore rotto, solo qualcuno un pelo più illuminato che scrive o dice, alla fine quasi basta quella poca potenza.
Secondo me 75 cv non sono affatto pochi. Spero, vedendo il successo commerciale di questa moto, che molti si ravvedano. Una moto se ti fa divertire, senza costringerti ad andare davvero forte, ti costa meno ma ti da anche molte più possibilità di tornare a casa integro.
Probabilmente se qualche giovane dovesse incappare nelle mie scritture avrà da ridire. Penserà: “questo è diventato vecchio, da giovane non la pensava cosi etc.” Non è proprio così, quando io ero un ragazzo ho girato l’Europa con un Morini 350, con la Aprilia Etx 350, ora una moto come la tanto criticata (soprattutto da quelli con 100 rate da pagare per il loro bolide) Benelli 500 è per me un sogno. Non lo vivo come un sogno attuale, ma se a 20 anni sognavo di poter uscire con Monica Bellucci, avessi visto una moto come questa Benelli, tra l’altro ad un prezzo abbordabile, sarebbe sicuramente stato per me un sogno più realizzabile, del poter uscire con la modella di Città di Castello. E’ comoda e le moto che guidavo io non lo erano, ha l’ABS e si e no le moto che possedevo rallentavano, puoi tenere i 130 in autostrada, le mie ai 100 sembravano autodistruggersi, eppure manca così tanto una cultura motociclistica, che tanti denigrano questa moto per le sue finiture, perché non è cool etc. però pian piano è diventata la moto più venduta in Italia e io, ora che so che uscirà una versione 800, non escludo che potrei pensare di comprarmi una moto Cinese come la Benelli.

Le case motociclistiche e i tifosi del brand

Da tempo sono libero dall’obbligo di comprare un marchio o un altro. Una libertà che vale di più della sensazione stessa di libertà che regala la moto. Vedo purtroppo però tanti schiavi: schiavi di Bmw, di Honda, di Moto Guzzi o chi che sia.

Liberatevi! Comprate quello che vi serve e non concentratevi sul marchio ma sul prodotto (io lo faccio anche quando si tratta di 4 ruote). Tutte le moto sono interessanti, ma quello che fa realmente la differenza, è chi la guida e sono i vostri sogni.

Voi potete decidere di andare a Caponord con un Benelli 500, mentre un vostro amico con la sua fiammante 1200\1300 non può fare un grande viaggio perché è a corto di liquidi.
Non sto dicendo che dovete rinnegare la vostra scelta, ma suggerisco solo di allargare gli orizzonti, di guardare alla moto come il mezzo per viaggiare e non al mezzo per affermarvi nella società.
Certo con questo genere di ragionamenti mi faccio dei nemici e sbagliate ad avercela con me! Io ho solo uno scopo quando affronto questo tema: sperare di stimolare una riflessione e una apertura mentale sull’argomento.

Buona strada, buoni viaggi e buona moto. Chissà cosa ci riserverà il 2021…

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