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IL RAPPORTO CENSIS-MICHELIN: L’AUTO È REGINA MA LA GUIDA AUTONOMA NON CONVINCE. E LE MOTO?

Rapporto Censis-Michelin

Rapporto Censis-Michelin. La dichiarazione di Simone Miatton, presidente e amministratore delegato di Michelin Italia, dello scorso 18 ottobre alla presentazione del Rapporto Censis-Michelin 2018 sulla mobilità degli italiani, ci ha lasciato alquanto perplessi.

Possibile che Michelin si sia dimenticata dei motociclisti?

Rapporto Censis-Michelin
Il presidente di Michelin conferma, non solo nei fatti ma anche nelle dichiarazioni,il totale disinteresse per i motociclisti. Peccato.

La dichiarazione di cui vi parliamo è riportata sul comunicato stampa diramato dal Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) lo stesso giorno della presentazione dei risultati dell’indagine sulla mobilità degli italiani. La riportiamo sul nostro sito affinchè i lettori possano esserne informati.
Miatton ha così affermato: “Dal Rapporto Censis emerge che oggi è diffusa la consapevolezza di quale ruolo giochino gli pneumatici nella sicurezza degli utenti della strada. Purtroppo, però, per l’automobilista non sono disponibili informazioni sulle prestazioni e il livello di sicurezza dei suoi pneumatici quando sono usurati, condizione nella quale tutti ci troviamo quando siamo a bordo di una vettura. Michelin propone quindi l’introduzione di test sugli pneumatici usurati. Fornire dati e informazioni corrette a tutti gli automobilisti è indispensabile per contribuire al progresso di una mobilità sempre più sicura e consapevole per tutti”.
È un approccio doveroso per diffondere la cultura della sicurezza tra gli utenti della strada tuttavia non può essere rivolto soltanto agli automobilisti.
Vogliamo capire perché un’azienda così importante come Michelin punti tutto sull’auto e trascuri i motoveicoli, una realtà consistente nel nostro Paese e che annovera ben 8 milioni di unità.
O forse Michelin è convinta che gli utenti delle due ruote motorizzate siano così attenti ed eruditi su questo tema da non aver bisogno di altre informazioni o test di usura?
Ci risulta che i motociclisti sono più informati degli automobilisti perché sanno che gli pneumatici sgonfi si usurano più rapidamente, che il tempo di frenata si allunga e che il veicolo perde in maneggevolezza. Eppure tra di loro (ad esempio tra gli scooteristi) tanti non controllano il gonfiaggio delle gomme e per risparmiare talvolta chiedono al proprio gommista gomme usate, tendono a utilizzare gli pneumatici fino alla tela, anche se poi scelgono gomme di buona qualità quando devono cambiarle.

È limitativo e discriminante proporre soltanto per le auto l’introduzione di test sugli pneumatici usurati, senza fare altrettanto per i motoveicoli. Le moto non sono veicoli di serie B: sono tassate come gli altri veicoli, le loro assicurazioni sono tra le più care d’Europa, gli pneumatici rivestono un ruolo fondamentale per la loro sicurezza, a maggior ragione perché questi veicoli hanno soltanto due punti di contatto con la strada.

Proporre test sugli pneumatici usurati anche per le due ruote motorizzate, significa contribuire a tutelare l’incolumità dei motociclisti, già messa a dura prova da infrastrutture mal progettate, dall’usura della pavimentazione stradale, e dalla disattenzione e mancanza di rispetto da parte degli utenti delle quattro ruote.

Veniamo ora risultati dell’indagine Censis.

Rivelano che l’auto è il veicolo preferito dagli italiani perché consente di raggiungere destinazioni diverse e percorrere distanze maggiori, in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi periodo dell’anno. Bicicletta, moto e mezzi pubblici non scalfiscono il suo primato. In auto, la sicurezza viene prima di tutto, ma gli italiani ma non si fidano della guida automatica perché sono convinti che vada a discapito della sicurezza. Sono sensibili alla sostenibilità ambientale ma insofferenti alle imposizioni normative per ridurre l’inquinamento, che impongono loro di cambiare la propria auto e affrontare spese aggiuntive. Vogliono maggiore sicurezza e tecnologie appropriate che evitino le collisioni, aiutino a guidare in situazioni pericolose, monitorino lo stato di salute del guidatore. Controllano, curano la manutenzione e gestiscono con intelligenza freni e pneumatici dai quali sono convinti dipende la propria sicurezza, ma non sono sufficientemente informati sugli pneumatici al momento dell’acquisto e nelle successive fasi di utilizzo.
Ecco nei dettagli i risultati dell’indagine.
Il 65,4% degli italiani pari a 27 milioni (57.4% nel 2001) utilizza l’automobile per i propri spostamenti, con un incremento del 17.4% rispetto al 2001.
Nel lungo periodo gli italiani ricorrono meno al trasporto pubblico (-20.3% dal 2001 pari a 1.8 milioni di utenti nei giorni feriali), alla moto (-45.7%, 1.2 milioni), alla bicicletta (-10.4%, 1.4 milioni).
Diminuisce il numero di persone che si sposta a piedi (-23.6%, 7.1 milioni).
Le persone che nei giorni feriali percorrono fino a un massimo di 2 km di spostamento sono 11.4 milioni (ben 4 milioni in meno rispetto al 2001), quelle che percorrono tra 2 e 10 km sono 19 milioni (+2 milioni), tra 10 e 50 km sono 9.7 milioni (+2.9 milioni), oltre 50 km il giorno sono 1.2 milioni (500.000 in più rispetto al 2001), a dimostrazione di come il luogo di residenza si è esteso intorno ai grandi centri urbani.
Gli spostamenti durante il tempo libero ammontano al 34.8% (+2,1% tra il 2008 e il 2016, in ambito urbano ed extraurbano), quelli per ragioni di studio o di lavoro al 36.7% (+0.8%), per la gestione familiare al 28.5% (-2.9%).
Il 47.8% degli italiani è contrario alle auto a guida automatica perché convinto che soltanto la persona alla guida sia garanzia di maggiore sicurezza; il 30.4% è favorevole perché crede che la guida automatica darà maggiore sicurezza; il 21.8% è indifferente.
Prima di iniziare un viaggio, gli italiani controllano il corretto funzionamento dei freni (71.7%), lo stato degli pneumatici (64.7%), il livello dell’olio del motore (36.2%), le cinture di sicurezza e l’airbag (30.1%), il livello dell’acqua del radiatore (22%), il funzionamento delle luci (18.5%) e della frizione (10.7%).
I freni sono considerati più importanti dalle donne (73.3%) e gli pneumatici dagli uomini (70.5%) che li reputano importanti come i freni; solo il 3.4% ritiene che tutto sia ugualmente importante; la maggioranza sa distinguere quali parti contribuiscono maggiormente alla sicurezza del veicolo.
L’esistenza di un limite minimo legale di usura del battistrada di 1,6 mm in corrispondenza al quale è obbligatorio sostituire i pneumatici, è noto al 64,4% degli italiani, soprattutto agli uomini (75%) e ai giovani (71,8%), ma soltanto il 42,5% procede alla sostituzione delle gomme, direttamente o attraverso il proprio gommista, quando viene raggiunto il limite legale di usura; il 57,5% opera diversamente mentre il 17,9% li sostituisce prima che abbiano raggiunto il limite, a dimostrazione di come ci sia scarsa attenzione alla qualità dello pneumatico e alla sua capacità di garantire sicurezza anche dopo l’utilizzo.

Rapporto Censis-Michelin
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