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Royal Enfield Riders, un club di successo tutto italiano targato Cesare Sasso Un club europeo e nuovi modelli, il futuro di Royal Enfield secondo gli hooligan italiani del marchio capitanati da Cesare Sasso

Royal Enfield Riders. Continua la campagna di conquista dell’Europa (e dell’Italia) con un piano di lanci importante e l’avvio di una nuova piattaforma di club ufficiale a livello europeo. Saprà colpire al cuore gli appassionati oppure farà storcere il naso come alcune iniziative simili della concorrenza?

Qualche idea sul futuro del marchio indiano da una chiacchierata con Cesare Sasso, storico collaboratore di Motospia e creatore oltre che  presidente di Royal Enfield Riders of Italy, il più importante club Royal Enfield del mondo occidentale

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Cesare Sasso e Liliana Oliosi, fondatori e rispettivamente presidente e vicepresidente del Club, i fondatori del Club

Motospia: Un club,  Royal Enfield Riders in Italia, ne avete fatta di strada dal 2017…

Sicuramente un bel viaggio! Prima della nascita di Royal Enfield Riders of Italy, la tribù italiana di Royal Enfield era piccola ma viva e vegeta, seppur molto silenziosa. I numeri delle immatricolazioni erano irrisori rispetto ad oggi anche se qualche moto circolava, ma i proprietari li trovavi solo in un paio di forum su internet oppure coagulati intorno a 2/3 officine-santuario. Per i motocilisti normali però non esistevano: al semaforo ti chiedevano che cos’è, ai festival ti trattavano da motociclista di serie B mentre trovarne una parcheggiata in strada era raro come il passaggio della cometa di Halley. Senza contare i social network, lì zero assoluto a livello italiano.

Cesare Sasso, l’esempio di come passione, capacità ed estrema competenza possono fare di un brand minore un grande successo. Bravo Cesare. Motospa.it

Poi siete arrivati voi e Royal Enfield Riders è esploso…

Non scherziamo, siamo arrivati ANCHE noi. In realtà sono successe alcune cose molto positive di cui Royal Enfield Riders of Italy non ha merito: è arrivato un nuovo importatore che ha creduto molto nel marchio e allo stesso tempo dall’India hanno lanciato un rinnovamento dell’immagine del brand e della gamma senza precedenti con l’arrivo della crossover Himalayan, delle bicilindriche 650 Interceptor e Continental GT e di alcune serie speciali delle sempiterne Bullet monocilindriche. Il Club ha solo dato una mano a farle conoscere ai motociclisti creando raduni e coordinamenti locali sul territorio, oltre a farle vedere sui propri canali social quando quasi nessun altro parlava di Royal Enfield.

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Cesare Sasso, davanti a lui Aron Gupal, e ai lati alla destra Cesare Carola e a sinistra Tommaso Valentino

Insomma, non avete fatto altro che andare in moto.

Esatto, dopotutto siamo motociclisti, no?! Abbiamo cercato attraverso i nostri soci di essere ambassador del marchio, all’inizio sostituendoci anche al mondo della stampa o degli influencer quando questi non avevano ancora interesse per il brand in Italia. L’esempio tipo è quello del lancio della Himalayan: abbiamo preso le prime due moto del parco stampa RE arrivate in Italia e le abbiamo portate all’Elefantentreffen nel 2018, mentre uno dei nostri soci ha portato la sua qualche mese dopo a fare il giro del Marocco quando ancora i motociclisti erano diffidenti riguardo all’affidabilità del modello; il tutto sempre documentato sui nostri social o attraverso articoli stampa che scrivevamo noi per le testate che ci davano spazio. A chi ci chiedeva informazioni sul mondo RE rispondevamo come se fossimo un servizio clienti, abbiamo persino organizzato qualche test ride per chi aveva difficoltà a trovare un concessionario mentre l’importatore ridisegnava la rete dei dealer. Poi siamo saltati su un aereo e siamo andati in India a vedere Rider Mania, la Woodstock delle Royal Enfield che si tiene ogni anno a Goa, per studiare gli eventi della casa madre e portare qualcosa di quelle esperienze anche qui in Italia. Insomma, il club si è sempre dato da fare per far conoscere al meglio l’universo Royal Enfield anche prima della grande popolarità di oggi.

 

Veniamo a voi. Qual è il segreto di un club come Royal Enfield Riders, di estremo successo come il vostro?

Nessun segreto, credo sia più un tema di mentalità. Quando abbiamo presentato il progetto di un club indipendente all’importatore volevamo che fosse un gruppo di amici innamorati del marchio, che fanno cose divertenti in sella alle loro motociclette e possono accedere a servizi e convenzioni di valore. Il mondo è cambiato rispetto a dieci o venti anni fa, al giorno d’oggi per girare in moto in compagnia non serve far parte di un club: basta sapersi muovere un po’ sui social media o nei forum e si fa presto a organizzare l’uscita della domenica o un weekend in sella. Un club ha senso solo se puoi dare qualcosa in più, nel nostro caso convenzioni importanti (ad esempio il 15% di sconto su ricambi, accessori e abbigliamento RE in tutta la rete di concessionari ufficiali) oppure grandi incontri come il Royal Enfield Italian Festival che abbiamo organizzato per quattro anni insieme alla casa madre. Secondo noi il club è una piattaforma di servizi che può essere un ponte tra chi compra (o vuole conoscere) la moto, chi ce l’ha già e te la spiega – senza secondi fini – e chi le moto invece le vende. Il tutto in un ambiente di passione, amicizia e rispetto reciproco. Eravamo così quando siamo partiti – 2 owner, peraltro congiunti – e siamo ancora così oggi con oltre 150 soci e una presenza crescente in tutta Italia.

Adesso arriva il club ufficiale della casa. Quelli di Royal Enfield vi hanno giocato un brutto tiro eh?

Assolutamente no, anzi. È un progetto a cui anche noi di Royal Enfield Riders of Italy abbiamo dato un contributo importante. Il nostro club è un’esperienza piuttosto unica nel panorama RE europeo e il team di marketing della casa madre ci ha coinvolto un paio di anni fa proprio per capire quello che facevamo e come lo facevamo. Di fatto ci hanno studiato come se fossimo un progetto pilota su cui in parte è modellato il nuovo club europeo che vedrà la luce ad aprile. Se guardate ad esempio il comunicato stampa di lancio del progetto ci trovate molto di Royal Enfield Riders of Italy, noi non possiamo che essere orgogliosi di questo e non vediamo l’ora di collaborare per far crescere ancora di più la cultura Royal Enfield in Italia.

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Grazie Cesare, con il tuo impegno hai fatto rinascere una passione mai sopita per le due ruote.

Continuerete ad esistere o vi scioglierete dentro il club di casa madre come gli HOG di Harley?

Noi siamo un club indipendente e abbiamo intenzione di continuare a creare valore per gli appassionati RE italiani, sulla base di un piano di sviluppo autonomo e ben definito. In queste settimane stiamo concordando con l’importatore italiano (la Valentino Motor Company, ndr) le modalità di collaborazione e di integrazione tra le nostre attività e quelle del futuro club europeo ufficiale, per continuare a dare una mano come abbiamo fatto in questi anni. Alcune caratteristiche del progetto di club europeo saranno rese note tra qualche settimana, ma noi appassionati RE siamo sicuri che sarà qualcosa di ancor più coinvolgente rispetto a iniziative simili degli altri brand, sia quelle più strutturate come ad esempio l’HOG di H-D sia quelle più light come il The Clan di Moto Guzzi. Noi siamo dei tifosi sfegatati e siamo già pronti, quindi siamo i primi a consigliare a tutti gli owner RE – nostri soci compresi – di iscriversi sul sito internet di Royal Enfield alla nuova iniziativa. Nel frattempo, andiamo avanti nello sviluppo di ulteriori convenzioni nel mondo dell’abbigliamento e degli accessori, delle assicurazioni e degli altri servizi per i soci oltre a rafforzare ulteriormente il rapporto con il Settore Motociclismo dell’Associazione Italiana Cultura Sport [LINK A https://www.motospia.it/aics-motociclismo-aria-nuova-per-le-asd], a cui diamo molta importanza. Siamo stati infatti uno dei primi club di marca a federarci ad AICS; una delle tante “prime volte” di Royal Enfield Riders of Italy, che punta a rimanere anche nel futuro un club molto innovativo.

Adesso però le cose piccanti. Sappiamo che voi di Royal Enfield Riders of Italy sapete le novità RE prima di tutti, vuotate il sacco a Motospia!

Purtroppo non si può! La nostra collaborazione istituzionale con casa madre e importatore ci permette di conoscere il futuro con un pizzico di anticipo, ma non possiamo raccontarvi nulla. Siamo un club con il db killer! Però a parte questa novità del club europeo ci sono una tonnellata di grandi notizie in arrivo sul fronte prodotto, basta guardare ad esempio alla nuova Meteor 350, alla nuova generazione Euro 5 della Himalayan appena presentata o alle special bicilindriche Valentino Motori in tiratura limitata create dall’importatore italiano qualche settimana fa. Il piano di Royal Enfield prevede il lancio di 20 modelli nei prossimi 5 anni a cui si andranno ad aggiungere le tante interpretazioni dei customizer: sicuramente ne vedremo delle belle e Royal Enfield Riders of Italy sarà in prima fila!

 

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