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BMW elettriche? Si, ma con molta calma…

bmw elettriche

BMW è senza dubbio uno dei costruttori “tradizionali” di moto che più si è dedicato alla mobilità elettrica. Nel 2016 ha messo in commercio lo scooter elettrico C Evolution. Nell’ultimo anno ha presentato diversi prototipi (Vision DC Roadster) e uno lo ha fatto anche provare (E-Power Roadster Concept). Eppure Markus Schramm, Gran capo di BMW Motorrad, ammette che per vedere una vera moto elettrica BMW sul mercato ci vorrà ancora tempo. Arriverà, ma entro cinque anni…

Ci vorrà ancora un po’ di tempo per vedere nelle vetrine dei concessionari delle vere moto elettriche BMW. E in ogni caso si tratterà di un mezzo destinato all’uso urbano. Non una “moto” nel senso pieno del termine come lo intendiamo noi. È questo il succo si una dichiarazione rilasciata da Markus Schramm, gran capo di BMW Motorrad, alla rivista Cycle World, durante il recente salone Los Angeles Auto Show.  Eppure, fra tutti i costruttori moto tradizionali BMW è senza dubbio quello che ha mostrato il maggiore interesse per questo segmento di mercato. è stato anche il primo ad aver introdotto (nel 2016) un mezzo elettrico. Lo scooter C Evolution. Ha fatto vedere prototipi avveniristici come il Vision DC Roadster e ha anche fatto provare a qualche giornalista il prototipo della E-Power Roadster. E sta anche sviluppando sistemi di ricarica wireless.

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DC-Vision Roadster.

Perché quindi dovremo attendere tutto questo tempo, e accontentarci di una BMW elettrica intesa solo come mezzo di trasporto urbano, quando il mondo assiste quotidianamente alla presentazione di decine e decine di nuovi modelli, prototipi e provocazioni elettriche in ogni segmento dello scibile motociclistico? 

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C Evolution.

Proviamo a dare una lettura realistica alle parole di Markus Schramm.

BMW, come grande player della mobilità (due e quattro ruote) ha sicuramente i mezzi e le possibilità di sviluppare qualunque tipo di mezzo. Se, dall’alto della sua conoscenza e della sua visione del mercato, non ha fretta, né la convinzione di procedere subito con delle “vere” motociclette, è evidente che ha fatto i suoi calcoli…

Innanzi tutto allo stato attuale, non esiste ancora un vero mercato per le moto elettriche. Nel mondo reale si cominciano a vendere e si noleggiano scooter elettrici per la mobilità urbana. Ma niente di più. E BMW (così come tutti gli altri grandi costruttori) sa bene che allo stato attuale è quello urbano l’unico ambito in cui si può avere speranza di sviluppare un vero business delle due ruote elettriche. Anche perché la tecnologia “elettrica” attuale ha tre grandi problemi — tuttora irrisolti— nel momento in cui la si volesse usare su vere motociclette (sportive, naked, roadster, fuoristrada, stradali, sport touring, ecc ecc).

Il primo problema è la ridotta autonomia. Non bastano, e non basteranno, 100-200 km di autonomia per convincere i motociclisti. Anche perché a questo, si lega il secondo problema. Le inesistenti infrastrutture di ricarica.

Questi due problemi, comunque, sono superabili con il progredire della tecnologia. Un grande balzo in avanti da questo punto di vista sarà compiuto quando saranno disponibili sul mercato le batterie a combustibile. E guarda caso, su questo fronte sta lavorando Bosch. E guarda caso, un arco temporale di 3-5 anni è quello che ci si può attendere perché Bosch immetta sul mercato questo prodotto ad un prezzo accettabile. Fate due più due e capirete perché la BMW sta prendendo tempo…

Il terzo problema, e anche questo non è di poco conto, sarà convincere l’utenza a lasciare la moto con motore endotermico per quella alimentata elettricamente. Sarà un processo molto lungo e faticoso. Impossibile convincere oggi, e anche domani, i motociclisti attuali. Bisognerà far crescere le nuove generazioni con scooter e mezzi di trasporto urbani elettrici e puntare su di loro per arrivare, dopodomani, a vendergli una moto elettrica.

Ecco spiegata la ritrosia di BMW, ma anche di tutti i grandi player tradizionali, nello sviluppare, per oggi, moto elettriche. La speranza di tutti quelli che invece si sono gettati a capofitto alla scoperta del nuovo eden motociclistico è che i “grandi” si sbagliano. Se così fosse, vedremo presto una rivoluzione epocale nel mercato.

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