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Assicurazioni 2.0: troppo basse e rischi elevati

Assicurazioni apertura

Sono sempre più numerose le compagnie assicurative online che vantano accordi commerciali direttamente con i produttori di moto e auto. Scopo? Vendere assicurazioni “alla fonte” riducendo costi di gestione e burocrazia.

Produttori come Piaggio, Yamaha, Suzuki, Kymco, Peugeot, Sym sono diventati partner ufficiali di 24HAssistance, la compagnia che si definisce nella sezione “chi siamo” così: Selezioniamo le migliori assicurazioni per creare polizze “2.0”: barca, cane, moto e scooter, sci e snowboard, sport e viaggio. Siamo presenti proprio dove si trovano le tue passioni: online, su Facebook e negli oltre 500 punti vendita in tutta Italia nostri o dei nostri partner. In apparenza sembra pure una buona idea. Peccato che dietro, la sostanza non sia altrettanto all’altezza delle apparenze. Se da un lato i prezzi che si possono ottenere sono validi (diciamo allineati con molte compagnie come Genialloyd), dall’altro, il servizio post vendita è insufficiente, perché i call center sono difficili da raggiungere, il personale poco disponibile. Nelle concessionarie moto, dove siamo stati, si è evidenziata la scarsa preparazione degli addetti ai lavori, in merito alle polizze e alle condizioni di copertura offerti.

24HAssistanceIl problema che viene a galla è che chi fa un altro mestiere potrebbe essere perdonato per la sua incapacità nel vendere/proporre assicurazioni (salvo il fatto che chi vende qualcosa non può essere scusato se il lavoro viene fatto male).

Dal mondo dell’auto i produttori di moto hanno ripreso pari pari concetti tipo: il concessionario non deve guadagnare su veicolo ma sui sevizi offerti, sull’assistenza e sui ricambi (questo lo diceva vent’anni fa Paolo Cantarella ai concessionari Fiat). Peccato che una concessionaria auto abbia un giro d’affari di trenta milioni di euro mentre nelle moto i migliori sono posizionati su fatturati che vanno da 1 a 3 milioni.

Venditori tuttofare

Gli strateghi commerciali delle moto, mirano a trasformare il personale in tuttofare, togliendo risorse alla vendita, con lo scopo di contenere (o rimandare) i costi e le rogne; chi vende moto si deve “spacciare” come consulente per le assicurazioni e polizze Rc, deve avere la capacità di stipulare il contratto di vendita, di finanziamento (con firme e tutto ciò che ne deriva).

Durante le nostre visite, la maggior parte dei venditori/intermediari ha risposto in modo vago su molti aspetti delle assicurazioni: franchigie, condizioni di rimborso in caso di furto totale o furto parziale (in molti casi non rimborsati perché non rimborsabili, come previsto e scritto su codicilli che nessuno mai leggerà).

Nel mondo moto nessuno è in grado di chiarirle al 100% ed è certo che sul contratto è scritto tutto volutamente in modo poco trasparente e non facilmente comprensibile.

Facendo raccogliere i dati dal personale in concessionaria – professionisti che con quel lavoro non c’entrano nulla – senza far fatica, la Compagnia assicurativa acquisisce il background, che si tramuta in guadagni (per loro) con la vendita sul mercato di quelle stesse informazioni.

Attenti alle variabili

Il prezzo di una assicurazione non è la variabile più importante anche se determinante per la scelta definitiva. Ma attenti ai trucchi: a prezzi bassi corrispondono franchigie alte e coperture ai minimi di legge, non sufficienti a garantirvi sicurezza. La 24HAssistance sul sito offre la possibilità di leggere le recensioni degli utenti (o presunti tali), e se lette bene, quelle negative criticano soprattutto l’assistenza on line e il supporto telefonico; in questi casi i tempi per ottenere informazioni, risposte, rimborsi, a detta delle persone che scrivono, sono lunghi, e il personale preposto è poco disponibile e poco cortese; in molti casi le attese terminano con la caduta della linea. È assurdo che molti dichiarino di aver stipulato la polizza attirati solo dal prezzo e nella speranza che non capiti mai nulla (proprio perché è già stato difficile stipulare la polizza stessa).

La scatola nera

MotoplatinumBOX symContestualmente alle assicurazioni scontate vengono proposte le cosiddette BOX (o scatole nere) che nel caso della 24HAssistance è denominata MotoplatinumBOX: un dispositivo telematico elettronico con sistema di geolocalizzazione, concesso in comodato d’uso e montato da installatori o concessionari autorizzati (che non sono mai o quasi quelli che ci hanno venduto la moto).

Per chi avesse paura che tali sistemi siano destinati a monitorare anche le infrazioni del codice della strada, sul sito si trova una nota informativa che specifica l’assoluta riservatezza dei dati raccolti dal GPS e conferma che né le forze dell’ordine, né altri possano sfruttarle per accertare comportamenti scorretti.

Sono ormai molte le compagnie assicurative che offrono tra i servizi, le “scatole nere”; i problemi più grandi però derivano da installazioni dei dispositivi eseguiti male, con il rischio di compromettere seriamente l’affidabilità del mezzo; lo confermano molte officine di concessionari ufficiali che sostituiscono batterie, cablaggi, staffe di carene e viteria di mezzi nuovi, a clienti che si sono lasciati sedurre dagli sconti e dai servizi che i sistemi GPS offrono su carta; e che sono stati “vittime” di installatori convenzionati che magari con le moto non hanno nulla a che fare (o verosimilmente officine generiche di basso livello che hanno ottenuto l’appalto offrendosi a prezzi molto bassi).

Solito, povero, vituperato e malconsiderato consumatore

Di conseguenza le riparazioni saranno costose e le garanzie decadranno – perché gli interventi non eseguiti dal dealer ufficiale non sono ammessi. In questo caso se il venditore vende la polizza e l’assicuratore vende e fa montare il GPS, tutto viene demandato a terzi, si crea confusione e i problemi ricadono sempre sul solito, povero, vituperato e malconsiderato consumatore. Attenzione dunque, se stipulate un contratto Rc leggete bene le clausole e tutte le informazioni.

Ai manager delle Case produttrici consigliamo di studiare meglio le partnership, che non devono essere solo a scopo di lucro (per la casa madre stessa) ma anche essere in grado di offrire servizi veri, professionali, completi, chiari, snelli. Perché altrimenti, i rischi di perdita di immagine e credibilità ricadranno prima sui concessionari e poi sui marchi, ottenendo perdita di fiducia da parte dei consumatori.

 

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