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Torna la BMW C1. Ma stavolta è elettrica Venti anni dopo lo scooter C1, BMW ci riprova

C1

Nel 2000 BMW presentò il C1, uno scooter con tetto che ebbe davvero poca fortuna. Poi nel 2009 fecero vedere il C1-E, cioè elettrico. Ma non se ne fece nulla. Ora ha brevettato un nuovo erede, anche questo elettrico, che vuole eliminare tutti i difetti della versione originale.

Senza dubbio tutte le Case più attente stanno pensando in modo serio a proposte che possano risolvere il problema della mobilità urbana unendo i vantaggi della protezione data dalle auto ai vantaggi della moto (agilità nel traffico, parcheggio, consumi ed emissioni ridotti, ecc ecc). La BMW ha già proposto qualcosa in passato. Uno scooter con il tetto che si chiamava C1. Venne prodotto per un paio d’anni a partire dal 2000, ma fu un flop clamoroso. Perché anziché unire i vantaggi delle due categorie (auto e moto) in realtà ne metteva insieme gli svantaggi.

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Il C1 125 originale.

Nel 2009 BMW presentò una versione “elettrica”, della quel però non si seppe più nulla. Ora, dopo 20 anni, l’azienda tedesca ci riprova. Con un mezzo completamente diverso, almeno a quanto si intuisce dai disegni del brevetto depositato. Si tratta di un mezzo elettrico a due ruote che sembra derivare dallo scooter C Evolution (anche questo non certo un campione di vendite).

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Il C1-E del 2009.

Ora il tetto ha la struttura in fibra di carbonio.

Il vecchio C1 usava una cellula di sicurezza in alluminio per proteggere il pilota e, sebbene fosse efficace, la cella è stata anche il suo più grande problema. Perché il peso del mezzo superava i 185 kg che il motore 125 (poi con cilindrata salita a circa 180) faceva fatica a muovere. Tanto che il C1 raggiungeva poco più di 100 km/h di velocità massima. 

Su questo nuovo concetto BMW ha usato il carbonio per il tetto (costituito essenzialmente da due archi in fibra di carbonio), mentre il telaio è una struttura in alluminio nella quale sono inserite i pacchi di batterie.

Il tetto ha le parti di collegamento al telaio “programmate” per deformarsi in caso di impatto, ed assorbire così l’energia di un eventuale incidente preservando la sicurezza del pilota, che può contare anche su una serie di airbag laterali di stampo automobilistico per la sua protezione. Dalle auto arriva anche la cintura di sicurezza a quattro punti di attacco. E lo schienale del pilota ha delle sezioni gonfiabili per attutire i colpi in caso di impatto posteriore.

Per opporsi al vento ci sono le alette regolabili elettronicamente.

Uno dei grandi problemi del vecchio C1 era la sua sensibilità al vento laterale. BMW pensa ora di ovviare a questo problema utilizzando degli stabilizzatori aerodinamici attivi. Ci sono quattro alette mobili collegate a un sistema di stabilità azionato dalla centralina. Le alette (due nella parte anteriore, due nella parte posteriore) creano deportanza ma agiscono anche come gli stabilizzatori di un aeroplano. Il computer regola i singoli angoli di incidenza per creare forze che bilanciano il vento nel tentativo di spingere la moto nella direzione opposta.

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BMW ha anche progettato tutto per essere facilmente rimosso svitando solo alcuni bulloni. L’intero tetto —che comprende airbag, alette, zone di assorbimento, cinture di sicurezza, cellula di sicurezza, schienale e parabrezza — può essere rimosso e lasciato a casa. 

Insomma, puoi avere un’auto a due ruote o un semplice scooter a seconda delle necessità. 

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