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Il 30% degli incidenti stradali è imputabile a strade inadeguate, che rivelano la disomogenea applicazione delle normative da parte degli Enti gestori.

Strade. Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti chiediamo: quanto costa alla società l’incompetenza di chi progetta, costruisce e (tra)scura la manutenzione delle strade?

È urgente applicare la Direttiva di gestione della sicurezza delle infrastrutture, contenuta nel decreto legislativo 35/2011

Strade inadeguate perché progettate, costruite e mantenute in economia, senza l’applicazione di criteri ergonomici e senza considerare gli utenti vulnerabili.

Guardrail realizzati e sistemati senza considerare che sono pericolosi per i motoveicoli

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: curve infide per raggio irregolare o pendenze inadeguate, incroci pericolosi, rotatorie mal progettate, discese con pendenze azzardate soprattutto per i veicoli pesanti, piste pedonali e ciclabili che si interrompono all’improvviso. E poi l’onnipresenza di ostacoli fissi (alberi a fusto, muri a spigolo e manufatti in cemento, pali metallici, segnali, lampioni, guardrail senza protezioni, messi anche dove non occorrono, anche dove ci sono vie di fuga) disposti ai margini delle strade, in esterno curva, al centro di svincoli, incroci e rotatorie, senza valutare la traiettoria dei veicoli.

Alberi a bordo strada e tagli sull’asfalto, una situazione molto frequente nei centri urbani

E che dire della scarsa manutenzione del manto stradale?

L’asfalto usurato è frutto di una politica cieca di contenimento dei costi che, negli ultimi otto anni, ha portato a una riduzione del numero degli appalti e quindi a un risparmio per gli Enti gestori delle strade di 10 miliardi di euro. Un risparmio che oggi si trasforma in una spesa di 40 miliardi di euro (dati SITEB 2017) perché il deterioramento dell’asfalto, reiterato nel tempo, scardina anche gli strati più profondi della strada mettendone a rischio le fondamenta.

Abbiamo già parlato della segnaletica orizzontale, fatta e rifatta senza logica (vernici scivolose, passaggi pedonali in curva), ma come è possibile accettare i guardrail arrugginiti e divelti a causa dell’incuria; le fossette laterali sottodimensionate e trascurate che consentono ad acqua, ghiaia e foglie morte di accumularsi sulla strada; il fango all’uscita dei cantieri; i versamenti di gasolio all’uscita delle stazioni di servizio e la vegetazione abbandonata che nasconde i segnali stradali?

La lista è troppo lunga per far finta che questi problemi non esistano, e dimostra come sia riduttivo elencare, nelle statistiche sull’incidentalità stradale, solo le cause di incidenti basate sui comportamenti di guida sbagliati.

È necessario parlare di cause di lesioni e di incidenti banali (come una scivolata sull’asfalto bagnato) che diventano gravi perché non esiste la via di fuga ovvero un ampio margine di spazio che consenta al motociclista sbalzato dal veicolo di dissipare l’energia della caduta strisciando sul terreno anziché urtando ostacoli pericolosi.

Ostacoli fissi: non vogliamo più vedere mazzi di fiori sulle strade…

È quindi necessario individuare le infrastrutture che contribuiscono ad aggravare le conseguenze dei sinistri analizzando gli incidenti che provocano morti o feriti gravi per stabilire quali sono le cause di lesioni ed eliminare quei pericoli che possono causare comportamenti di guida non idonei.

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti domandiamo: costa di più curare la manutenzione delle strade, costruire marciapiedi bassi e raccordati, livellare i tombini all’asfalto, utilizzare vernici che garantiscano aderenza all’asfalto, mettere protezioni nei posti adeguati, evitare di piantare alberi a bordo strada, rimuovere i pali e la segnaletica inutile? Oppure è più onerosa la cura dei feriti, l’assistenza ai disabili, la perdita di produttività, e il costo morale di chi ha subito l’incidente e delle rispettive famiglie?

Ministro, applichi il decreto legislativo 35/2011!

Lo deve fare soprattutto per tutelare gli utenti vulnerabili perché sono coloro che subiscono le lesioni più gravi.

Non ci sono scuse: le strade costruite in passato possono essere modificate, quelle nuove devono essere realizzate utilizzando criteri corretti di progettazione e le tecnologie che la ricerca scientifica mette a disposizione.

Rotatoria pericolosa per l’arredo nell’isola centrale costituito da elementi metallici taglienti in caso di urto.

L’ European Transport Safety Council ha riconosciuto che la corretta progettazione delle strade contribuisce a ridurre i decessi sulle strade e pertanto ha invitato ciascun Governo a impegnarsi per aumentare la sicurezza della rete viaria nazionale. Infine, gli Enti gestori delle strade devono ricordare che le eventuali responsabilità legate a errori di progettazione o mancati interventi, sono materia giuridica e quindi di incriminazioni che possono condurre a condanne o sanzioni.

 

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