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SEGNALETICA ORIZZONTALE: UNA MINACCIA PER CHI CIRCOLA SU DUE RUOTE

Segnaletica orizzontale. Gli Enti gestori delle strade italiane continuano a utilizzare materiali obsoleti e inadeguati sebbene la normativa UNI EN 1436 imponga determinati requisiti (aderenza, visibilità, longevità e resistenza al derapaggio) e verifiche, e la tecnologia renda disponibili materiali (vernici, laminati plastici e nastri adesivi plasticizzati) antisdrucciolevoli, longevi e con elevate caratteristiche di rifrazione.

Ci auguriamo che il Governo vari in tempi celeri una legge che sanzioni penalmente i responsabili degli Enti gestori che non applicano le normative esistenti in materia di sicurezza stradale. Solo questa legge li costringerebbe ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire di conseguenza per tutelare l’incolumità degli utenti della strada

Zona a rischio per i motociclisti: vernice rossa per evidenziare il limite di velocità di 30 km orari nelle zone a rischio per i pedoni.

Una delle numerose insidie per la stabilità e l’equilibrio dei motoveicoli è la segnaletica orizzontale. Così com’é realizzata oggi in Italia è una minaccia per chi circola su due ruote a causa dei materiali impiegati, che riducono improvvisamente l’aderenza della pavimentazione soprattutto in curva e negli incroci, quando piove o c’è una forte umidità.

La segnaletica orizzontale stradale deve avere la stessa aderenza dell’asfalto.

Vernice nera o a base di bitume per ricoprire anziché rimuovere le vecchie strisce pedonali. Risultato: raddoppia l’area di scarsa aderenza all’asfalto, soprattutto se in prossimità di un incrocio.

E invece, contrariamente ai Paesi europei più evoluti, gli Enti gestori delle strade italiane continuano a utilizzare materiali che la rendono pericolosa e non visibile a distanze adeguate.

Se anche i materiali con le caratteristiche indicate nella normativa UNI EN 1436 dovessero avere un costo più elevato di quelli tradizionali non c’è ragione per cui non debbano essere utilizzati poiché il maggior costo iniziale permette poi di risparmiare sui costi delle cure sanitarie necessarie a chi subisce lesioni dopo essere scivolato e aver urtato contro uno dei tanti ostacoli fissi presenti sulle strade.

Adottare materiali aderenti e longevi è solo il primo passo per migliorare la sicurezza. Occorre controllarne periodicamente l’aderenza perché questa caratteristica tende a diminuire con l’usura, soprattutto nei tratti in curva e negli spazi di frenata degli incroci. Occorre rimuovere la segnaletica e sostituirla quando è degradata, soprattutto quella gialla dei cantieri allestiti a lato delle carreggiate, solitamente ricoperta con vernici nere o a base di bitume anziché venire rimossa.

Diversamente, il motociclista in transito perde l’aderenza alle ruote e si distrae per riuscire a capire cosa indica la nuova segnaletica sovrapposta alla vecchia.

La segnaletica orizzontale, come quella verticale, deve essere vista in anticipo rispetto al pericolo segnalato. A tal fine, ma anche per demarcare zone pericolose, si possono impiegare prodotti addizionali come le vernici rosse che tuttavia devono avere buone caratteristiche di tenuta e longevità in condizioni di asfalto bagnato.

È importante anche la dimensione della segnaletica orizzontale: deve essere mirata al reale utilizzo perché più è estesa, maggiore è la superficie stradale a rischio.

Da evitare assolutamente la sistemazione della segnaletica in curva, negli incroci, vicino alle linee di stop o di precedenza, dove aumenta la probabilità di incidente per motoveicoli e pedoni: una distanza non inferiore ai 10 metri consente al motociclista di avere spazio e tempo per frenare e svoltare senza esporsi a ulteriori insidie.

Muro ad angolo vivo e vecchie strisce pedonali in prossimità dello stop: un vero attentato all’incolumità dei motociclisti.

Recentemente il professore ordinario di diritto penale alla facoltà di Criminologia dell’università Ludes di Lugano Claudio D’Isa, già consigliere della Suprema Corte di Cassazione, ha dichiarato: «Il reato di omicidio stradale deve essere applicato anche agli enti e ai titolari di strade responsabili della scarsa manutenzione delle strade, della mancata rimozione e segnalazione di quegli ostacoli che costituiscono pericolo per la circolazione. Tali enti hanno anche la responsabilità di fare in modo che sulle strade di nuova costruzione questi ostacoli non esistano perché i conducenti non devono esser obbligati a fare manovre difficili e rischiose per evitarli. La prevenzione significa anche eliminare quei pericoli che possono causare comportamenti di guida non idonei. Il reato ‘aggravato’ è comunque relativo a chi l’incidente lo ha in qualche modo causato attraverso la propria condotta colposa».

Tombini verniciati con la stessa vernice scivolosa del passaggio pedonale, e non livellati al manto stradale: in caso di pioggia la probabilità di scivolare è molto elevata

Anche ogni cittadino può contribuire a rimuovere la segnaletica orizzontale pericolosa inoltrando un’istanza di rimozione al Sindaco della propria città poiché l’Ente gestore della strada in ambito urbano è il Comune; il Sindaco a sua volta potrà consultarsi con i responsabili del proprio Ufficio Tecnico per adottare i provvedimenti necessari.

 

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  • Pezzo sacrosanto, Matteo. Chi usa le due ruote, pur pagando le tasse come tutti, continua ad essere considerato figlio di un dio minore, pur essendo più esposto ai pericoli dati da una cattiva gestione del fondo stradale. Tra ghiaia in traiettoria, guardrail pericolosi, segnaletica orizzontale che denota totale noncuranza per l’incolumità dei motociclisti evitare di farsi male è ancora più difficile.

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