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SHIVER 900, BELLA E INCOMPRESA

La media di Noale, l’Aprilia Shiver 900, è una moto perfetta per cominciare e continuare. Facile fin dal primo contatto sa regalare anche spunti brillanti, ma non incontra il favore del pubblico: non figura nella Top100 del mercato italiano, Casa e Dealer potrebbero fare di più.

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La Shiver 900 provata da motospia-it

Quante volte è capitato di dover consigliare ad un amico che inizia ad andare in moto su quale due ruote iniziare la sua avventura?
Inevitabilmente ci si trova a dover scegliere tra una moto facile per iniziare o una che possa dare soddisfazioni per un periodo più lungo ma che rischia di essere ostica come primo contatto.

Aprilia ha risolto il problema; con la Shiver 900 il nostro amico avrà la possibilità di guidare una naked facile ma che allo stesso tempo non si rivelerà troppo limitata appena presa un po’ di confidenza. In più a differenza di tante entry level appaga l’occhio, mettendo sul piatto un’estetica moderna che non manca di carattere.

Shiver
Una moto facile dicevamo, con una seduta non troppo alta che permette di appoggiare bene i piedi a terra anche a chi non è troppo alto, diventando così maggiormente appetibile pure per le ragazze. Buona l’ergonomia, senza rinunciare ad un pizzico di sportività lascia comunque stare comodi e rilassati alla guida, ci si sente dentro la moto, non appoggiati sopra.

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Il motore è un bicilindrico a V di 90° da 896,1 cc. di cilindrata, lo stesso che equipaggia la Dorsoduro 900. La potenza si attesta a 95,2 CV (70 kW) a 8.750 giri/min e 90 Nm a 6.500 giri/min. È disponibile anche una versione limitata elettronicamente a 35 kW, guidabile con patente A2. Una volta raggiunta la patente A3 si può semplicemente far sbloccare la centralina ripristinando la piena potenza. Questa possibilità la rende perfetta per un neopatentato che potrà iniziare da subito con una moto “da grandi” e non sarà costretto ad un ulteriore dispendioso cambio di moto.

Il carattere di questo motore è estremamente docile, con una erogazione talmente lineare da far sembrare sempre di avere meno potenza di quella effettivamente a disposizione. Solo guardando a quale velocità aumentano i valori sul tachimetro ci si rende conto di quanta spinta sia effettivamente elargita.
Questa estrema facilità può diventare allo stesso tempo un piccolo difetto, perché se è vero che con la mappa TOURING ci si aspetta un comportamento di questo tipo, che infatti è ancora più “elettrico”, nella SPORT un po’ di cattiveria avrebbe regalato pepe alla guida sportiva. La terza mappatura disponibile, la RAIN, limita la potenza a 70 CV.

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Non manca il TRACTION CONTROL, regolabile su tre livelli, che al bisogno può essere anche disinserito e L’ABS a due canali fornito da Continental.

Ovviamente, in tutta questa elettronica, il RIDE-BY-WIRE, da sempre segno distintivo della Shiver, è presente, ed è stato evoluto ed alleggerito rispetto al primo modello presentato nel 2007.

Il telaio a traliccio in acciaio avvitato a due piastre laterali in alluminio abbraccia il bicilindrico, mentre il monoammortizzatore è posto sul lato destro, infulcrato direttamente al forcellone senza l’utilizzo di leveraggi. La forcella è una Kayaba con steli da 41 mm. regolabile nel precarico ed estensione, come il mono.

La frenata è affidata a due dischi da 320 mm e pinze radiali all’anteriore, al posteriore un disco da 240 mm e pinza a singolo pistoncino. La potenza frenante non manca, ma la leva richiede di essere strizzata più di quanto sarebbe auspicabile per ottenerne a sufficienza.

Su strada si lascia guidare facilmente ed il bel cruscotto TFT fornisce tutte le informazioni necessarie, solo le manovre da fermi vengo leggermente complicate da un angolo di sterzata un po’ limitato. Il DNA Aprilia si fa sentire appena si alza il ritmo, come da tradizione della casa di Noale la ciclistica è ottima, la Shiver è stabile e sicura sulle ruote in velocità ma comunque facile nei cambi di direzione. Con questo potenziale, unito al suo motore così docile, si ha sempre una sensazione di grande sicurezza ed è veramente difficile metterla in crisi. Il TCS con questa moto ha vita facile, infatti pure utilizzando tarature alte non è praticamente mai intervenuto. L’impressione è che anche con parecchi cavalli in più questa ciclistica potrebbe assorbire in scioltezza le sollecitazioni imposte.

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Manuel Ermito, autore del test, posa con la Shiver 900

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