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SAFE RIDE EXPERIENCE Quando la sicurezza non è un gioco, ma in gioco c’è la sicurezza

Andalusia

Safe Ride Experience, o Esperienza di Guida Sicura, che in italiano è la stessa cosa. Solo che le parole italiane, dette in italiano agli italiani di oggi in Italia, sembrano non contare più. Per tutti noi che abbiamo meno di ottant’anni, ma anche meno di settanta, le nostre parole risultano piatte, interessandoci pochissimo e stimolandoci ancor meno! Anch’io ci casco spesso. E allora, se tanto tonti siam, ben venga il prepotente idioma anglosassone a supportarci almeno laddove serve.

Sicurezza, dunque. Per es. solo a nominare la “Safety car”, piuttosto che un indefinito “autoveicolo di sicurezza” (che pure è la stessa identica cosa!) mi sale l’adrenalina in corpo: l’aggancio immediato è alle gare di motori! Se invece (per puro esempio, mi s’intenda) sento “Decreto sicurezza” o “Sicurezza stradale” chiedo scusa ma… da subito mi cadono le palle! E la reazione, pure qui, è istantanea!! E questo è grave!!!

La questione, non credo sia legata alle parole in sé, ci mancherebbe! Ritengo piuttosto sia dovuta alla quantità di credibilità che invece attribuiamo o abbiamo attribuito loro col nostro comportamento e le conseguenze da esso derivate. Ed è a questo livello che, a mio parere, proprio in Italia … cadono le palle!!!

■ SAFE. SICUREZZA STRADALE IN ITALIA: UN CASO TRISTE, UNA TRISTE MENTALITÀ

Per attenermi alla sicurezza stradale, cito il caso di un amico, bravissimo motociclista sulla sessantina, che ad agosto 2020, ha attaccato la tuta al chiodo, definitivamente. “Perché?? Cosa ti è successo? – Sono vivo per miracolo! Ero in moto quando una macchina mi ha tagliato la strada. Sono caduto e… mi sono risvegliato in ambulanza. – Cavolo, ma stai bene?? – Sì, grazie al Cielo, solo qualche botta. Certo, la moto (BMW R 1200 RT), distrutta! In ospedale ho pensato allora alle mie due bimbe, e ho detto ‘Basta’!

“Porca miseria… ma come è successo? – Non lo so! Solo dopo qualche giorno ho ricordato la frenata per non finire contro l’auto, che chiaramente non si è fermata, e le telecamere non funzionano in quel punto… Sai però cosa mi è capitato? Dopo un mese mi è arrivata la multa della Polizia Municipale a casa perché con la moto ero finito contro il guard-rail, rovinandolo. – E allora?! Cosa centra?? Quello ti ha tagliato la strada, senza neanche prestare soccorso!! – Appunto: mi hanno multato perché ho perso il controllo del veicolo, mentre, per Legge, devi invece sempre mantenerlo – Dàààài!! Veramente??! Non ci posso credere!! Ma hai fatto ricorso??Certo! Ovviamente non è servito”.

SICUREZZA??? È qui che cadono le palle! E se non cadono, girano vorticosamente, tanto più che sulle nostre strade tali situazioni sono sempre più frequenti: e a pagare è spesso proprio l’Utenza Debole, quella che di diritto sulla Carta è, o dovrebbe essere, protetta maggiormente: il pedone, il ciclista, il motociclista.

Tutto questo è molto preoccupante: con la drastica riduzione dell’educazione e delle buone maniere altrui, spesso si riscontra pure una mancanza di sicurezza nel non sentirsi sufficientemente protetti da chi dovrebbe poi quanto meno rendere… giustizia ai giusti!

Perché per es. tutti riconoscono che all’estero, nell’Europa più vicina come Francia, Svizzera, Austria o Germania, tutti rispettano il buon comportamento stradale, ossia il Codice della Strada? Forse perché lì si è altrimenti duramente colpiti e sanzionati da Legge e Forze dell’Ordine?? E perché rientrando in Italia si sogghigna invece, eludendo da subito beffardamente cartelli, limiti e divieti??? Proprio per amor di Patria bisogna riconoscere incontestabilmente che stiamo raggiungendo quasi una sorta di ‘negazione legale’ di ogni più ovvia ovvietà: quasi un incitamento alle furbate! È un triste primato che, di sicuro, lascia solo tanta insicurezza nei più accorti ed onesti cittadini italiani, oltreché una solenne e sincera incazzatura!!

Arriva un momento allora nel quale, se non dici “Basta!”, quanto meno ti dici “…Calma un attimo”! E rifletti.

■ IL MOTOCICLISTA E LA SICUREZZA. UN PROBLEMA “DOUBLE FACE”

Sì, perché la moto è bellissima, e chi l’ha provata, non a settanta, ma neanche a ottant’anni vorrebbe mai scenderci! La moto è libertà, è danza… è prestazione, è potenza… comunque sia, è goduria! Però è e rimane pericolosa. E assieme alla moto, ci sono IO CON LA MIA PELLE. Una pelle che purtroppo, per quanto cara e preziosa, almeno e sicuramente in Italia – deduco e ripeto (!), interessa evidentemente solo al diretto proprietario che la indossa.

Che poi – NOTA BENE – ci siano motociclisti che fanno i bulli, i duri, gli eroi di un gioco che finge di fregarsene della vita e affrontano il rischio, inutile ma certo, con apparente disprezzo e superiorità, drogati di adrenalina pura… beh, che dire?! “Pazienza”! Purtroppo di gente particolare (per dirla con il politicamente corretto) ce n’è: ‘sti tizi talvolta costringono anche me, mio malgrado, a viaggiare quatto quatto il più a destra possibile sulla mia destra onde evitare scontri frontali fatali. Sì, perché chi è pieno di sé difficilmente in quei momenti pensa al rischio che diventa per sé e per gli altri.

A me per esempio colpisce sempre quando un motociclista muore. Con tutto il rispetto che voglio e mi impongo verso tutti, fatico a volte a credere ai titoli dei giornali e al contenuto degli articoli relativi: “Era un bravo ragazzo…” Sì, l’errore e la fatalità ci stanno: anch’io ho perso persone carissime, parenti e amici, proprio così. Ma a giudicare da come certi (e non pochi) guidano moto o scooter sulle strade, nel traffico, in tangenziale, sparati come missili, superando con peli fino al

Giovanni, titolare del Centro Raid Avventura di Schilpario, sulle dune del Sahara

millesimo di millimetro, o come corressero il TT dell’Isola di Man sulle nostre strade di montagna… per Amor del Cielo, spiace certo… ma – dico – sembra che uno se la vada a cercare, a volte, la morte.

Ricorderò sempre quanto mi disse un ex pilota motociclista, che con sette diverse Yamaha Super Ténéré ha affrontato gare, deserti e Paesi nel mondo intero, oggi felice papà e titolare del Centro Raid Avventura di Schilpario (BG): “Marco, ma ti sembra logico che uno parta da Milano in tuta per venire a morire di domenica mattina sulla strada del Passo del Vivione?? Questa non è una pista! Come fanno a correre come pazzi su questa mulattiera stretta, per quanto asfaltata, con rocce sporgenti, curve cieche, burroni, e la gente che sale e scende in continuazione??! C’è qualcosa che non va nella testa! Eppure… ogni anno… …”

■ SAFE. I VARI ATTORI DELLA SICUREZZA

Sicurezza, safe, allora! Per fortuna c’è chi ci viene incontro!

Se da un lato si constata amaramente quanto in generale in Italia, Stato e Amministrazioni locali non ci mettano concretamente quasi mai del loro per salvaguardare e salvare la vita di tutti noi cittadini (e nello specifico di noi cittadini motociclisti – si consideri semplicemente la condizione pietosa e drammatica in cui versano tutte le nostre strade: veri impedimenti alla nostra sopravvivenza quotidiana), sicuramente possiamo e dobbiamo rendere un grandissimo omaggio a tutte le Aziende che stanno facendo passi da giganti per proteggerci almeno con la sicurezza passiva da tanti possibili infortuni: caschi, guanti, giacche, protezioni, calzature, paraschiena, giubbotti con airbag salvavita… Chi più ne ha, più ne metta.

Per non dire dell’ergonomia, dei materiali o dei tanti sistemi elettronici studiati appositamente dalle Case produttrici per rendere sempre più sicure le “due ruote”, controllando (e fin condizionando) sempre più la guida stessa delle nostre amate motociclette: si veda persino l’ultima trovata di Ducati che con la sua nuova V4 Multistrada è arrivata addirittura alla frenata assistita! Pazzesco…

Safe. Ma questo, pur essendo tantissima roba, non è ancora sufficiente!

■ LE MIE SCELTE: ovvero L’IMPRESCINDIBILE DECISIONE DI VIVERE

Insomma, il passo più importante, il primo vero passo verso la SICUREZZA, siamo e resteremo sempre NOI stessi. Soltanto NOI, in ogni condizione e situazione. NOI, con la nostra testa e la nostra responsabilità. NOI, con le nostre scelte di guida! Proteggersi, allora, è fondamentale. Ma rendersi più sicuri guidando responsabilmente lo è ancora di più.

Alla fine, infatti, siamo NOI che ce la giochiamo proprio qui, in primis, tra la scelta di una guida responsabile e una guida che è un pericolo! Tra una guida che è un piacere e una che è tutta nervosismo! Tra una guida che normalmente riporterà o dovrebbe riportare a casa il motociclista sano e salvo, e una guida che ogni volta potrebbe farlo raccogliere col cucchiainoLa vita, per Dio, vale ben più di una roulette russa!

Caspita! Lo sanno persino le Assicurazioni che proprio per questo ringraziano tali secondi individui, potendo così aumentare i costi delle loro polizze, e mungere abbondantemente tutta la categoria!

■ SAFE. COSA RESTA? IL PIACERE DELLA GUIDA SICURA!

La moto, insomma: una gran bella cosa! Ma è un po’ come il caffè! Dopo molti anni, ricordo ancora la faccia allegra e simpatica di Nino Manfredi quando pubblicizzava il Caffè Lavazza: “Il caffè è un piacere: se non è buono, che piacere è?!”

Esatto! E allora ecco tanti aiuti per godersela sempre di più, la moto, perché, per quanto bella, costosa, oggi anche molto tecnologica… se non è un piacere, e se non è sicurezza’, che moto è??!

Sfido chiunque a dirmi che il conseguimento della Patente A sia la soluzione al problema! Per quanto obbligatoria, ai fini della sicurezza-safe (o del solo piacere) quella delle Scuole Guida risulta in generale una formazione tanto inutile quanto grave è l’utilità mancata.

E come tanta altra formazione specifica obbligatoria in Italia, anche questa ricalca piuttosto “l’abilitazione di facciata”: in uno squallido mondo che pare avidamente orientato al solo “far cassa”, ciò che conta è passare l’esame, che infatti costa molto caro e che, in nome della maggior sicurezza, è stato pure moltiplicato, suddividendolo in numerose quanto spesso inutili sottocategorie. Tutto per la sicurezza: la sicurezza di far cassa, appunto.

Non mi soffermo nemmeno sul nuovo esame di guida, che trovo l’estrema trovata allucinante: ancora mi chiedo allibito a quale condizione reale dovrebbe corrispondere quel tracciato coi birilli da dover percorrere a tempo, prima in ‘non meno’ di tot secondi, e poi in ‘non più’ di tot secondi, senza mai appoggiare i piedi a terra… Boh?!! Però, s’haddafà! (E l’Europa, in questo, è unita)…

Trovo allora che un motociclista, anche e soprattutto un buon motociclista, proprio per continuare a salvarsi la pelle, coscientemente e responsabilmente, dovrebbe di tanto in tanto sfruttare invece le opportunità che offrono le Scuole di guida sicura dove, per la passione vera che muove gli animi di tutti, si punta espressamente ad una formazione specifica senza eguali, e dove il piacere e la sicurezza entrano di pari passo a viva pelle nella pelle viva di ciascuno.

In queste Scuole di guida per motociclisti si trovano i fondamenti per impostare correttamente la guida, per conoscere e mantenere al meglio il mezzo in strada, per apprendere tanti piccoli trucchi utili ad alzare l’asticella delle proprie capacità e prestazioni, e al contempo, in maniera iperbolica, quella del piacere di guida. Tutto nella massima sicurezza, e puntando sempre alla massima sicurezza raggiungibile in ogni ambito e specialità: strada asfaltata o sterrato, corsa in pista o mototurismo, trasferimento quotidiano per il lavoro o gita fuori porta domenicale …

■ UN ESEMPIO: LA SCUOLA DI GUIDA “SAFE RIDE EXPERIENCE”

Anche solo graficamente, il 2020 mi ispirava tanta voglia di viaggiare in moto: causa catastrofe Covidiana … ne ho fatto almeno l’anno della formazione. Dopo la “V-Strom Academy” di Suzuki, l’estate scorsa, per le ragioni di cui sopra, ho partecipato anche alla Scuola di Guida sicura denominata “Safe Ride Experience”.

Tale scuola organizza varie tipologie di formazioni: come primo approccio, il Corso “Mangiatornanti” tenuto proprio dietro casa mia, sulle strade che ben conosco e amo percorrere frequentemente in moto, non potevo mancarlo. La partecipazione è stata quindi personalmente ancora più accattivante e utile per verificarne i risultati, ma posso testimoniare che tutti i motociclisti presenti, provenienti da altre provincie e in buona parte molto più esperti di me nella conduzione della moto, sono arrivati a fine giornata con grande entusiasmo e soddisfazione: “Non si finisce mai di imparare!” è stata la sintesi collettiva.

Partecipare a un corso di Guida è rendere la strada più sicura e divertente. Ha fatto bene a Cristina ma anche alla coppia che ha perso la zavorrina e ha ritrovato una co-pilota! È molto di più…

Safe. Ed è proprio perché c’è sempre un margine di miglioramento per ciascuno, ed è proprio perché ne va della sicurezza di riportare a casa la propria pelle (per ripartire ancora più convinti e contenti in altri viaggi), che “centocinquanta onesti euri”… non si bada minimamente a tirarli fuori!

■ SAFE. UNA PROPOSTA ESPLICITA A CHI DI DOVERE

Ci sarebbe dunque molto da riflettere sull’argomento. E da far riflettere chi di dovere. Per esempio: queste Scuole sono organizzate professionalmente, con la presenza e sotto la guida diretta di istruttori qualificati. La validità e la serietà della formazione offerta sono indubitabili. Perché lo Stato non si fa più attento e le Assicurazioni più oneste, provvedendo a qualche forma di sgravio per incentivarne la diffusione e la partecipazione dei cittadini? In regime di cassa integrazione diffusa, hanno inventato il Cash Back per farci spendere di più… A livello di prevenzione, non si potrebbe pensare ad un “accumulo punti sicurezza” legati a detta formazione??

La butto lì, come spunto, non come sputo! La butto lì come critica, ma non come critica sterile: per chi ne ha la Responsabilità Istituzionale, questa mia vuole essere critica solo costruttiva.

Intanto, in fatto di attenzione, ringrazio chiunque abbia letto sin qui questa condivisione. Spero di aver invogliato ciascuno a sperimentare quanto prima una tale esaltante formazione. Ed auguro a tutti gli Amici Motociclisti l’esperienza di tanta buona strada in tutta sicurezza in questo nuovo Anno. Buon 2021 a tutti.

Un poster emblematico del celeberrimo passo dello Stelvio. Potremmo anche dire… It’s not about the RACE it’s about the RIDE

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