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PATENTE A1, A2, A: LA GUIDA SI MIGLIORA CON LA PRATICA E NON CON LE PRATICHE BUROCRATICHE!

GLI INCIDENTI STRADALI COSTANO ALLO STATO, CIOE’ A NOI, 30 MILIARDI DI EURO L’ANNO

L’esame di guida su pista per conseguire la patente A1, A2, A si farà alla velocità di 50 km l’ora indossando anche il paraschiena. L’Italia si allinea così alla direttiva europea del 2013 che sarà applicata dal 2 gennaio 2019, quando le piste saranno adeguate ai nuovi criteri

È finalmente arrivata l’attesa circolare ministeriale che fissa la data in cui dovranno essere pronte le piste per adeguare l’esame di guida per il conseguimento della patente A1, A2, A alle nuove regole imposte lo scorso 26 settembre dal Decreto del Ministero dei Trasporti, e trovare nuovi spazi. La circolare specifica che tali spazi non devono presentare buche, radici di alberi emergenti dall’asfalto o tombini e altre asperità della superficie stradale, in prossimità dell’area di scartamento ostacolo e di frenata in spazio delimitato.

Tutte peculiarità che invece sono presenti sulle nostre strade!

Il decreto non prevede prove di guida su fondi bagnati o sconnessi per simulare condizioni di asfalto reali e prove di percezione e di reazione all’imprevisto, che formerebbero utenti davvero preparati ad affrontare i pericoli della strada.

Il problema è proprio questo: manca una formazione completa alla guida su strada.

Ricordiamo al ministero che non occorre creare nuovi spazi, chissà dove. Esistono già. Sono i piazzali, i grandi parcheggi, i kartodromi, gli autodromi e le aree riservate al motocross. Adeguare queste aree può essere utile non solo per l’esame di guida, ma anche per recuperare in modo intelligente i punti sulla patente e per promuovere l’educazione stradale, la preparazione alla guida e l’addestramento di tutti gli utenti della strada. Tali aree vanno sfruttate, anche in occasione di ricorrenze festive o manifestazioni varie, per organizzare incontri aperti a tutti sulla prevenzione e corsi di guida sicura con personale qualificato.

Questa è una delle vie che il ministero delle infrastrutture e dei trasporti deve percorrere per ridurre il numero degli incidenti stradali!

L’altra, MOLTO PIU’ COSTOSA, è migliorare le infrastrutture!

I risultati sarebbero ben superiori a quelli che si ottengono con le sole campagne di sensibilizzazione.

Patente A1, A2, A

Per conoscere le nuove regole dell’esame di guida per conseguire la Patente A1, A2, A ci siamo rivolti a Emilio Patella, segretario nazionale dell’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica (Unasca).

Emilio Patellla, Segretario Generale di Unasca

– Dott. Patella, in cosa consistono le novità sulla Patente A1, A2, A per la moto?

«Le novità riguardano soprattutto la fase 2 dell’esame di guida, quella in cui si eseguono le prove di padronanza del veicolo, prima di immettersi nella circolazione stradale. Questa fase è stata modificata a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale in data 12 ottobre 2018 del “Decreto del Ministero dei Trasporti – 26/09/2018 – Nuova disciplina delle prove di valutazione delle capacità e dei comportamenti per il conseguimento delle patenti di guida delle categorie A1, A2 e A”. Comprende due prove distinte. La prima prova è un test sull’equilibrio e consiste in un percorso prestabilito da percorrere a bassa velocità ovvero uno slalom seguito da una curva e dal passaggio in un corridoio stretto. Il percorso deve essere compiuto in un tempo non inferiore a 15 secondi: in sostanza se lo si percorre troppo in fretta, ad esempio in 10 secondi, non si supera la prova poiché più bassa è la velocità e più è difficile stare in equilibrio.

La seconda prova è un test di controllo e precisione. Si svolge al massimo in 25 secondi, a velocità di almeno 50 km l’ora ed è uno slalom lungo un percorso ad ostacoli caratterizzato dalla presenza di coni, al termine del quale occorre frenate entro uno spazio predefinito.

Un’altra novità riguarda la durata della fase 3, quella effettuata su strade urbane ed extraurbane, e anche in autostrada per i motocicli che possono transitarvi: deve essere di almeno 30 minuti per affrontare varie situazioni di traffico.

In sede di esame è obbligatorio indossare il paraschiena che deve essere almeno del tipo CB – Central Back Protector (paraschiena centrale) (può essere anche integrato nella giacca), oltre a casco integrale, giacca con protezione su gomiti e spalle, scarpe chiuse, pantaloni lunghi e protezioni sulle ginocchia».

– In sintesi?

«Sostanzialmente la velocità di esecuzione di una prova è elevata da 30 a 50 km l’ora, rendendola più difficile. Rispetto a prima, le prove sono uguali per le tre categorie. Il candidato deve dimostrare di essere in grado di controllare il motociclo che corrisponde alla categoria di patente che vuole conseguire.

L’obiettivo è innalzare lo standard di preparazione del candidato, per garantire una maggiore sicurezza stradale».

– Perché l’Italia si adegua per la Patenti A1, A2, A dopo cinque anni alla direttiva europea?

«La direttiva 126/2006/CE è entrata in vigore il 19 gennaio 2013 e ha introdotto esercizi diversi rispetto ai precedenti. Prima di tale data, gli esercizi consistevano in uno slalom, in una prova di frenata, nel passaggio in corridoio stretto e nella cosiddetta ‘prova dell’otto’.

Nel 2013, ‘la prova dell’otto’ è stata sostituita da quella di elusione dell’ostacolo, che richiede spazi maggiori. Per tale motivo la stessa direttiva fissava l’obbligo di adeguarsi immediatamente eseguendo l’esercizio a 30 km l’ora e dava cinque anni di tempo per un adeguamento progressivo portando l’esercizio a 50 km l’ora.

L’Italia ha sfruttato la proroga e ora con la pubblicazione del decreto si è adeguata».

– Con la nuova direttiva c’è di fatto un miglioramento?

«Sicuramente si: c’è ai fini della sicurezza stradale. Le statistiche Istat sugli incidenti stradali del 2017 mostrano un aumento del 19% del numero di morti tra i motociclisti. Occorre intervenire migliorando la formazione e verificandola attraverso esami di livello più elevato. Purtroppo in Italia la formazione non è obbligatoria e l’esame di guida nel traffico non è di standard elevato a causa di difficoltà oggettive (circolare nel traffico in moto con un’auto al seguito non è una situazione reale). Pertanto almeno la fase 2, quella in area chiusa, deve essere più impegnativa. Desidero rilevare che il decreto ha confermato obbligo di indossare in sede di esame il paraschiena, oltre all’abbigliamento protettivo previsto dalla legge. Questo dispositivo di protezione, prima non era previsto».

– Imponendo queste variazioni il legislatore ha forse voluto rendere difficoltoso il conseguimento della patente per la moto?

«Non credo che il legislatore europeo abbia un atteggiamento persecutorio o voglia rendere difficoltoso il conseguimento della patente per la moto, ma piuttosto che abbia voluto favorire l’aspetto della sicurezza.

Per le autoscuole queste variazioni significano maggiori difficoltà perché devono trovare aree idonee per le esercitazioni e gli esami. Egoisticamente, posso affermare che per noi era più comodo continuare con il vecchio sistema, ma la sicurezza viene prima di tutto.

Speriamo che il legislatore italiano intervenga al più presto per coordinare la norma nazionale che limita le esercitazioni su strade poco frequentate, con quella che prevede gli esami su ogni tipo di strada e in diverse situazioni di traffico, e dare così la possibilità di compiere una formazione completa che, a mio avviso, deve essere obbligatoria».

La nostra riflessione

Condividiamo la speranza di Patella e di Unasca, ma riteniamo che in un Paese civile la speranza non possa rimanere tale. Deve diventare realtà al più presto e non fra qualche mese o anno o decenni.

Ricordiamo che la formazione completa alla guida su strada, in molti casi salva la vita, soprattutto quella degli utenti vulnerabili (ciclisti e motociclisti, ma anche pedoni).

I costi che lo Stato deve affrontare per formare i propri cittadini sono ben poca cosa se confrontati ai 30 miliardi di Euro che gli incidenti stradali costano alla società.

Patente A1, A2, A
Incontri con gli studenti nelle scuole medie secondarie sulla sicurezza stradale, organizzati dalla Federazione Motociclistica Italiana (FMI)

 

 

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