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Mercato in Europa, 564.850 immatricolazioni: Italia il primo ma solo per numeri

Passato ampiamente il mezzo milione di motoveicoli immatricolati nella Comunità Europea nel primo semestre 2018, trend in crescita, il mercato in Europa segna un confortante +7,2%.

I dati del mercato in Europa comunicati da Acem, l’associazione delle industrie produttrici di moto e scooter, a metà Agosto confermano un trend di crescita apprezzabile, e l’Italia si conferma il paese più importante: quasi un quarto dell’immatricolato è nel Belpaese che con 130.540 veicoli è l’unico ad aver passato la soglia delle centomila unità.
Seguono Francia, Germania, entrambe grazie ad un vivacissimo mercato dei 125cc in crescita anche da noi ma decisamente trascurato da case e istituzioni, poi la Spagna con la metà del nostro immatricolato e quinta l’Inghilterra.

mercato in Europa
Immatricolato dei primi sei mesi nella CEE

L’Italia cresce meno degli altri paesi, infatti rispetto allo scorso anno la crescita si assesta ad un +4,4%, contro un +10,2 della Germania e un +8,2 della Spagna, i paesi che crescono più velocemente.

Ma nonostante l’Italia sia il primo mercato in Europa sempre più aziende stanno lasciando il nostro Paese, sia per la produzione oggi appannaggio delle nazioni forti dell’Asia (in Cina i 125cc, in Thailandia i veicoli più grandi), che per la gestione della rete italiana stessa. La testa di Honda è in Inghilterra, Kawasaki e Yamaha in Olanda. Rimangono in Italia la Piaggio e per alcune decisioni di carattere più tattico che strategico, Ducati, il brand di Borgo Panigale che è parte del Gruppo VW e che recentemente ha accorpato con la sorella Lamborghini il polo logistico dei ricambi, non senza qualche problema nelle consegne alla rete di assistenza (forse sarebbe stato meglio fare gli esperimenti fuoristagione… n.d.r.).

Cresce fortissimo ma solo in Europa il mercato delle moto e degli scooter elettrici, in Italia paghiamo il ritardo sul mercato in Europa a causa di una normativa obsoleta, un codice della strada dove il “legislatore” si è dimenticato delle motociclette. Ad oggi infatti mentre i veicoli a 4 e più ruote possono accedere alle autostrade in base agli assi, per le moto è rimasto il vincolo della cubatura del motore, e tutti noi, anche quelli meno esperti, sanno che il motore elettrico non ha una cubatura misurabile in cc. Ancma, da noi sollecitata sull’argomento, dice che stanno facendo pressioni sulle istituzioni, ma al momento nulla di concreto all’orizzonte se non l’istituzione di un gruppo elettrico…

Sono invece in forte calo in tutta Europa i “Moped”, ciclomotori da 50 cc. Il mercato in Europa nel primo semestre di quest’anno vale 121.740 pezzi, un terzo in meno dello scorso anno. Come in Italia, anche in Europa il “cinquantino” sta crollando, sostituito dalla Ebike, la bicicletta a pedalata assistita che presto diventerà il veicolo per il commuting urbano, ma non solo, un mezzo economico nei costi di gestione e che presto con la sua maggiore diffusione diventerà economico anche al momento dell’acquisto.

In numeri il mercato in Europa del Moped vede prima la Francia con oltre 27.000 pezzi seguito dall’Olanda (26.000) e dalla Germania e solo quarto il nostro paese con 10.000 pezzi venduti. Un tempo in Italia si vendevano centinaia di migliaia di questi veicoli, e i più erano prodotti da noi, da aziende che oggi non ci sono più, se non nei ricordi di anziani nostalgici

Mercato in Europa
Vendite di Moped nella CEE

Il volume del nostro mercato sul totale del mercato in Europa dovrebbe garantirci un maggiore peso, ma questo non avviene.

Non siamo capaci di capitalizzare questo risultato, dovrebbe essere un monito per istituzioni e industriali, troppo impegnati a difendere un proprio orticello, che a parte pochi casi, sta diventando sempre più piccolo. Mentre se l’industria aggiornasse il proprio pensiero, ma soprattutto il modus operandi nei confronti della politica, si potrebbe fare molto: posti di lavoro, nuove aziende, o rinnovate, perché troppo spesso lo dimentichiamo, quando in Italia si producevano le moto, gli scooter e i ciclomotori si viveva meglio, più ricchi e felici.

E, senza doversi inventare nulla di particolare, ispirandosi al passato, quei tempi possono tornare.

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