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Legge Dini ed esenzione bollo, un affare solo per le regioni.

Esenzione bollo. A chi non è capitato di vendere un veicolo ad un concessionario, magari lasciandolo in permuta per l’acquisto di un altro? Questo tipo di atto di vendita viene volgarmente chiamato “atto Dini” e presenta delle agevolazioni, che ora vi spieghiamo.
Quando viene intestato ad una società che ha lo scopo di rivenderlo (non diventa quindi un veicolo aziendale da utilizzare ma rimane in salone in attesa di essere acquistato) il veicolo viene trapassato tramite una formalità che non prevede il pagamento dell’ipt, e che ha un costo di circa 130 euro.
(Nb: Tanti concessionari, all’atto del ritiro dell’usato, addebitano al cliente anche 300 euro o più per questa pratica.)
Fatto questo passaggio, il veicolo entra in “esenzione bollo”, cioè fino a quando è di proprietà del concessionario ha la tassa di proprietà “sospesa”.

esenzione bollo
Al momento dell’acquisto da parte di un cliente che non ha diritto all’esenzione ci sono due possibili scenari:
– Il bollo pagato dal precedente proprietario è ancora in corso di validità, quindi il nuovo proprietario deve pagarlo dalla naturale scadenza successiva. Esempio: soggetto A paga il bollo a giugno. Vende al concessionario B a settembre. Il soggetto C acquista a dicembre, pagherà il bollo successivo a giugno;
– Il bollo già pagato scade nel periodo in cui il veicolo è di proprietà del concessionario. In questo caso al momento dell’acquisto da parte di un altro soggetto sarà necessario pagare la parte di bollo dal momento dell’acquisto fino alla scadenza naturale, per poi pagare il bollo intero alla scadenza naturale. Esempio: soggetto A paga il bollo a giugno 2018. Vende il veicolo al concessionario B a settembre 2018 e comincia il periodo di esenzione. Se poi il soggetto C acquista il veicolo a dicembre 2019 (quindi con l’annualità pagata da A già scaduta) dovrà pagare inizialmente la frazione di bollo da dicembre 2019 a giugno 2020, per poi pagare annualmente da giugno 2020.
Cosa si evince da ciò? Che l’esenzione è fatta senza alcun criterio, puntando a portare a termine le tasse già pagate per poi far versare nuovamente ai proprietari successivi quanto più possibile.

La procedura corretta dovrebbe invece prevedere il calcolo del periodo già versato e non fruito con la messa in esenzione, per poi farlo ripartire dal momento dell’uscita dall’esenzione.
Al solito, noi intestatari di veicoli targati veniamo utilizzati come “sportello bancomat” dal sistema Italia.

(Fonte: prontobollo regione Lombardia)

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