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Elezioni FMI in Sicilia pilotate da Roma! Presentato un esposto alle procure di CONI ed FMI da un ex presidente di Moto Club siciliano

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Turi Leonardi, da 35 anni esponente di spicco FMI in Sicilia, si è dimesso l8 marzo dalla carica di presidente del suo Moto Club. E libero dai vincoli del codice etico, il bavaglio costruito dallattuale dirigenza per mettere a tacere la base, ci racconta una incredibile serie di episodi sconcertanti, degni dellintervento della giustizia sportiva (a cui si è già rivolto), e non solo … Il più grave: Il consigliere nazionale Mezzasalma si è intromesso nelle elezioni dellultimo Consiglio Regionale, reiterando più volte “l’avvertimento” che se avessimo vinto noi, lui Copioli e Lopardo ci avrebbero commissariato entro tre mesi”!

Le nostre inchieste sulla FMI stanno togliendo pian piano il velo ad un sistema che tutto è, tranne che “democratico e partecipativo”, in barba ai principi fondativi elencati nello statuto del CONI e della Federazione Motociclistica Italiana. I nostri lettori non condividono questo “sistema” e ci incitano ad andare avanti nelle denunce. E questa volta ne abbiamo raccolta una davvero importante.

Turi Leonardi è in FMI da 35 anni, una delle colonne portanti del motociclismo in Sicilia, dove ha ricoperto ogni ruolo, partendo da pilota di enduro, per diventare poi presidente di Moto Club, delegato provinciale, responsabile di percorso nelle gare enduro regionali, presidente di giuria e, in tempi più recenti, anche responsabile enduro regionale, referente in Sicilia di una commissione nazionale ambiente, referente e responsabile gruppo volontari enduristi, organizzatore di eventi provinciali, regionali, nazionali, europei, e mondiali enduro. A Turi Leonardi va il merito dell’organizzazione di oltre 50 motoraduni di un certo livello (alcuni con più di 1000 partecipanti).

Turi Leonardi è quindi una figura di primo piano in una regione che, per numero di iscritti, licenziati e “giro d’affari” per la Federazione è fra le più importanti in Italia.

Il 7 marzo, giorno delle elezioni del Comitato Regionale Siciliano, abbiamo letto un post su Facebook di Turi che ci ha incuriositi: “Finalmente si chiuderà una brutta pagina di veleni per lo sport siciliano, parlo principalmente di questo periodo pre-elettorale siciliano, pre-elettorale nazionale, non vedo lora vincere-perdere poco importa, per quanto mi riguarda lunedì 8 marzo anche se vincerà la squadra che io andrò a votare , invierò le dimissioni…

Mezzasalma
Turi Leonardi, fino a pochi giorni fa presidente del Moto Club che porta il suo nome.

 

Logico quindi contattarlo, il giorno dopo le elezioni, per chiedergli il motivo di questo atto. Che per lui, dopo 35 anni di vita passati con il logo della federazione sul petto, deve essere stato dolorosissimo. E le sue dichiarazioni ci hanno lasciati a bocca aperta!

Il consigliere nazionale FMI Mezzasalma controlla da tanti anni la Federazione in Sicilia con sistematiche promesse mai mantenute e con una costante ingerenza sulla gestione locale della Federazione in Sicilia”.

– Turi, puoi dirci perché hai deciso di dimetterti da ogni carica ed uscire dalla Federazione?

«Certo, ora che sono ufficialmente fuori posso finalmente parlare liberamente. Avevo promesso già da tempo che il giorno dopo le elezioni mi sarei dimesso anche se la parte che io sostenevo avesse vinto. Proprio perché sono stanco dello schifo che stiamo vivendo in Sicilia da troppo tempo a causa delle ingerenze continue del consigliere Mezzasalma. Lui considera la nostra regione il suo” territorio, quasi fosse un feudatario o peggio ancora… Questa persona pensa che il motociclismo in Sicilia debba identificarsi con lui tappando la bocca a tutti coloro che abbiano a torto o a ragione una idea diversa dalla sua».

Quelle che accenni sono cose gravissime, da intervento della magistratura ordinaria. Sei sicuro di ciò che dici?

«Assolutamente sicuro, e sono pronto a testimoniarlo davanti a qualunque tipo di giustizia, sportiva o ordinaria. Voi, con il vostro articolo relativo alle elezioni nazionali avete visto solo la punta delliceberg. E fra laltro potrei aggiungere qualche dettaglio in più, riferitomi dallo stesso Mezzasalma al telefono, sulle stranezze di quella votazione, dove niente era segreto” per lui».

Andiamo con ordine, cosa succede o è successo in Sicilia da costringerti alle dimissioni?

«La storia è lunga, parte dalle elezioni del 2017, quando Mezzasalma, sceso per l’occasione in Sicilia, precisamente a Nicolosi, a gestire personalmente la ripartizione delle deleghe, appoggiava il suo pupillo di allora, Nunzio Pizzo, come presidente regionale. E piazzò in consiglio una maggioranza di uomini a lui fedeli. Ma, contrariamente alle sue aspettative, Pizzo non piegò la testa ai sui voleri, e governò di testa sua il Comitato, come è giusto che sia».

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Francesco Mezzasalma, (a destra), insieme a Nunzio Pizzo (a sinistra).

 

«Infatti, la reazione all’atteggimento indipendente di Nunzio Pizzo determinò le “strane” dimissioni di tutti i consiglieri e quindi la sua decadenza, con l’effetto voluto dal Mezzasalma di far commissariare il Comitato. Da qui la prima conferma delle sue sistematiche ingerenze sulla politica Federale Siciliana».

«Il 16 dicembre 2018 — continua Turi Leonardi — , per le nuove elezioni, Mezzasalma presenta di nuovo la sua squadra, questa volta con a capo il suo prescelto Salvatore Di Pace. In base ad accordi pre-elettorali, il vice presidente doveva essere Giuseppe Pagano. Invece subito dopo lo spoglio delle schede nella stessa giornata  il Consiglio, in ossequio alle direttive di Mezzasalma, elegge un suo uomo (Nicolò Santoro) alla vice presidenza».

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Salvatore di Pace, l’attuale Presidente del Comitato Regionale FMI Sicilia.

 

«Passa solo un anno e il Mezzasalma come una furia scende di nuovo in Sicilia e indice una riunione ristretta a tre persone: il sottoscritto, il Presidente Salvatore Di Pace e lui. In questa riunione il Mezzasalma affronta il Presidente Di Pace, rinfacciandogli che la Sicilia si stava rivoltando contro il Comitato Regionale per i modi non corretti del Presidente Di Pace. E questo lo disturbava. Intimò quindi a Di Pace di stare molto attento e di comportarsi bene con tutti i Moto Club siciliani. Forse questa è stata lunica volta che Mezzasalma aveva ragione, ma capite bene che imporre ad un Presidente di Comitato Regionale il suo peso” in questo modo è fuori da ogni regola, scritta e non scritta».

– Cioè, vuoi dire che Mezzasalma, non appartenente al Consiglio Regionale, si dà da fare per orientare”, o peggio ancora dirigere” la politica del Comitato Regionale? Questo è fuori da ogni logica e soprattutto da ogni regola, ci sono già elementi a sufficienza per uninchiesta del Procuratore Federale!

«Certo, ma questo non è tutto… Nel secondo anno della presidenza Di Pace succede di tutto, i tre consiglieri puntano i piedi per difendere i Moto Club siciliani, minacciano le dimissioni, ma di nuovo interviene Mezzasalma che li blocca affermando che le loro dimissioni gli avrebbero creato problemi per la sua candidatura a Consigliere Nazionale».

– Quindi arriviamo alle elezioni nazionali dello scorso novembre…

 «Si, quelle di cui avete già scritto voi. Mezzasalma sapeva che per quelle elezioni io avevo contatti con almeno il 60% dei Moto Club siciliani. Allora ha cominciato a screditarmi mandando a me e diverse altre persone messaggi con affermazioni false e calunniatore, con lintento di allontanare da me molti Moto Club. Solo dopo che lho minacciato di rivolgermi al Procuratore Federale ha chiesto scusa per le sue affermazioni. Io comunque sono andato avanti, ho preparato una squadra di 11 Moto Club siciliani, regolarmente accreditati, che con le deleghe metteva insieme il 65% dei voti del Moto Club siciliani.

– Per chi erano quei voti?

«Alla fine avevamo deciso di votare la squadra di Copioli. La percentuale rimanente, sempre a favore della squadra di Copioli, era stata raccolta” da Di Pace.

– Scusa, ma visti i precedenti, perché avevate deciso di votare per quella squadra in cui c’era anche Mezzasalma?

«Perché ci eravamo resi conto che stavamo spaccando in due la Sicilia. Mezzasalma o chi per lui (tecnici nazionali o regionali) stavano andando in giro a promettere” di tutto ai Moto Club pur di raccogliere deleghe. E quindi sapevamo che avrebbero avuto una consistente parte di voti. Inoltre Mezzasalma aveva promesso che una volta eletto Consigliere Nazionale avrebbe lasciato in pace la Sicilia. E questo per noi era lobiettivo principale: liberarci di lui. Quindi ci siamo turati il naso e abbiamo votato quella squadra».

 – E come è andata?

 «Il giorno delle elezioni (domenica 1 novembre), Mezzasalma, risulta penultimo come voti ricevuti fra gli eletti della squadra di Copioli. Il lunedì 2 lo chiamo e gli chiedo perché così pochi voti… Lui mi risponde di essere fortemente incazzato anche se eletto”. Io gli chiedo se sapeva chi non lo aveva votato, e lui rispose che sapeva esattamente la regione che non lo aveva votato…Sulla questione mi riservo di meglio riferire come già fatto in sede Federale e del CONI».

 – Scusa Turi, per essere chiari: vuoi dire che Mezzasalma sapeva quali Moto Club lo avevano votato e quali non lo avevano votato? Questo è vietato dal regolamento delle elezioni FMI, il voto deve rimanere segreto…

«Si, lho detto e lo ripeto: lui era perfettamente informato di tutto riferendo nel dettaglio quale regione non lo aveva votato».

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Il nuovo Consiglio Nazionale FMI. Mezzasalma, uno dei consiglieri eletti, era a conoscenza, per sua stessa ammissione, di dati sul voto che dovevano rimanere segreti.

– E nelle elezioni regionali FMI in Sicilia del 7 marzo scorso cosa è successo?

«Anche qui, nonostante le promesse che ci avevano spinti a votarlo, si è di nuovo pesantemente dato da fare in cose che, statuto e regolamenti alla mano, non dovrebbero riguardarlo. Io insieme ad altri Moto Club stavamo mettendo insieme una squadra per cercare di cambiare le cose, rispetto agli ultimi anni condizionati” per come detto da Mezzasalma per interposta persona. Un mese prima delle elezioni lui mi telefona dicendo che sia lui, sia il Presidente Copioli sia il Vice Presidente Lopardo sarebbero scesi in campo apertamente a favore del Presidente Regionale uscente, Salvatore di Pace. E che comunque, anche se avessimo vinto noi le elezioni, loro tre avrebbero fatto commissariare il Comitato Regionale entro tre mesi».

«Non contento, ha ripetuto le stesse gravissime affermazioni in una videoconferenza sulla piattaforma Zoom. Videoconferenza alla quale aveva invitato me e altre 4 persone della mia squadra. Persone  già indicate negli esposti che ho inviato alla Procura FMI ed al CONI . Le sue testuali parole: “… Se anche vincerete le elezioni, io, il Presidente Copioli e il Vice Presidente Lopardo faremo in modo che siate commissariati entro tre mesi…”!»

«Successivamente ho chiamato prima il Vice Presidente Nazionale FMI Lopardo e il Presidente Nazionale Copioli, riportandogli con precisione le affermazioni del Mezzasalma. Loro due hanno escluso categoricamente che Mezzasalma stesse parlando in loro nome.

– Turi, queste sono affermazioni shoccanti. Sappiamo tutti che da sempre chi governa la FMI fa di tutto per controllare” la struttura federale anche nelle sue ramificazioni periferiche. A partire dai Comitati Regionali. Ma questa cosa sarebbe vietata. I capi” nazionali non dovrebbero interessarsene e soprattutto non potrebbero fare campagna elettorale a favore di nessun candidato. Quindi queste pressioni vengono sempre fatte in modo occulto. Qui invece siamo proprio scesi al livello delle minacce”. Ti rendi conto della pesantezza e gravità delle tue accuse?

«Lo so benissimo. Ma sono pronto a testimoniarlo di fronte a qualunque giudice. Ho le prove di quello che affermo. E mi sono dimesso proprio per poter portare alla luce la verità. Tant’è che ho già presentato un esposto alle Procure di CONI ed FMI. Io fortunatamente, a differenza di Mezzasalma, non vivo di Federazione, come invece fanno molti dei protagonisti di tante storie come questa. Persone che, con compensi, incarichi personali e/o a società a loro collegate o riconducibili, sfruttano la Federazione per il loro tornaconto economico personale. Proprio come il signor Mezzasalma. Che ha gestito da coordinatore il dipartimento innovazione e sviluppo della FMI. Beh… sarebbe ora che la smettessero, per il bene del motociclismo»!

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