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ANCHE MOTO MORINI È CINESE (PER 10 MILIONI)

Moto Morini. Grandi affari per la famiglia Iannuzzelli che secondo voci avrebbe incassato la bellezza di 10 milioni di Euro per la cessione della società Moto Morini che la famiglia aveva rilevato pochi anni fa e non era mai riuscita a far decollare, con bilanci negativi e prodotti che non hanno mai veramente convinto.

Moto Morini
Ruggeromassimo Ianuzzelli,oltre 8 milioni di mark up sulla cessione della Moto Morini, al lordo delle tasse.

Per la cessione della Moto Morini si parla di una cifra molto importante, ben 10 milioni di Euro, per un marchio comperato solo pochi anni fa da due ex bancari/banchieri Sandro Capotosti, presto liquidato, e Ruggeromassimo Jannuzzelli per 1,96 milioni di Euro.

Se la vendita fosse confermata, ai cinesi di Zhongneng, (una piccola realtà per le dimensioni cinesi, dove nei loro stabilimenti producono solo 350.000 motociclette), con la produzione attuale annua attestata intorno a 120 motociclette, il costo per l’acquisizione sarebbe più di 80.000 euro per ogni moto prodotta.

Moto Morini
Gli stabilimenti Zhongneng in Cina, dove oggi si producono soprattutto scooter e piccole motociclette

Certo, con la Società i cinesi hanno preso anche un immobile, che nel pavese “te lo tirano dietro”, l’avviamento su cui c’è ancora molto da fare, oltre naturalmente al marchio, ormai dimenticato e ricordato solo da quelli che sono oggi accreditati nella categoria dei nonni.

Un’azienda si dovrebbe valutare per la propria capacità di produrre utili, e MOTO MORINI non li ha più fatti da oltre 50 anni.

I Cinesi, con il marchio, si sono comprati un titolo nobiliare e, con il titolo, la storia, industriale, tecnica e sportiva. In qualsiasi altro Paese sarebbe stato il classico “pacco o bidone”, in Cina siamo convinti sarà un affare, perché il mercato è tutto da fare, e, fra qualche anno sulle strade cinesi si ricreerà, fra industrie cinesi, un dualismo Moto Morini/Benelli ovvero Corsarino/Leoncino, uno scontro che i nostri nonni facevano nel dopoguerra sulle strade italiane.

Moto Morini
In attesa della sfida Corsaro vs Leoncino secondo indiscrezioni sarà questo il primo modello di scooter della casa cinese ad usare il marchio Moto Morini

Zhongneng ha confermato che tutto rimane in Italia (un’operazione speculare a Benelli, che però a Pesaro ha solo un piccolo manipolo di commerciali ed un paio di designer). Le affermazioni sono assolutamente credibili, finchè il nostro Paese continuerà ad essere un componente innovativo del mondo moto. Il giorno in cui si renderanno conto che la linfa italiana nel progettare moto si sarà esaurita il nome Morini (come pure Benelli) sparirà, per radicarsi nella globalità come marchio esclusivamente cinese.

È un altro marchio approdato al controllo straniero … noi preferiamo vederla come una grande opportunità, perché un altro grande, storico marchio è stato salvato, e perché, con questa classe politica non saremo più capaci ad attrarre investimenti e aziende a produrre nel Belpaese.

I nostri vecchi e impreparati politici negli ultimi 60 anni hanno sempre “rubato”, nel “rubato” metto anche le leggi fatte e scritte male apposta per permettere ad altri in giudizio di interpretare a piacimento e per interessi di parte qualsiasi legge; bene gli italiani a votare i giovani, purtroppo i votati sono  impreparati, perché non sanno che tutto è stato già inventato in Europa, basta copiare e adattare. E i nostri due leader, Salvini e Dimaio, insieme a Vincenzo Boccia dovrebbero dedicare tutte le energie per trattenere e/o riportare le produzioni scappate all’estero nel nostro paese.

Moto Morini
Matteo Salvini, Dimaio e Vincenzo Boccia: ai 3 suggeriamo di guardare al nostro settore con la Brexit per portare in Italia quelle realtà che dovranno lasciare il Regno Unito come H-D, Honda Europe o Royal Enfield.

Siamo la seconda manifattura d’Europa solo per la capacità imprenditoriale e per la fantasia di alcuni italiani, non per merito di politici e confindustriali. Oggi con la Brexit moltissime aziende che avevano scelto la Gran Bretagna dovranno trasferirsi. Ci viene offerta una grande opportunità, che se non siamo stati capaci di cogliere sulle istituzioni pubbliche (vedi agenzia del farmaco finita in un cantiere ad Amsterdam…), dovremmo farlo almeno sulle realtà private e, solo il nostro settore ne ha molte che dovranno spostarsi: H-D, Honda Europe o Royal Enfield.

A proposito di giovani: anche in ANCMA (l’associazione degli industriali moto) ha vinto il ringiovanimento … Dell’orto presidente e … Caliari direttore generale, per il momento ricordano nei comportamenti Salvini e Dimaio,

ai due diciamo … “basta copiare e adattare”

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