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ALTRA MAZZATA, LA POLIZZA RCA NON SI SOSPENDERA’ PIU’

Sospensione della polizza RCA, la pacchia è finita e siamo in balia delle angherie delle società di assicurazione.

La Corte di Giustizia dell’Unione europea si è pronunciata in merito a uno specifico caso dichiarando che se un veicolo risulta immatricolato ed è idoneo alla circolazione stradale, esso deve necessariamente essere assicurato con la polizza RCA.

Il fatto. Una signora aveva abbandonato nel suo cortile di casa l’auto che aveva deciso di non guidare più, e a cui non aveva quindi rinnovato la polizza RCA assicurativa. Il figlio, a sua insaputa, ha preso il veicolo e causato un incidente mortale nel quale ha perso la vita assieme a due passeggeri dell’altra vettura coinvolta. Non essendo il veicolo coperto da rca è intervenuto il fondo di garanzia Portoghese, che ha indennizzato gli aventi diritto e ha poi chiesto il risarcimento (circa 500mila euro) alla signora che non aveva l’auto assicurata.

La sentenza. Non ritenendosi responsabile dell’incidente, la proprietaria si è opposta. La Corte di Giustizia europea ha però respinto le sue rimostranze. Motivazioni? L’assicurazione è sempre obbligatoria per i veicoli immatricolati in uno Stato membro e idonei a circolare, e l’organismo di indennizzo nazionale può rivalersi contro chi non ha assolto a tale obbligo “anche se non è civilmente responsabile dell’incidente”.
Le conseguenze. Niente di logicamente non corretto, quindi. Dove sta il problema? Sta nel fatto che la sentenza è stata l’occasione per l’Unione Europea per richiedere agli stati membri di adeguare le proprie normative in tema di assicurazione, rendendo l’assicurazione obbligatoria per ogni veicolo in grado di circolare indipendentemente dall’intenzione di utilizzarlo o meno.

La normativa attuale. In Italia l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile degli autoveicoli venne istituito in Italia con la Legge 24 dicembre 1969 n.990 (entrata in vigore il 12 giugno 1971), il cui articolo 1 recita: “I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi prevista dell’art. 2054 del C.C.”. Non viene normata la sospensione, che rimane facoltà delle società di assicurazione sia nella possibilità di applicarla sia nelle condizioni. Legalmente, dunque, ad oggi devono solamente essere assicurati i veicoli “posti in circolazione” mentre è possibile disattivare la copertura quando gli stessi stazionano in luoghi privati.

NB: i veicoli non assicurati non possono essere nemmeno parcheggiati su strada. In caso di controllo delle forze dell’ordine si applica la rimozione, la sanzione dagli 841 ai 3.287 euro ed il sequestro amministrativo come se il veicolo fosse stato fermato durante la circolazione.

Polizza RCA

Che cambia? L’impossibilità di sospendere la polizza RCA equivale ad un aumento per le tasche del cittadino, variabile a seconda della differenza tra i 365 giorni che compongono un anno ed il periodo in cui avrebbe effettivamente utilizzato il veicolo. Qualche esempio?

+ 200% per chi utilizzava il veicolo solamente 4 mesi all’anno, viaggiando per tre anni col pagamento di un solo premio;
+ 100% per chi utilizzava il veicolo 6 mesi all’anno, viaggiando per due anni col pagamento di un solo premio;
+ 33% per chi utilizzava il veicolo 8 mesi all’anno, viaggiando per quattro anni col pagamento di tre premi.

Polizza RCA

Inutile dire che i più colpiti da questo provvedimento saranno i motociclisti, la cui sospensione della polizza RCA durante il periodo di brutto tempo era una prassi ormai consolidata. La speranza è che le compagnie possano inventare qualche metodo di certificazione del fermo del veicolo, magari con l’apposizione di sigilli o di dispositivi GPS, che permettano di scontare all’annualità successiva il periodo non goduto. O, chissà, magari semplicemente uno sconto proporzionale al maggior guadagno che trarranno dall’impossibilità di sospendere le polizze.

Rimane un grosso interrogativo: il fatto che le polizze non si potranno più sospendere come influisce sul comportamento da tenere alla naturale scadenza delle stesse? Ci sarà l’obbligo di rinnovo? Diventerà una tassa, esattamente come il “bollo” che non è una tassa di circolazione ma di possesso? Ma soprattutto, in questo caso, verrà normata o rimarremo in balia delle angherie delle società di assicurazione?

Una volta dotate di un potere del genere sarebbe davvero difficile non assistere ad un aumento incontrollato delle coperture. Sempre a spese del cittadino, come siamo abituati ormai da tempo

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