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Albania e Balcani. La finestra di fronte. Parte seconda

Albania

La seconda parte del viaggio di Corrado Perricone alla scoperta dei Balcani, un viaggio tra storia e tradizioni alla scoperta di radici comuni con le nostre culture

Lasciamo Tirana alla volta di Krujë. Questa splendida cittadina, famosa, altresì, per aver dato i natali al patriota nazionale Giorgio Castriota detto Skanderberg, ha un centro storico che è tutto un bazar in stile ottomano che ricorda moltissimo quello di Mostar dove è possibile trovare tutto, da tappeti locali alla lavorazione dell’argento e dei merletti. Meritano una visita il castello con la piccolissima moschea Teqe all’interno della cinta muraria.

Prendiamo l’autostrada in direzione del Kosovo e di Prizren che si presenta ai nostri occhi in una situazione di tensione molto vicina a sfociare in vero e proprio scontro. Ci mescoliamo fra la folla e capiamo che, stavolta, la tensione è determinata non da mai sopiti conflitti interetnici ma dalla protesta verso la locale classe politica rea di non aver messo in sicurezza un immobile pericolante il cui crollo, il giorno prima, aveva causato la morte di due bimbe gemelle di tenerissima età.

Seguiamo la vicenda e la protesta che viene sedata dalla forza pubblica e, dopo qualche rimostranza, tutto torna alla normalità. Scossi per quanto appreso, ci immergiamo in quella umanità brulicante che è Prizren. Il ponte e la moschea sono davvero bellissimi e la gente è di una accoglienza disarmante. Le labbra delle persone si schiudono in un sorriso di approvazione quando sanno che siamo Italiani. Addirittura, prima di farsi fotografare, quando chiedo il permesso, mi viene chiesta la nazionalità e, alla risposta che sono Italiano, mi viene concessa la possibilità. Il contingente dei nostri ragazzi di stanza in Kosovo è molto apprezzato e questo è il risultato tangibile. Trattamento ben diverso viene riservato a tre (peraltro bellissime) ragazze serbe anche loro in vacanza. Al loro passaggio, la gente ci ferma per indicarcele in quanto Serbe e a dirne di cotte e di crude sulla Serbia e la sua gente.

L’impressione del Kosovo è di sostanziale tranquillità ma che la stessa sia apparente e, comunque, pronta a lasciare il passo a manifestazioni scomposte segno di ferite non solo aperte ma, addirittura, sanguinanti.

Rientriamo in Albania e percorriamo una delle strade più belle mai percorse ovvero la SH30. Anche qui la natura selvaggia, gli strapiombi e l’abbondanza di acqua ci distraggono ogni tanto dalla guida che, però, in relazione allo stato della strada, necessita della massima attenzione.

Arriviamo di sera a Scutari e ci immergiamo nella movida della città e l’immagine della moschea Xhamia e Madhe illuminata all’imbrunire vista dalla Rruga Kole Idromeno resterà per molti anni indelebile. (Foto )

Imperdibili una escursione al lago omonimo e al castello di Rozafa ma Scutari, da sola, meriterebbe almeno tre giorni di visita per la grande quantità di siti di interesse turistico.

Nelle vicinanze di Scutari, lungo la strada che porta a Mes e a circa 6 km dal centro, c’è un magnifico ponte ottomano a dodici arcate denominato Ura e Mesit (Ponte di Mezzo)

che, con la tipica struttura a schiena d’asino, sovrasta le acque del cristallino fiume Kir. Proseguendo per quella strada, a circa 6 km da Mes, si trova il castello medioevale di Drisht (la romana Drivastum) con, all’interno delle mura, il placido borgo musulmano di Kalaja.

Riprendiamo il viaggio verso il Montenegro in direzione di Kotor non senza aver reso omaggio ad uno degli ulivi più antichi del mondo (si stima abbia circa 2000 anni) che si trova fra Ulcinj e Bar, non senza aver fotografato dall’alto (l’ingresso non è possibile) Sveti Stefane non senza essere passati a tutta velocità da Budva, la località più mondana del Montenegro che non ha nulla di interessante da vedere.

Albania
Svetni Stefane, l’accesso all’isola con i veicoli è vietato..

Kotor, l’antica Cattaro veneziana, è stupenda. Ha mantenuto l’impianto tipico delle cittadine veneziane dell’Adriatico e le sue Bocche la rendono un approdo portuale naturale fra i più sicuri al Mondo. E’ bello perdersi nei suoi vicoli e ce la godiamo a fondo nonostante sia davvero piena di turisti complice l’arrivo di una nave da crociera.

I nostri boxer fremono, vogliono a tutti i costi andare su per la P1 altrimenti denominata “strada dei 50 tornanti” da dove è possibile godere di un panorama strepitoso sulla Baia di Kotor e su una buona porzione delle Bocce di Cattaro. La P1 si inerpica verso il Monte Lovcen e per lo più percorre il perimetro del Lovcen National Park verso Cetinje (l’antica capitale del Montenegro). Non possiamo evitare di far tappa a Njeguŝi (Foto s.1, s.2) ovvero la capitale balcanica del prosciutto affumicato e del formaggio Sir e, dopo un abbondantissimo pranzo, prendiamo la direzione di Bar dove un traghetto per l’Italia ci aspetta.

Questo articolo, lungi dal voler essere un compendio di visita (mancano molti posti che meriterebbero una visita come Berat o il sito archeologico di Apollonia), ha lo scopo di abbattere barriere che, più che geografiche, sono spesso di tipo mentale e, dunque, le più dure a resistere.

Al giorno d’oggi, il Paese viene, spesso e volentieri, etichettato come poco sicuro e problematico, retaggi di un passato tribolato. Nei primi anni ’90, con la caduta del Comunismo, il Paese raggiunse un tasso di disoccupazione pari al 40% e confondere il passato recente con il presente è un errore in cui è facile incappare.

Gente fiera (non a caso i Turchi li chiamarono Arnaut ovvero “coloro che considerano vergognoso tornare indietro”) ma sempre disponibile, mare cristallino, panorami mozzafiato, costi di permanenza più che alla portata, vestigia storiche rendono una visita nella nostra “finestra di fronte” altamente desiderabile. Un Paese aspro ma dal retrogusto dolce.

Che dire anche del cibo, davvero ottimo dove la contaminazione della vicina Grecia e del mondo Ottomano sono molto evidenti con riso Pilaf, souvlaki, bardhë (simile alla feta), zaziqi e byrek ma, se non volete farvi nemici, mai dire che il loro cibo assomiglia a quello greco perché troverete un muro di cordiale intransigenza con la quale cercheranno di convincervi che i Greci hanno copiato la loro cucina.

Mi resta solo da augurarvi buon viaggio come lo sentirete proferire agli Albanesi che incontrerete; “Rrugë të mbarë” !

INFORMAZIONI UTILI

Traghetti per e dall’Albania

Dovendo trasportare le moto, la scelta del traghetto diventa obbligatoria a meno che non si voglia fare il periplo dell’Adriatico.

Ci sono diverse compagnie che operano tratte fra l’Italia e l’Albania. In particolare, la GNV, la Adria Ferries, la Ventouris Ferries e la Red Star Ferries con diversi collegamenti giornalieri.

Porti collegati

Da Trieste: collegamenti operati da Adria (circa 27 ore)

Da Ancona: collegamenti operati da Adria (circa 16 ore)

Da Bari: collegamenti operati da GNV, Adria e Ventouris Ferries (circa 9 ore)

Da Brindisi: collegamenti operati sia da Red Star Ferries ed European Ferries (circa 8 ore e 11 ore su Saranda)

I costi sono fortemente influenzati dalle stagioni e dal periodo di prenotazione rispetto alla data prescelta per la partenza. Si consiglia di consultare i siti per verificare gli “operativi”.

Tour operator

Non è indispensabile rivolgersi ad un tour operator locale. Tuttavia, per ridurre al minimo i tempi morti e per agevolare le visite, è fortemente consigliato avere nel gruppo qualcuno che conosca bene la “Finestra di fronte”.

Da non perdere in Albania, Macedonia, Kosovo e Montenegro.

Ovviamente l’elenco dei luoghi che segue, lungi dall’essere esaustivo, rappresenta un consiglio di massima da coniugare con il tempo a disposizione, con le esigenze di viaggio individuali e, perché no, con le aspettative, con le inclinazioni e con gli interessi personali.

La mia esperienza e la mia conoscenza di quei Paesi mi portano a considerare “imperdibili” le seguenti destinazioni:

  • Llogarase pass – panorama ed alberi secolari;

  • Butrint – sito archeologico;

  • Ksamil – spiagge;

  • Voskopoje – chiese ortodosse;

  • Ohrid – centro storico;

  • Tirana – Piazza Skanderberg, Moschea, Ponte dei Conciatori, Piramide, Blloku;

  • Prizren – centro storico;

  • Kotor – centro storico;

  • Njegusi – capitale del prosciutto.

Cosa mangiare e bere.

La cucina è molto gradevole a partire dagli aperitivi (“meze”).

I piatti tipici sono la carne arrosto, il riso pilaf e il qebap, un piatto a base di bocconcini di vitello. Normalmente, nella cucina casalinga, i primi e i secondi piatti sono sostituiti da un piatto unico.

Si usa molto la carne, in particolare quella di agnellovitello e gli albanesi cristiani anche maiale.

Nella parte centrale del Paese, i piatti tradizionali sono il tavë dheu a base di fegato o carne e il tavë Kosi a base di agnello e yogurt.

Ottime anche le verdure grigliate e le Qofte ovvero buonissime polpette di carne.

Lo Speca të mbushur ovvero peperoni gialli, arancioni o rossi farciti con riso, ricotta e spezie, prima di essere cotti in forno.

I dolci.

La baklava dolce fatto con miele e frutta secca, lo shëndetli ovvero una torta al miele ed il trilece.

Cibo di strada

Il cibo di strada è, tendenzialmente buono e costa pochissimi euro, dai 2 ai 5 e, fra questi, soprattutto i byrek ovvero pasta sfoglia ripiena.

Consigli di viaggio

Circolazione stradale

E’ meglio evitare tappe troppo lunghe per le ridotte velocità di percorrenza che potrete tenere a causa di ripetuti attraversamenti di centri urbani e per le condizioni generali delle strade.

Indicativamente, sconsigliamo tappe giornaliere superiori a 150/200 km.

Sconsigliamo VIVAMENTE di percorrere le strade di notte. E’ abbastanza facile imbattersi in carretti, biciclette e, talvolta, autovetture sfornite di illuminazione.

Dove dormire.

L’offerta turistica è molto diffusa.

La classificazione delle strutture turistiche spesso inganna. Ci sono strutture di buon livello (anche ottimo livello) ma anche strutture che ancora sono ai livelli pre-rivoluzione.

I costi di pernottamento variano da 15 euro a 60 euro per una stanza.

Consigliamo vivamente di alloggiare in hotel di almeno 4 stelle.

Quando andare

La piena Estate è la stagione migliore.

Abbigliamento

Bisogna vestirsi a strati. Le piogge sono dietro l’angolo e la temperatura Balcanica presuppone ampi sbalzi di temperatura e notevoli escursioni termiche.

Medicinali

E’ facile trovare i medicinali da automedicazione.

Conviene portare con se un kit di pronto soccorso con l’aggiunta di alcuni farmaci quali pomate per le contusioni, antibiotici a largo spettro, disinfettanti intestinali.

Souvenir

Spesso viene spacciata quale, “manifattura albanese”, ciarpame di dubbia provenienza. Tuttavia, qualcosa da consigliare c’è, specialmente a Kruje nel suo splendido souk di sapore ottomano.

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