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Yamaha Ténéré 700 Rally Edition: un primo bilancio dopo 3.000 km Promossi la guida, i consumi e il rendimento generale

Ténéré 700 Rally Edition

Nel mio garage si danno il cambio due Yamaha: la Ténéré 700 Rally Edition prende il posto della Tracer 900 GT.

Dopo 30.000 km in poco più di un anno e mezzo, la Tracer 900 GT è uscita dal garage per fare posto ad una Ténéré 700 Rally Edition. Sapevo di essere un soggetto a rischio: avendo avuto una stupenda XT600Z 1VJ nel 1988, porto dentro un seme che genera nuovi germogli ogni volta che Yamaha utilizza quel nome evocativo. L’ho anche raccontato nel mio libro “Le mie girano sempre”, se qualcuno fosse curioso di conoscere storie di moto e di vita. Stavolta la Casa giapponese, oltre al nome, ha usato una livrea che provoca reazioni pavloviane in chi, da ragazzino, guardava a bocca aperta i filmati delle prime Parigi-Dakar. Ed eccola, con i suoi cerchi dorati e vestita del suo peculiare Sky Blue. A dispetto dell’altezza della moto, è esattamente il colore dei Puffi.

La Rally Edition ha alcune modifiche rispetto al modello base, che non la stravolgono ma certamente la caratterizzano: indicatori di direzione a LED, una sella “Rally” dedicata (intermedia come altezza fra la sella base e quella “Rally” offerta in optional, giusto per confondere le idee), piastra paramotore più spessa ed estesa, griglia protezione radiatore e paracatena in alluminio, adesivi laterali in gomma per dare grip alle ginocchia nella guida in piedi, manopole da off-road. E terminale Akrapovič. A causa di questa lista, che si aggiunge alla colorazione esclusiva per questa edizione limitata, il prezzo lievita di 1.600 euro rispetto alla versione base.

Ténéré 700 Rally Edition

La posizione di guida è naturale, con buone possibilità di movimento sulla sella in unico pezzo e ben predisposta per la guida in piedi.

Seduto a quota 895 mm, mi trovo davvero a mio agio, i miei 189 cm ben accomodati dalla sella alta ma molto stretta e dall’imbottitura che cede poco o niente sotto il mio peso. La triangolazione con pedane e manubrio è vicina al mio ideale, le ginocchia non sono troppo piegate e la postura è comoda, con le manopole che cadono naturalmente sotto le mani. Sotto la sella c’è posto non soltanto per i documenti, ma anche per qualche oggetto di ridotte dimensioni (bloccadisco o sottile antipioggia). Non è possibile invece ospitare una bomboletta antiforatura, che potrebbe essere utile considerati i cerchi a raggi con camera d’aria. Uno dei pochi aspetti che, pur essendo adeguati alla destinazione d’uso (presumibilmente) prevalente, personalmente non gradisco proprio.

Ténéré 700 Rally Edition

 

La strumentazione, pur essendo essenziale e senza fronzoli come il resto della moto, permette comunque di monitorare tutti i parametri fondamentali.

La strumentazione è posizionata in alto – in stile roadbook – e ha sviluppo verticale come tutta la moto, a supporto dell’immagine rallystica. Molto leggibile nelle informazioni essenziali, è un semplice (leggi povero) pannello LCD che delude dal punto di vista della presentazione. Siamo ormai da tempo abituati a schermi TFT a colori, anche su moto di fascia relativamente economica. Ma qui Yamaha ha lavorato sia per contenere i costi che per dare un’impressione di essenzialità. E c’è riuscita. Per scorrere le diverse informazioni ci sono i due classici tasti sul cruscotto, di cui la funzione di quello inferiore è replicata sul manubrio. Incomprensibilmente, il tasto è posto sul lato destro, dov’è onestamente molto meno utile in quanto utilizzandolo è difficile mantenere stabile l’apertura dell’acceleratore. L’indicatore del livello carburante è su 6 tacche ed è piacevolmente preciso.

Ténéré 700 Rally Edition

Il tachimetro mostra un errore consistente, prossimo al 10%. Quello del contachilometri è invece contenuto in meno del 3%. Ci sono gli usuali due parziali, più quello che si attiva all’entrata in riserva. In più troviamo un parziale che funziona in modalità countdown, per leggere eventuali roadbook e il termometro per temperatura ambiente e motore. Infine consumi istantanei e medi. Alla prova pratica, i consumi indicati sono peggiori di quanto riscontrato alla pompa, di una percentuale anche consistente. Un pulsante dedicato, in basso sul pannello strumenti, è riservato all’esclusione dell’ABS sulla ruota posteriore, per l’uso in fuoristrada.

Gli aiuti elettronici alla guida sono estranei alla filosofia della Ténéré, bisogna tornare a fare affidamento al polso ed alla sensibilità…delle zone di seduta.

Capitolo elettronica: piattaforma inerziale a 6 assi, cornering ABS, controllo di trazione, sospensioni attive, connettività con app dedicata, cruise control, wheelie control, controllo remoto pressione pneumatici, quickshifter bidirezionale. Assorbita questa pletora di opzioni? Dimenticatela serenamente. La Ténéré non ha niente di tutto questo. Ha solo l’ABS, probabilmente perché imposto dalla legge. Ma non cornering. Disinseribile, come detto. Un ritorno alla semplicità di un’epoca andata che, all’inizio, lascia interdetti. Ma anche che, devo ammettere, ha un non so che di rinfrescante.

Una volta premuto il pulsante di avviamento, il ritmo zoppicante del bicilindrico parallelo CP2 è reso appena più pieno dallo slip-on Akrapovič, che garantisce un suono assolutamente civile a tutti i regimi. Non disturba mai, ma offre quel tocco di corposità audio in più che regala soddisfazione all’apertura dell’acceleratore. Con il bonus di qualche coreografico scoppiettio in rilascio.

Il cambio ha rapporti corti, se si desidera affrontare lunghi trasferimenti autostradali si può pensare di montare il pignone della MT-07, con un dente in più.

I rapporti sono molto corti, soprattutto quelli di prima e seconda. Misura necessaria per l’utilizzo in off, anche se comporta la conseguenza di un regime piuttosto elevato sui percorsi autostradali e l’amplificazione del lieve ma sensibile effetto on-off di cui soffre una taratura dell’alimentazione peraltro eccellente. A giudicare dai forum, numerosi utenti optano per la sostituzione del pignone, montando quello da 16 denti della MT-07, rispetto a quello da 15 della Ténéré. Ci sto pensando anch’io, che non conto di fare fuoristrada.

La differenza sono circa 500 giri in meno ad andatura autostradale, con le immaginabili conseguenze positive su consumi e vibrazioni. Entrambi già molto contenuti. Le vibrazioni non infastidiscono, anche se non ho affrontato tragitti significativi a regimi superiori ai 5.500 giri. I consumi sono eccellenti e, verificati alla pompa, per questi 3.000 km sono stati compresi fra 28,3 e 29,7 km al litro. Ma io non sono un riferimento valido, guido istintivamente in “economy run”.

Facilità di guida e capacità di affrontare qualsiasi percorso sono le caratteristiche su cui si fonda il fascino della Ténéré, con il condimento di un look emozionante.

Versatilità e relax sono le parole che descrivono meglio questa Ténéré. La prima perché è una moto che si adatta a qualunque utilizzo, togliendo la preoccupazione sulle incognite che si potrebbero incontrare quando si lascia un percorso noto per esplorare una strada che incuriosisce. Che si possa fare quello che fa Tarrès nel video “The Seeker” che trovate su YouTube, quello è un altro discorso.

La componente relax invece viene dalla facilità di guida e dall’erogazione, morbida fin dai regimi più bassi ma corposa, il motore non dà mai il senso di “vuoto”, di mancanza di prontezza. Si può decidere di lasciare innestata la sesta, pennellando curve da pedane sull’asfalto in totale assenza di pensieri, da meno di 60 chilometri orari e fino alla velocità massima. Parlo di pedane sull’asfalto perché questa moto è un’eccellente stradale. Intuitiva, prevedibile, affidabile. Fatta l’abitudine al ritardo d’inserimento connaturato alla ruota anteriore da 21”, l’agilità ciclistica ed il rigore garantito dall’accoppiata telaio-pneumatici regalano piacere puro.

Ho il vizio di guardare il tachimetro in piena curva e conosco le velocità di percorrenza nei punti chiave dei miei percorsi abituali. Con la Ténéré riesco ad essere più veloce rispetto alla Tracer 900 GT, ma anche ad altre moto più piccole ed agili che l’hanno preceduta, come la splendida Honda CB500X. Ovviamente non ne faccio una questione di mia capacità di guida, ma mi serve per esprimere la semplicità d’approccio e la sicurezza in appoggio, senza doversi troppo preoccupare dell’asfalto non in perfette condizioni. Parte del merito va certamente alle ottime Pirelli Rally STR di primo equipaggiamento. Piuttosto rumorose, ma molto comunicative e con eccellente grip (finora testate su asciutto).

Le sospensioni della Ténéré 700 Rally Edition, pur morbide abbastanza da filtrare le asperità più pronunciate, sono comunque sostenute e per niente “flaccide”. Il precarico del mono è regolabile con una manopola.

A proposito della marcia su strade sconnesse. Non c’è quella specie di “effetto Citroën anni ‘80” che ci si poteva aspettare. Le sospensioni a lunga escursione sono comunque piuttosto ferme e ben frenate. Il fondo stradale si sente distintamente, complice anche la durezza della seduta. In compenso, i trasferimenti di carico in frenata non sono così grandi, la moto mantiene sempre un assetto coerente ed in curva è piacevolmente neutra, senza fastidioso sottosterzo. Tanto più se il precarico al posteriore è correttamente regolato. Operazione che si effettua agevolmente, visto che il mono è dotato di una manopola che ne permette il settaggio senza l’utilizzo di attrezzi. Il resto delle regolazioni sono quelle usuali, ma onestamente ammetto di non averle utilizzate, avendo trovato la regolazione di serie adeguata al mio peso ed al mio stile di guida rilassato e rotondo.

Il cambio è preciso e morbido, anche nel mio solito utilizzo sottocoppia. La catena è piuttosto silenziosa e, complice – una volta di più – la mia guida morbida, non ho ancora notato gli allungamenti segnalati da diversi utenti.

I freni sono adeguati. Confrontati con quelli della Tracer, sembrano scadenti. Ma è da tenere in conto la diversa destinazione d’uso, con la progressività che diventa un fattore essenziale per la Ténéré, votata ad un utilizzo su fondi con scarsa aderenza. La sensazione resta comunque quella che un po’ di mordente in più non avrebbe fatto male. L’ABS non è invasivo e, in questi primi iniziali 3.000 chilometri, non mi sono accorto di alcun intervento, se non al posteriore e provocato volontariamente.

Il faro, molto caratterizzante esteticamente, è anche efficace. Quello che ci vorrebbe è una maggiore diffusione laterale della luce per una guida in curva più sicura.

L’illuminazione fornita dal faro è discreta. Normalmente sono accesi due dei quattro proiettori LED. Quando si passa all’abbagliante si accendono anche gli altri due. Il limite all’efficacia è costituito dalla direzionalità del fascio luminoso, che è piuttosto concentrato e lascia nell’oscurità la strada ai lati della moto. Cosa che dà notevole fastidio nelle curve, soprattutto quelle a raggio più ridotto. Inoltre, il montaggio molto elastico di tutta la torretta faro-strumentazione, fa sì che sui catarifrangenti ai bordi della strada la luce sembri sfarfallare in continuazione. Niente di drammatico, s’intende. Mi sarebbe piaciuto dire che è un’illuminazione da massimo dei voti, ma non lo è. Installare faretti aggiuntivi potrebbe essere un’opzione.

Per la mia statura, la protezione aerodinamica non è certo da granturismo. Il che è anche un effetto dello stile rallystico scelto da Yamaha, che prevede un plexiglas molto stretto, seppure coadiuvato da due deflettori trasparenti che tolgono un po’ d’aria dalla parte bassa del parabrezza. Nel complesso, anche in considerazione delle velocità non elevate che uso nei trasferimenti, trovo che la protezione sia accettabile. Anche perché il flusso d’aria che mi raggiunge è piuttosto pulito, scevro da turbolenze fastidiose. Per viaggi lunghi si potrebbe pensare ad uno spoiler superiore aggiuntivo oppure ad uno dei numerosi parabrezza aftermarket.

La possibilità di trasportare bagagli sulla Ténéré 700 Rally Edition si affida al montaggio di accessori quali portapacchi o borse, offerti da Yamaha o disponibili come aftermarket in numero crescente di giorno in giorno.

Il codino della Ténéré 700 Rally Edition è molto sottile limita la capacità di trasporto bagagli. Ma anche qui le soluzioni sono numerose e spaziano da portapacchi di tutte le dimensioni a borse laterali morbide o rigide, in plastica o alluminio. Yamaha offre un buon sistema, che integra le maniglie per il passeggero e prevede il montaggio di due borse in alluminio, con la destra sagomata e di capacità leggermente ridotta per accomodare lo scarico senza causare un eccessivo aumento degli ingombri in larghezza.

Nel complesso, sono molto soddisfatto della Ténéré 700 Rally Edition. Una moto che mi dà piacere anche in queste difficili giornate di pandemia, con una mobilità limitata ad una porzione ristretta di territorio. Vederla in garage, con la sua combinazione di azzurro, gli speedblock neri, i cerchi dorati, è una gioia. La guida è così gratificante da garantire sempre un rientro con un enorme sorriso sotto il casco. Dovessi chiedere a Yamaha qualche modifica, sarebbe per avere i cerchi tubeless e qualche litro in più di capacità per il serbatoio. Ma già corre voce di una versione Adventure in lavorazione, per cui anche questi desideri potrebbero avverarsi.

 

 

 

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