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V4R L’ARMA È TOTALE, INSIEME A TANTA MINESTRA RISCALDATA

Ducati dall’imprinting sempre più tedesco (e sempre più auto), lo dimostra lo stand di Eicma dove presenta le “novità 2019”: V4R, il motore della Multi approda anche alla Diavel, il telaio della Hypermotard abbandona i tubi e la Multi 950 riceve l’elettronica S.

La Ducati Panigale V4R è la regina delle proposte della casa di Borgo Panigale. La moto che nel 2019, grazie ad un travaso di esperienza e tecnologie sviluppate in MotoGP, nelle intenzioni, riporterà in Italia il titolo piloti e costruttori del campionato SBK, competizione da anni cannibalizzata dalla giapponese Kawasaki. Osservando la 4 cilindri, la cosa che balza all’occhio è la presenza delle appendici aerodinamiche, di derivazione Desmosedici GP16, capaci di esercitare un carico verticale di quasi 30 kg fino ai 270 km/h.

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Particolare della nuova V4 Standard

Ovunque sula V4R elettronica di ultima generazione e titanio per risparmiare peso in ogni punto possibile, un messaggio che trasuda da ogni centimetro di carena. Parlando con dei freddi numeri, la potenza del nuovo V4 Ducati dedicato alle corse raggiunge il picco di 221 CV; se non bastassero, lo scarico Akrapovic presente nel catalogo Ducati Performance sposta il limite a ben 234 CV. Numeri da infarto al solo pensiero. Entrando nello specifico nel motore, la versione R vanta un nuovo albero motore, più leggero di un kg, mentre le nuove bielle in titanio permettono di risparmiare 400 grammi sulla bilancia. Anche il reparto sospensioni è stato oggetto di una cura dimagrante: la particolare lavorazione del fodero delle forcelle Ohlins da 43 mm ha fatto dimagrire ulteriormente la moto di altri 600 grammi. Il brand dorato è presente anche al posteriore, con un’unità TTX36 pluriregolabile.
Osservando la V4R in foto e dal vivo, è evidente che è stato fatto un enorme investimento. Gli appassionati di Superbike, tuttavia, potrebbero porre la domanda: il motore della nuova V4 avrà una limitazione sui giri motore?
Secondo il regolamento Dorna, al fine di livellare le performance (a vantaggio dello spettacolo, secondo loro), il limitatore dei vari modelli viene deciso con un calcolo matematico: limitatore dato dal modello omologato più maggiorazione del 3,3%. Il regime massimo, ogni 3 round, viene modificato al fine di mantenere tutti allo stesso livello di competitività. Quindi, se la Panigale venisse omologata con lo stesso dato diffuso al pubblico, cioè 15.250 giri/minuto, dovrebbe avere il limitatore fissato a 15.750. Si presume che nei test, che scattano il 14 novembre ad Aragon, il limitatore verrà posizionato intorno a quest’area: Dorna infatti non ha ancora diffuso i valori ufficiali che verranno adottati nei primi tre round 2019. Ducati si può permettere di brancolare nel buio, specialmente quando si vuole ritornare vincenti in una categoria dove l’ultimo titolo è stato vinto da un team clienti (Althea Ducati nel 2011 con Carlos Checa)?

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L’ultima Ducati che ha vinto il Mondiale Superbike

E dopo la V4R, cosa dire sul resto della gamma Ducati?
Partiamo dalla Diavel 1260: moto concettualmente controversa (una sorta di custom con sospensioni di assoluto livello, un motore esageratamente potente e progressivo) esteticamente è identica alla versione precedente da 1200cc, ora monta il motore della Multistrada 1260, di cui abbiamo già ampiamente parlato. E allora … dove sta la novità? Anche qui, il marketing tortellin-tedesco lascia attoniti.
Passiamo a Scambler: la moto senza arte né parte della casa bolognese, adatta ad attirare chi vuole una solita vecchia moto per apparire in linea con la moda del periodo, è stata re-impastata e servita con diversi accorgimenti estetici e funzionali (manubrio più o meno alto, nuova frizione). Le nuove declinazioni della gamma Scrambler concettualmente sono come un piatto di pasta condita con un sugo rivisitato: se la pasta è scotta o senza sale, non basta un condimento speziato per darle gusto e consistenza.
E la Hypermotard 950? Anche questa è una moto non molto identificabile, tuttavia la diversa tecnologia costruttiva del telaio (ora in fusione e non in traliccio di tubi) e i due terminali sottocoda le danno un aspetto più muscolare e affine al mondo delle supermotard.

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La nuova Hypermotard 950, con un muso che ha perso personalità

La Multistrada 950 è un mezzo che, a nostro parere, presa singolarmente ha una dimensione e un perché (oltre ad un prezzo vagamente popolare); peccato che la sua identità di moto potente il giusto e godibile in ogni condizioni sia annullata dalla presenza della versione da 1260cc. La versione S presentata in EICMA ingolosisce la platea con nuovi dispositivi elettronici atti a salvaguardare la nostra sicurezza, ma il prezzo inevitabilmente sale… e sarà in grado di catturare nuovi clienti?
La versione Stealth della Monster 821 rappresenta l’apice dell’assenza di fantasia della casa bolognese, perché … nuova colorazione non significa nuovo modello.

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La “nuova” Monster 821 Stealth

Tirando le somme, cosa pensiamo di Ducati a EICMA 2018?

Una grandissima Superbike V4R, mostruosamente bella e sexy, e una serie di aggiornamenti al listino che non portano alcun valore aggiunto, se non l’ottimizzazione delle economie di scala e conseguenti profitti più grassi. Osservando poi lo stand di Ducati, abbiamo visto un mare di persone aggirarsi “famelicamente” attorno alle nuove V4, ignorando il resto della gamma bicilindrica. Un segnale che ci dice come siano cambiati i gusti, e che forse non esiste più il target dei ducatisti, perché oggi la Ducati, non è più quella di una volta.

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