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UNA VITA DI CORSE, PRIMO FELOTTI SI RACCONTA

Primo Felotti

Primo Felotti, come le storie del passato ci possono aiutare a capire meglio cosa si nasconde dietro il fantastico mondo delle corse

Quando vediamo ed ammiriamo le moto da corsa dei giorni nostri, non ci rendiamo conto dell’enorme lavoro che gli ingegneri passano davanti ai loro computer per creare i nostri giocattoli preferiti. Ore e ore al computer per passare poi alle moderne stampanti 3D per creare il modello fisico del progetto che fino a poco tempo prima era solo un’immagine su uno schermo.
Prima dell’avvento dei computer e della tecnologia digitale, ogni dettaglio, dall’ingranaggio più piccolo alla carena, veniva pensato e bozzato su un tecnigrafo. La realizzazione di un prototipo partendo da un progetto solo sulla carta era affare di sapienti mani artigiane, arte che si sta lentamente perdendo, assieme a tutte le sensazioni e le storie ad esse collegate.
Grazie ad un evento realizzato da Grimoto Garage di Garbagnate Milanese, abbiamo avuto il piacere di conoscere la storia e l’opera biografica “Una vita di…corse. Memoria di un lattoniere” (Nicomp Editore, 172 pagine, 15 euro, acquistabile online sia in formato cartaceo su diverse piattaforme) di Primo Felotti, uomo che con le sue mani ha contribuito alla storia di uno dei brand italiani più importanti al mondo, MV Agusta.

Primo Felotti
A destra Primo Felotti

Classe 1924, figlio di contadini, una vita passata come lattoniere, a martellare lamiere di lega leggera per creare componenti per moto ed elicotteri. Fin dal primo giorno di prova presso l’azienda varesina, si è intuito il suo talento e le sue capacità, che saranno una piccola miniera d’oro per il motorsport.
Grazie alle sue mani e alle carene che ha creato, il brand varesino ha portato a casa grandi vittorie sull’epico circuito del Tourist Trophy, come quella ottenute nel 1959. In quell’occasione “i miei compagni del reparto corse partirono per il gran premio d’Inghilterra all’Isola di Man. Io rimasi a casa per fare due carenature nuove per le 125. Lavorai giorno e notte e anche il sabato mattina. Verso le quattro del mattino erano pronte per la verniciatura”.
Allo stesso modo, Cagiva ha vinto 2 volte la Parigi-Dakar utilizzando un serbatoio di sua creazione, dalla capacità di 50 litri, partendo da due lastre di alluminio di 2 millimetri di spessore. L’appellativo “imperatrice d’Africa” dato alle Cagiva degli anni 90 è anche merito suo.

Primo Felotti
La Cagiva che trionfò 2 volte alla Dakar con il maxi serbatoio da 50 litri

Oggi questo uomo è una presenza fissa dei revival MV Agusta, eventi nei quali sfreccia con le sue moto, ovviamente MV Agusta.
In un clima sereno, Primo ha deliziato tutti con i suoi racconti pieni di sentimento e con l’insegnamento che “la moto fa bene a un po’ tutte le età”.
Un concetto fondamentale che tutti dovremmo apprendere leggendo la sua biografia, è che dietro ai successi dei nostri campioni preferiti ci sono persone che fanno le ore piccole e che passano moltissimo tempo, con la schiena curva su scrivanie ed occhi puntati su schermi retroilluminati per guadagnare quell’ipotetico decimo di vantaggio al giro. Per non parlare poi dei meccanici ai box e a tutto lo staff impegnato nei vari Gran Premi, che vivono questo mondo con passione, utilizzando al meglio le proprie arti, così come ha fatto Primo.

Grazie Primo per questa biografia e per l’insegnamento che ci hai donato, e per ricordarci tanti aspetti del motociclismo sportivo che ora stiamo troppo velocemente dimenticando e che hanno contribuito a rendere il nostro lo sport più bello del mondo.

 

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