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Un altro balzello a carico dei cittadini: aumentano le spese di notifica

Lo scorso lunedì (il 10 giugno 2019, ndr) verrà ricordato per l’aumento dei costi di notifica per le multe stradali recapitate da Poste Italiane.

Spese di notifica
Le odiate buste verdi, adesso ancor più odiose.

Questo aumento è una conseguenza della variazione della tariffa per la spesa di spedizione più diffusa, quella di plichi di peso inferiore a 20 grammi, che passerà da 6,80 a 9,50€. Un aumento quantificabile nell’ordine del 40%.

La ragione di ciò è da ricercare nelle Delibere attuative dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in tema di notifiche a mezzo del servizio postale, che recepite da Poste Italiane Spa hanno determinato l’aumento delle tariffe postali come conseguenza dell’incremento del numero di spedizioni per ciascun verbale.

Quindi aumentano i  verbali da inviare e di conseguenza aumentano i costi a carico del consumatore. Inoltre recentemente sono state reintrodotte la CAN – Comunicazione di Avvenuta Notifica – ovvero la seconda raccomandata informativa che viene spedita al destinatario qualora, in caso di sua assenza, l’atto sia stato consegnato a un familiare o al portiere e la CAD  – Comunicazione di Avvenuto Deposito – cioè la raccomandata spedita al destinatario qualora, a causa della sua assenza, il plico sia riportato all’ufficio postale.

Spese di notifica
Una CAN, Comunicazione di Avvenuta Notifica

Le tariffe che riguardano la spedizione di notifiche per via postale sono quantificate a forfait, tenendo conto della percentuale di atti che hanno richiesto l’invio di CAN o CAD.

La quantificazione, logicamente, è soggetta a revisioni annuali. Infatti se ci saranno variazioni nelle tariffe dipenderà dalla quota di atti che richiedono l’invio di queste ulteriori notifiche.

Aumentano le spese di notifica: la sproporzione rispetto al verbale contenuto nella spedizione

La cosa più assurda di questo aumento è che nella casistica più comune (quella delle sanzioni elevate pari al minimo, 29,40 €) se ridotte grazie allo sconto introdotto dalla Legge n. 98 del 9 agosto 2013 le spese di notifica comporteranno un aggravio quasi del 50%. Situazione destinata a peggiorare in caso di auto in car sharing, aziendali o noleggiate: la prassi in questi casi è che il verbale notificato alla società venga “rispedito” all’amministrazione che lo ha emesso, con le generalità del soggetto che aveva in carico il veicolo. Il verbale viene poi nuovamente rispedito (con tempistiche raddoppiate rispetto a quelle per la semplice notifica) con le spese di notifica raddoppiate. In caso di pagamento entro i 5 giorni la spesa sarà dunque di 20,58€ per la sanzione, e 19€ per la notifica.

Spese di notifica: eppure la soluzione c’è!

Dal 2018 gli organi di polizia devono notificare, se possibile, i verbali presso la casella di PEC (Posta Elettronica Certificata) di chi ha commesso l’infrazione. Una norma entrata in vigore ma da pochi recepita: non abbiamo infatti notizia di alcun soggetto che abbia effettivamente ricevuto un verbale tramite questa modalità. Un sistema che potrebbe semplificare la vita ai cittadini (e rendere più economica la gestione delle multe) e che varrebbe la pena di rendere obbligatorio per chiunque, ma a quanto pare conviene non togliere gli introiti delle notifiche ai servizi di consegna.

Al solito, è il cittadino a pagare per non dispiacere “qualcuno”.

Spese di notifica
PEC: il sistema elettronico certificato che potrebbe sostituire le comunicazioni cartacee.

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