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Tutor sulle autostrade: via libera per la riattivazione

riattivazione tutor autostrade

Già in allerta le squadre per la riattivazione dei tutor, in supporto dell’attuale sistema SICVe-PM. Obiettivo copertura di 1000 km di autostrade in tempo per il controesodo.

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di appello che imputava ad Autostrade per l’Italia la violazione del brevetto dei tutor nei confronti dell’azienda Craft di Greve in Chianti. Questa sentenza pone fine ad una dozzina di anni di schermaglie processuali. Grazie a questa sentenza un dispositivo tanto odiato dagli utenti delle autostrade tornerà in funzione. Il tutor,  installato nelle tratte a maggior rischio di eccesso di velocità e che copriva 2.500 km di autostrade, aveva permesso, secondo Autostrade per l’Italia, di ridurre l’incidentalità mortale sulle stesse tratte del 50% e unitamente ad altri interventi realizzati dalla società aveva contribuito a ridurre a meno di un quarto l’incidentalità mortale sulla rete.

«La Società Autostrade – informa una nota – ha già attivato le squadre per la reinstallazione del sistema, così da consentirne la messa a disposizione in tempi brevi alla Polizia Stradale. L’obiettivo è quello di potenziare i controlli già in essere sulla rete tramite l’attuale sistema Sicve-Pm (che aveva sostituito i primi tutor oggetto della controversia giudiziaria, ndr). Si conta infatti di poter attivare controlli della velocità media su circa 1.000 km di tratte entro i giorni del controesodo».riattivazione tutor autostrade

Il contenzioso nasce nel 2006. Attore Romolo Donnini, a capo dell’azienda Craft fondata dal padre a Greve in Chianti nel 1987 e specializzata in scanner fotogrammetrici. Qualche anno prima aveva proposto ad Autostrade per l’Italia il sistema Tutor (da lui denominato Sicve). Il sistema era in grado di calcolare la velocità dei veicoli in autostrada attraverso due postazioni ad una certa distanza, collegate a un computer che ne calcolava la velocità. Donnini raccontò di aver avuto un’accoglienza ‘freddina’ in Autostrade e non seppe più nulla.

Ma la sua delusione divenne rabbia quando Autostrade per l’Italia presentò in pompa magna i Tutor.

«Li hanno copiati pari pari da noi», disse, e nel 2006 fece causa. Lo scorso anno la Corte d’Appello di Roma decretò che i Tutor costituivano contraffazione del brevetto della Craft. Risarcimento richiesto ad Autostrade: 7,5 milioni di euro. Una cifra considerevole per una piccola azienda con 6 soci, 4 dipendenti e con ricavi – all’epoca – attorno ai 20mila euro. Nel ricorso in Cassazione vinto, Autostrade per l’Italia ha dimostrato «che il sistema Tutor era stato sviluppato e finanziato per decine di milioni dalla società e affidato in comodato alla Polizia Stradale. La sentenza della Cassazione dimostra la correttezza del comportamento di Autostrade e la non brevettabilità di sistemi matematici noti».

Risultato? Prepariamoci alla riattivazione del tutor.

Come funziona il tutor
Come funziona il tutor

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