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SLOW MOB. INSIEME PER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI

I motociclisti romani scendono in strada per protestare contro gli autovelox irregolari e la scarsa manutenzione delle strade. L’importanza di unirci alla loro protesta per dare voce ai diritti della nostra categoria 

Slow mob, contro gli autovelox bancomat. Gli autovelox hanno ragione di esistere soltanto quando sono effettivamente utilizzati per ridurre la velocità del traffico. Se invece sono piantati sul ciglio della strada con la pattuglia di polizia nascosta dietro qualche cassonetto o qualche colonna, viene il dubbio che vengano impiegati solo per fare cassa. Ancor peggio se sono utilizzati in sostituzione di interventi che andrebbero eseguiti sul manto stradale per eliminarne le asperità (avvallamenti, buche, radici di alberi ecc.), cause di incidenti e di gravi lesioni per i motociclisti. Ecco che allora tradiscono le finalità per le quali sono stati creati. E non solo: in questo caso gli utenti della strada diventano diffidenti nei riguardi delle forze dell’ordine e dello Stato. In altre parole, viene meno il rispetto dei cittadini verso lo Stato perché lo Stato è il primo a non rispettare i cittadini.

Per protestare contro l’utilizzo irregolare degli autovelox a Roma, è insorto un cittadino della Capitale, un motociclista vessato dagli autovelox, che ha inoltrato diverse segnalazioni ai vertici della Polizia e del Campidoglio per denunciare l’irregolarità delle postazioni mobili autovelox lungo la via Cristoforo Colombo.

L’irregolarità delle postazioni mobili autovelox a Roma, lungo la via Cristoforo Colombo

 

Questo cittadino ha pensato che l’unico modo per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’inadeguatezza del vigente limite di velocità (50 km l’ora) e manifestare contro la presenza di postazioni autovelox “trappola”, sia riunire tanti altri utenti delle due ruote motorizzate. È nata così l’idea di organizzare la manifestazione “Slow Mob Columbus” che si terrà a Roma, domenica 13 ottobre 2019, ore 9.30, in via Cristoforo Colombo, con partenza dall’Obelisco dell’Eur. I partecipanti percorreranno tutti insieme la via Colombo fino al mare, rigorosamente alla velocità di 50 km l’ora. Tutti gli utenti delle due ruote motorizzate sono invitati a partecipare a Slow Mob. Circa 150 motociclisti e scooteristi romani hanno già aderito.

«La via Cristoforo Colombo è un tratto stradale a doppia corsia con spartitraffico centrale e una corsia di emergenza. Sono presenti numerosi avvallamenti dovuti alle radici dei pini, l’asfalto è ammalorato in diversi punti e la segnaletica verticale è spesso coperta dalla vegetazione. Il limite di velocità di 50 km l’ora sembra sia stato deciso per evitare incidenti. Nessuno lo rispetta perché è palesemente troppo restrittivo», ci spiega questo motociclista attento alla sicurezza stradale. «L’aspetto più grave e che NON sono in corso lavori di messa in sicurezza del manto stradale, ma sono spesso presenti pattuglie della Polizia Municipale con autovelox mobili, posizionate in maniera irregolare oltre il guardrail, nascosti fuori dalle corsie, che hanno vita facile nel sanzionare auto e moto di passaggio. Non svolgono un ruolo dissuasivo o preventivo, ma si limitano a far cassa per il Comune. Gli stessi Agenti, che dovrebbero essere visibili a distanza, sono stati spesso visti seduti in auto e assolutamente disinteressati al traffico veicolare. Il posizionamento delle pattuglie è irregolare al km 14,150 in uscita, e al km 13 in entrata. Malgrado le mie segnalazioni ai vertici della Polizia e al Campidoglio attraverso posta elettronica certificata, la situazione non è cambiata. Non dispongo di statistiche degli incidenti ma, da articoli giornalistici sembra che la via Colombo sia una di quelle vie più pericolose, proprio per la presenza di radici affioranti. Da utilizzatore frequente di quella strada (la percorro in moto) posso affermare – continua il nostro amico – che un limite di 80 km l’ora sarebbe molto più adeguato, ma ciò che è importante è sensibilizzare il Comune di Roma perché proceda finalmente a mettere in sicurezza la strada. Slow Mob, la manifestazione che organizzo mira proprio a dimostrare che a 50 km l’ora il traffico stradale si blocca. Spero di creare un “caso” ed essere ascoltato. È auspicabile pertanto una partecipazione massiccia – conclude il motociclista romano – da parte del popolo delle due ruote. Vestiremo anche una pettorina che spiega bene con una grafica le motivazioni della manifestazione. La presenza degli autovelox sulla via Colombo crea una situazione paradossale contro la quale i motociclisti romani continueranno a protestare, nel rispetto del Codice della Strada».

La pettorina che indosseranno i partecipanti alla manifestazione

 

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