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Motospia

SIBILLINI ADVENTURE 2019, la (ri)scoperta di un territorio da fiaba

Alla scoperta dei Monti Sibillini con una guida d’eccezione, Francesco Menichelli, il sociologo della moto, avvocato e soprattutto appassionato motociclista

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La KTM 990 di Francesco

I Monti Sibillini sono lo scenario ideale per un giro in moto. Panorami incantati, strade stupende e gastronomia di livello attirano in questi luoghi motociclisti di ogni genere. Oltre al normale mototurismo, da sempre qui si pratica il cross, nei circuiti di Cingoli, San Severino, Esanatoglia, per non parlare dell’enduro, vera e propria tipicità locale. Per i riders di Marche e Umbria il giro domenicale a Castelluccio di Norcia o sulla velocissima Val Nerina è una tradizione irrinunciabile.

Il terremoto del 2016

Poi il terremoto del 2016 ha imposto una brusca frenata. Molti paesi hanno subito danni importanti; tante le strade danneggiate che sono state chiuse. La gente è stata costretta, speriamo temporaneamente, ad andarsene, con evidenti contraccolpi anche sul turismo.
Però, seppur in mezzo a mille difficoltà, la vita ha ripreso a scorrere; le strade più importanti sono state riaperte, una su tutte la Val Nerina, rimasta chiusa per molto tempo a causa di una frana; molti gli esercizi commerciali riavviati così come le attività di ristorazione.

La bellezza degli scenari è ovviamente rimasta inalterata e proprio per questo si è sentita forte l’esigenza di riabbracciare questi luoghi, e la sua gente, e farli conoscere anche a chi viene da lontano; perchè rinascano anche grazie al mototurismo.

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Il tour dei Monti Sibillini

Il giro proposto è un anello di circa 270 km; Go Biker ed Avventureinmoto.it hanno scelto di partire da Castelraimondo (Mc) ed affrontarlo in senso antiorario, ma non ci sono particolari controindicazioni ad affrontarlo nel senso inverso o partendo da un altro punto qualsiasi del circuito.
Alle 9 in punto le 20 moto dei partecipanti avviano i motori in direzione Pioraco, sempre nella provincia di Macerata, un piccolo borgo delizioso immerso nel verde dove l’acqua è l’elemento principale. Fiumi, torrenti e piccole cascate si intrecciano fra le viuzze del borgo donandogli un fascino tutto particolare.
Proseguendo lungo la SP 79 ci si immette sulla Strada Statale 77 che porta ai suggestivi altipiani di Colfiorito, zona sottoposta a tutela dal 1995 con l’istituzione dell’omonimo parco. Il verde intenso di inizio primavera e le paludi a 800 metri di altitudine regalano un panorama degno di un film fantasy.

Verso Rasiglia, il “borgo dei ruscelli”

Scendendo verso Foligno si devia in direzione Sellano e dopo pochi chilometri facciamo una sosta a Rasiglia, “Il Borgo dei Ruscelli”.
E’ un piccolo villaggio medioevale praticamente “immerso” nell’acqua, sede fino al secolo scorso di molte attività legate alla tessitura, come lanifici e tintorie. Oramai è diventato un museo a cielo aperto dove è possibile visitare antichi opifici perfettamente conservati e fare una passeggiata tra vicoli stretti costellati di canali, mulini e cascatelle: un’esperienza assolutamente da non perdere.

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Rimontiamo in sella e ci dirigiamo verso Norcia che raggiungiamo dopo meno di sessanta chilometri. Molto ci sarebbe da dire sullo splendido paese umbro. Fondato attorno al V secolo a.c. è luogo di storia e religiosità (ha dato i natali a San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale) ed il consiglio è quello di mettere in agenda una visita accurata fra le sue mura medioevali.
Ma purtroppo Norcia è famosa anche per i numerosi eventi sismici che nei secoli l’hanno duramente provata, ultimo in ordine di tempo quello del 2016.
Le impressioni che si hanno costeggiando il paese sono contrastanti. Le impalcature attorno a molti degli edifici non testimoniano solo la cura con la quale l’importante patrimonio architettonico è stato messo in sicurezza ma anche la forte determinazione di questa gente a ripartire il prima possibile. Le molte corriere di turisti fuori dalle porte cittadine fanno ben sperare per il futuro di queste terre. Quello che però lascia perplessi è la vista di alcuni edifici crollati lungo la strada; le macerie, ancora presenti come se tutto fosse accaduto ieri, scuotono nel profondo chi ha la fortuna di non essere pratico di questi eventi drammatici.

Verso Castelluccio di Norcia

Lasciamo Norcia alle nostre spalle e iniziamo a salire verso Castelluccio di Norcia.

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Castelluccio di Norcia

La strada, pesantemente lesionata dal terremoto, è stata riaperta da tempo. Ma i lavori continuano ed i tratti di carreggiata a senso unico alternato, regolati da semafori, sono oramai pochi. Si sale tra i boschi fino a a quasi 1500 metri sul livello del mare fin quando dietro ad una curva, improvvisa e maestosa, si spalanca in tutta la sua spettacolarità la Piana.

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La fioritura delle lenticchie di Castelluccio

Una sosta per ammirare uno degli altipiani più vasti degli appennini e scattare qualche foto è d’obbligo. La vista è davvero suggestiva.
Questa enorme pianura, incastonata tra le montagne, è un vero spettacolo naturale che regala il suo meglio fra giugno e luglio quando si colora grazie alla fioritura delle lenticchie. Meta di turismo tutto l’anno, anche grazie ai vicini impianti sciistici di Frontignano e Monteprata, è stata quasi completamente rasa al suolo dal terremoto del 2016. Ma la magia e l’unicità dei luoghi ha contribuito alla sua salvezza, oltre all’ostinazione dei contadini e dei pastori che nonostante tutto hanno resistito mantenendo viva questa località.
A distanza di quasi tre anni alcune attività di vendita di prodotti tipici hanno riaperto così come alcuni dei tradizionali ristoranti del luogo.

Sensazioni forti, panorami unici

Venire in moto qui non vuol dire solo regalarsi sensazioni forti e panorami unici, ma aiutare questi posti e questa gente a risollevarsi e continuare antiche tradizioni; e la presenza di altri motociclisti e turisti nella piazzetta del paese fa ben sperare.
Ripartiamo alla volta di Montegallo, dato che la strada per Visso è ancora chiusa, e la discesa verso valle ci regala degli scorci dal sapore dolomitico.
Mille curve ancora attraversando i centri di Montemonaco, Comunanza, Amandola per arrivare al centro termale di Sarnano, un paese alle pendici delle montagne caratterizzato da un centro storico di grande suggestione. Ma siccome siamo in moto, non possiamo esimerci dal salire verso la stazione sciistica di Sassotetto. Anche perchè i 15 chilometri di curve che portano fino a (quasi) quota 1600 metri è teatro del famoso Trofeo L. Scarfiotti, una storica cronoscalata che si disputa fra aprile e maggio: bella strada e panorama che imporrà più di una sosta durante la salita.
Una volta raggiunta la vetta proseguiamo verso Fiastra, per regalarci ancora chilometri di guida piacevole immersi in quel verde intenso che ci ha accompagnato lungo tutto il viaggio. E se la stanchezza comincia a farsi sentire, una sosta in riva al lago è proprio quello che ci vuole.
Una volta raggiunta la SS77 ci si dirige verso est e dopo pochi chilometri si volta in direzione Camerino. Costeggiamo la città universitaria ed affrontiamo gli ultimi chilometri che ci separano da Casteraimondo, partenza ed arrivo del nostro tour.

E’ una terra fatta di incanti, suggestioni, tradizioni, architettura, natura, religiosità e mitologia, che ora più che mai merita attenzione e sostegno.
Farsi un giro per i Monti Sibillini è un modo per farlo.

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