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Royal Enfield Bicilindriche, il nostro test ride

Motospia ha provato per voi in terra indiana le due bicilindriche Royal Enfield svelate lo scorso anno in EICMA e ormai prossime allo sbarco sul listino italiano. Avranno la stoffa per impensierire Triumph, Moto Guzzi e compagnia?royal-enfield-
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[Ndr: seppur sempre obiettivo, il nostro Cesare Sasso è un fan delle Royal Enfield. Ma se ci seguite da tempo lo dovreste già sapere…]

Bicilindriche Royal Enfield. L’attesa è finita. E’ vero, le ragazze sono più impazienti dei maschietti e le motocicliste lo sono forse ancora di più. Ma anche i signori uomini, quando ci sono di mezzo i motori, non hanno molta voglia di aspettare. Con questa premessa due firme – un lui e una lei – del vostro sito di moto preferito si sono imbarcate per l’India per andare a provare la Interceptor 650 e la Continental GT 650, le nuove bicilindriche Royal Enfield.

Bicilindriche Royal Enfield
Pur diversi nell’impostazione e nello stile, entrambi i modelli condividono lo stesso motore e il telaio

Si tratta delle moto che dovrebbero cambiare il corso della casa di Chennai, attese ormai da molto e disponibili in Italia a partire da gennaio 2019. Le Twin, come le chiama ormai tutto il mondo, segnano l’inizio di un nuovo capitolo per la casa indiana, che si presenta oggi con una linea di moto pensata per il mercato globale.

E’ vero, avevamo già avuto un piccolo assaggio in EICMA delle due nuove arrivate ma la piccola pista dell’area Test Ride non consentiva di dare giudizi molto approfonditi. Ecco allora che abbiamo partecipato a Rider Mania, il mega festival Royal Enfield che si tiene ogni anno a Goa, per provare come vanno sulla strada di tutti i giorni (mucche a parte).

royal enfield bicilindriche
Finalmente su strada! Le moto a disposizione per il test ride durante Rider Mania, il festival Royal Enfield che si tiene ogni anno a Goa (India)

Stiamo parlando di moto dal fascino modern classic – è evidente la parentela con i corrispondenti modelli degli anni 60 – mosse da un motore bicilindrico dei giorni nostri e dotate di ABS. A parte questo, e qui sta secondo me la loro forza, sono moto dal gusto di una volta. Non hanno il ride-by-wire, il controllo di trazione e neppure i riding modes. E se volete una presa USB, ve la dovete far installare. E’ una moto di oggi che però non comprerete pensando al futuro ipertecnologico, più che di connettere il cellulare via Bluetooth vi devono far venire voglia di metterlo in una tasca ben chiusa e dimenticarvene per almeno un paio d’ore.

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I vostri inviati durante una pausa della sessione di test ride

Bicilindriche Royal Enfield. Il motore non è tarato per prestazioni da gara, così com’è offre 47 cavalli e 52 Nm di coppia. Nell’utilizzo normale si dimostra gradevole e progressivo, con la potenza disponibile già da subito. Non si corre più di tanto quindi, in compenso il vostro rapporto con il benzinaio sarà meno intenso visti i consumi. Senza contare che, opportunamente vitaminizzato, lo stesso motore ha ottenuto un record di categoria sul lago salato di Bonneville la scorsa estate, spinto dalla giovane pilota Cayla Rivas; ci sono quindi margini per incrementare la performance. Le due moto pesano un intorno dei 200 kg, ma sono molto gestibili tanto in movimento che in manovra mentre l’altezza da terra (circa 800mm) la rende adatta a buona parte dei centauri.

Royal enfield bicilindriche
La Continental GT 650, una cafe racer pura ed essenziale

Quale scegliere? Dipende da che tipi siete, se tifate per i rocker londinesi o per i surfisti californiani. Se volete portare la dolce metà al mare nel weekend o la moto vi serve per schiarirvi le idee, da soli.
Il confronto diretto tra i due modelli è in ogni caso sbagliato, sono pensati per due categorie di motociclisti agli antipodi. La posizione di guida influenza sicuramente la psicologia del pilota, e quindi la Interceptor 650 e la Continental GT 650 trasmettono emozioni diverse pur condividendo due elementi fondamentali quali il motore e il telaio, tubolare a traliccio. La Continental GT è una cafe racer che ti spinge a spremere di più la manetta e a impostare le curve in maniera più aggressiva, mentre la Interceptor è per l’andatura più rilassata e una posizione di guida più alta. In entrambi i casi, l’ergonomia è molto buona. A guidare non ci si affatica, nemmeno sulla Continental GT dove si sta ovviamente più ingobbiti.

A prescindere dal vostro stile, sono due motociclette da tenere in considerazione per la prossima new entry del garage. Hanno uno look che ammicca al passato pur non essendo smaccatamente retrò, sono motociclette alla fine pratiche e con una personalità. Oltre a condividere una caratteristica che abbiamo fino ad ora taciuto ma che, per molti in Italia, sarà la motivazione iniziale per andare a vederle in concessionaria. Il prezzo, molto invitante e competitivo rispetto alle dirette concorrenti. Si parte infatti da 6.200 euro per la Interceptor 650 e 6.400 per la Continental GT, assistenza stradale e 3 anni di garanzia inclusi.

Nei prossimi mesi vedremo quale sarà la risposta del mercato e se davvero le indianine riusciranno a scalzare le concorrenti, nel mirino ci sono sicuramente Hinckley e Mandello del Lario.

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La Interceptor 650 ha invece una impostazione più rilassata. Insomma, con la Continental GT è California vs Gran Bretagna…

 

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