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Road to 2024 ci scrive: “Altro che d’accordo con i vertici FMI” La risposta a chi li invitava ad essere più incisivi

road to 2024

I tre firmatari del programma “Road to 2024” ci scrivono per rispondere alla lettera di Raffaele Butom che la scorsa settimana, attraverso Motospia, li spronava ad una maggiore incisività nelle loro argomentazioni anti “sistema” federale. 

Spett. Redazione, abbiamo letto con interesse e non senza sorpresa la missiva di mister “X”, alias Raffaele Butom, il quale, in buona sostanza ci descrive come uomini di “melina” (o con il “braccino” per dirla alla pilotesca) che danno l’impressione di essere in qualche modo d’accordo con l’attuale consesso federale, creando di fatto una sorta di teatrino della motopolitica nel programma Road to 2024.

road to 2024

Finito l’interesse per la bella lettera ben scritta, rimane la sorpresa di chi  sembra dare dell’asino al mulo, nel senso – da quello che capiamo – che la lettera è firmato con uno pseudonimo.

Le possiamo assicurare, invece, che noi ci chiamiamo Raffaele Lanza, Massimiliano Regazzi e Yuri Storniolo, come gli ufficiali di anagrafe di Roma, Imola e Firenze le potranno confermare (non sappiamo cosa potrebbe risponderci quello della Sua città di nascita e/o residenza). E che in qualsiasi modo non abbiamo niente a che fare con l’attuale consiglio federale e presidente o segreteria.

Ogni nostra richiesta di chiarimento è stata rigettata… Non si può sapere nulla di come vengono gestiti i soldi, molti dei quali sono soldi pubblici!

Anzi ci abbiamo avuto a che fare dallo scorso settembre, spedendo varie richieste di chiarimenti, per lo più via pec, che sono rimbalzate praticamente tutte indietro con le varie motivazioni addette dal segretario generale. Ovvero che la FMI ha una sua parte privatistica (di diritto privato) e quindi di fatto il socio singolo (ma neanche l’affiliato, ovvero il motoclub) allo stato delle attuali norme in vigore può ottenere informazioni precise su come, dove e quando vengono impegnate le potenti risorse federali derivate dal tesseramento ecc. oltre a quelle girate anche da Coni, Sport e Salute. Non si può sapere anche quanti soldi vengono incassati e reinvestiti dagli sponsor e/o promotori od anche solo l’elenco dei collaboratori esterni ed i relativi emolumenti.

Abbiamo chiesto, per Sua informazione, anche se i carteggi di richiesta e le risposte  potessero divenire pubblici ma ci è stato risposto che le repliche alle nostre richieste sono da considerarsi confidenziali e le vorremmo far leggere anche l’ultima sprezzante lettera a Massimiliano Regazzi dove si sottolinea che fino ad adesso hanno risposto “per cortesia”.

Quindi, immaginiamo anche se fatte diciamo così in buona fede, respingiamo le sue parole scritte.

Confermiamo che una sorta di contatto c’è stato con il Presidente, ma alla fine si è trattato più che altro della necessità del Presidente stesso di redarguirci e, dopo una missiva con le nostre proposte incentrate (in prima battuta) con un progetto di rilancio della velocità di base (compreso l’annoso problema del Sud), la veloce risposta è stata che il nuovo consiglio federale, all’unanimità, ha respinto qualsiasi forma di contatto dato il nostro atteggiamento. Mentre le scriviamo, infatti, abbiamo fatto così tanto teatrino che ci attendiamo, perché no, anche un deferimento.

In quanto detto e fatto nelle trasmissioni, grata è l’occasione per spiegare una cosa che riteniamo ovvia.

Un conto sono gli appuntamenti dove si parla di moto e gare. Ovvio quindi che si parli nostro malgrado di federazione. Ma, appunto perché non vogliamo mettere in difficoltà che ci accorda la fiducia di “venire in trasmissione” con noi, cerchiamo di fare i distinguo. Poi ci sono le dirette di Road to 2024. Dove invece cerchiamo di sviscerare i problemi, ma senza dati precisi è molto difficile e, appunto, il Codice Etico è una spada di Damocle che infatti abbiamo definito più “Codice Morale” dove, si sa senza scomodare Kant, che la morale la possiamo girare e maneggiare alla bisogna…

Il palazzo è ben saldo, ed avviato ad un altro ventennio post-Sesti.

Siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare, anche se ci pervade un senso di incompiutezza, questo è vero. I programmi ce li abbiamo. Addirittura in un caso abbiamo anche messo le foto dell’originale di un discorso che non siamo riusciti a finire a Riccione. E la coerenza non ci manca, ma il palazzo è ben saldo ed avviato ad un altro ventennio post-Sesti.

Anzi, pensiamo che il 2 novembre siano già iniziate anche per l’attuale management le elezioni 2024. Poi che la moto ormai sia fuori da tutti i giochi, chissenefr… 

Per vincere le elezioni ci vogliono tanti soldi, fatica, e aiuto da parte di avvocati e commercialisti.

Ci vogliono tanti soldi per tentare il colpo, ma non da spendere in propaganda e pubblicità. Ci vogliono soldi per poter studiare bene il tutto. Perché la disciplina sportiva, le norme, questo dedalo di rapporti tra federazioni e Coni necessita di specialisti. Ovvero e per esempio, avvocati e commercialisti specializzati nello sport che ti possano dire che puoi fare questa o quella denuncia (per esempio estremo) in modo da arrivare al nucleo del problema. Già arrivare al collegio di garanzia del Coni, per esempio, non è facile per chi mangia pane, salame e moto.

A noi il luogo comune non interessa. Noi sappiamo che le risorse potrebbero essere utilizzate meglio con metà della gente che c’è ed aiutare il territorio. Con il nostro nome, cognome e la nostra faccia. Di grilli parlanti di collodiana memoria non abbiamo bisogno né noi né gli oltre 100.000 tesserati FMI. Ovviamente il numero lo dicono loro in Viale Tiziano ma non si può verificare…

Raffaele Lanza, Massimiliano Regazzi e Yuri Storniolo… in rigido ordine alfabetico.

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