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RINASCERE COL RINASCIMENTO La moto e la Bellezza: accoppiata vincente

Rinascimento

La coppia più bella del mondo? Non c’è dubbio: la moto e la bellezza!” Scherzo… ma le due entità paiono fatte una per l’altra, una al servizio dell’altra.

■  RINASCIMENTO. UNA PREMESSA DOVEROSA

Il bello del bello” era il titolo di un articolo (che ho perso) del 2018: “L’arte provoca una cascata chimica nel cervello che dà benessere e ci rende resistenti alle malattie […]. Lo dicono le ultime ricerche: la bellezza di un quadro, di un concerto, di un balletto, di una scultura fa bene alla salute in generale. Una buona notizia visto che in Italia siamo circondati dall’arte”.

Lo scrittore elencava poi gli effetti benefici sull’essere umano: tutto ciò che un centro commerciale non potrà mai offrire! È la potenza dell’Arte, quell’Arte che tutto il mondo ci invidia! Eppure…

Eppure l’8 gennaio 2021, Camillo Langone scriveva amareggiato su “Il Foglio” che il virus ha rivelato gli interessi degli italiani: senza reagire alla chiusura di chiese e musei coi DPCM, il “popolo sovrano ha ampiamente dimostrato che [ne] può fare benissimo a meno, è bastato che rimanesse aperto Amazon. Altro che culto e cultura, gli italiani vivono tranquillamente di solo pane, non hanno orizzonte diverso da pane e affini

Esagerato? Qualche settimana dopo, per i “pochi ascolti” Mediaset sospendeva il programma culturale di Canale 5 “Viaggio nella Grande Bellezza” pur avendo già le ultime puntate pronte, condotte da un Cesare Bocci in gran forma, riscoperto brillante e accattivante presentatore d’arte! [Del resto, con lo share troppo basso rispetto alla partita di calcio, al film d’azione, al Grande Fratello Vip, alla Barbara D’Urso… da buon manager, quale ‘Bocci? Cesare’, ovviamente!].

Insomma: se “L’Arte è vita”, sarà che oggi ci si ammala solo di Covid, in Italia?! O l’impoverimento culturale generalizzato, rafforzato nel presente dalla chiusura indiscriminata del Governo di tutte le nostre fonti di vita (pare sarcastico, ma chiusure a salvaguardia della nostra salute!) non influirà anch’esso in maniera determinante su tante malattie, tanto stress, tanta pura follia di molti nostri connazionali, come riporta tragicamente e quotidianamente la nostra cronaca più nera??!

URGE un appello: “Arte e Cultura, Aria aperta e Naturarimettiamole al loro posto. E rimettiamoci noi dentro di Esse perché, se vogliamo la Vita, anche quello è il nostro posto!

UN CONCENTRATO DI STRAORDINARIE PROSSIMITÀ

Un esempio. Negli ultimi due anni ci sono state due ricorrenze a dir poco straordinarie che ci riportano al Rinascimento: nel 2019 il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci e nel 2020 il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio! Incredibile…

  1. Prossimità temporale

Intanto stupisce la prossimità di data: i due immensi Artisti ci hanno lasciato a un anno di distanza uno dall’altro …ammetto la mia ignoranza: non lo sapevo!!

E tutto questo esattamente cinquecento anni fa. Mi piacciono le cifre tonde, ma a darmi le vertigini è il pensare che da mezzo millennio ammiriamo e, in un modo o nell’altro, viviamo ancor oggi delle loro opere che, dopo cinque secoli, rimangono tutt’altro che “opere morte”!

E qui chiamo in causa la moto, proprio perché puntando in moto su Leonardo prima e Raffaello poi, a cinquant’anni suonati, mi si sono straordinariamente aperti gli occhi a nuove comprensioni e prese di coscienza!

Rinascimento
Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520) pittore e architetto italiano fra i più celebri del Rinascimento, è l’artista che più di tutti ha segnato la bellezza e l’armonia dell’arte nei secoli a venire.
  1. Prossimità geografica

Intendo innanzitutto una questione di mero orienteering. L’orientamento è una questione per nulla semplice e tutt’altro che banale: imparare ad orientarsi nei territori dove ti cacci o che vuoi esplorare è essenziale non solo per non perderti, ma anche per non viaggiare svampiti, tenendo piuttosto piedi cuore e mente ben ancorati alla terra che si calpesta e attraversa.

Dirò di più. Per me è una forma di primo e fondamentale rispetto verso la terra sacrosanta che mi sta accogliendo e coloro che la abitano!

Nello specifico: Leonardo nasce ad Anchiano, frazione di Vinci (con l’automatismo del “da Vinci” magari non ci si pensa!); Raffaello (“Sanzio” di famiglia) nasce ad Urbino. Oggi Vinci è in Toscana e Urbino nelle Marche. Una volta, al tempo del Rinascimento, a piedi o a cavallo ci volevano giorni, ma oggi in moto…

Già, ecco l’altra straordinaria prossimità. Per es., con la Strada Umbro Casentinese Romagnola (SR 70) che passa dal Passo della Consuma, ci sono solo 220 km di curve e paesaggi per arrivare ad Urbino! Cosa sono per la moto?! Sono… “il bello del bello” e, pur abbarbicati sulla nervatura cedevole-robusta dell’Appennino, non sono nemmeno tanti: ci potrebbe stare l’andata e ritorno di una giornata memorabile.

  1. Prossimità di natalità straordinarie

Dico “ci potrebbe” perché, a ben guardare non conviene fare così alla svelta (o almeno non sempre): perderemmo l’inseparabile compagno di viaggio che invece è, e dev’essere, lo stupore!

Questo ristretto ed incantevole arco territoriale porta infatti in sé un’altra straordinaria prossimità: in questi luoghi sono nati e cresciuti, contemporanei, alcuni tra i Personaggi più straordinari non solo del Rinascimento!

Uomini così grandi che, pur coi mezzi di cui disponevano tra il 1400 e il 1500, hanno fatto del loro tempo un’Epoca probabilmente irripetibile nella storia, segnando un’autentica… rinascita!

UN VIAGGIO NELLO SPLENDORE DEL RINASCIMENTO

Viaggiare nel tempo, oltre che nello spazio, è pur sempre viaggiare! Ci sta allora una piccola nota.

Il Medioevo era finito da tempo. Petrarca e Dante, tra il 1200 e il 1300, col loro modo tutto nuovo di scrivere, avevano dato vita all’Umanesimo che, qualche secolo dopo, si tradurrà in un’eccezionale fioritura di nuove arti figurative, nuova edilizia e una nuova mentalità corrente. Un’età di straordinario cambiamento, tanto classicheggiante quanto di altissimo livello estetico, che dall’inizio del ‘400 alla metà del ‘500 darà spicco a tutta l’Italia centrale… Benvenuti nel Rinascimento!

Stupendo!! Non resta che saltare in sella, e portarsi di persona almeno laddove alcuni di questi Geni sono nati e cresciuti e, liberando la nostra fantasia, iniziare un nuovo viaggio. Un viaggio nel viaggio: il viaggio della nostra rinascita!

LEGENDA: immaginando un trasferimento da Anchiano ad Urbino, quanto segue è tutt’altro che un esaustivo “tracciato rinascimentale” per andare da Leonardo a Raffaello. E i km saranno più di 220!

Tenuto conto che non sono del luogo e che un benzinaio motociclista mi disse che “lì, le strade son tutte belle”, offro solo qualche spunto sui luoghi che ho scoperto essere legati agli Artisti di cui sopra (*), con qualche indicazione stradale () e di qualche altra località rilevante in zona (). Solo per praticità esplicativa, suddivido il percorso in tre tratte.

Con le proprie conoscenze o curiosità, il proprio istinto o il proprio navigatore… l’importante è che si parta da quelle parti !! Buon viaggio a tutti!

1^ TRATTA : ANCHIANO – VICCHIO

* Anchiano. Due case in mezzo agli ulivi, sul crinale di una collinetta qualunque. Leonardo vi nasce nel 1452. Eppure lì, gli occhi del piccolo Leo iniziano a vedere la luce, le cose ed il colore che sfuma all’orizzonte… Toccanti il video proposto e la proiezione dell’Ultima Cena, che evidenzia i dettagli meglio dell’originale! Oltre a Vinci, da non perdere è la vicina esposizione “Leonardo e la pittura” dove alcuni dei dipinti che hanno segnato il suo percorso artistico sono illustrati e riprodotti tridimensionalmente: la tecnologia ha stampato in rilievo persino lo spessore delle pennellate date dal Maestro! Guardare in controluce per credere!!

* Cascia di Reggello. La millenaria Pieve di San Pietro merita una deviazione. Nell’attiguo Museo si trova il trittico di San Giovenale, prima opera del solo ventiduenne Tommaso Cassài detto il Masaccio, per la quale Leonardo lo riterrà già superiore a sé! Il dipinto è un concentrato di particolari unici, come l’iscrizione con la data: Masaccio usa per la prima volta lettere umanistiche (simili alla nostra odierna scrittura). Un dettaglio importante visto che qualche anno fa, notato per caso, quel “ANNO DOMINI MCCCCXXII A DI VENTITRE APRILE” sottrarrà, di pochi mesi, tale primato ad un quadro fiammingo conservato in Belgio! (Se si riesce, farsi guidare dal Parroco, ideatore e curatore del Museo, nonché critico d’arte stimato dai Direttori dei principali Musei d’arte di tutto il mondo).

* Vicchio. Straordinaria patria di Giotto, ritenuto il primo vero pittore italiano (pare vi sia nato nel 1267) e di un altro grandissimo pittore, il Beato Angelico (1395), frate Domenicano tra i pionieri dell’Umanesimo che influenzerà il Rinascimento fiorentino, diffusosi poi in tutta Europa. Le loro case attendono le nostre visite!

 Tra Anchiano e Vicchio consiglio un anello: dopo aver aggirato il bel Lago di Bilancino, da Barberino del Mugello raggiungere Galliano e salire a Panna (famosa per l’omonima sorgente) passando assolutamente per la Via di Panna o SP79: si scoprirà uno dei viali piantumati a cipressi tra i più belli di Toscana e forse d’Italia. Proseguire per il Passo della Futa (903 m. slm), volendo con la exSS65 e altri 12 km raggiungere anche il Passo della Raticosa (968 m. slm), per poi scendere a Firenzuola e risalire con la SP503 al Passo del Giogo (882 m. slm). Ridiscendere così a Scarperia dove la foto è d’obbligo davanti al caratteristico ingresso del circuito del Mugello, per poi arrivare a Vicchio.

Rinascimento
La Via di Panna o SP79, un incantevole viale di cipressi che non finiresti mai di percorrere

2^ TRATTA : VICCHIO – Sansepolcro

* Caprese Michelangelo. Lo anticipa il nome stesso: è il piccolo borgo dove nel 1475 nasce Michelangelo Buonarroti, forse il più grande scultore e artista di tutti i tempi! Da visitare la casa natale e, nelle vicinanze, il punto panoramico sulla roccia o “Sasso di Adamo”, il costone di montagna che ispirò Michelangelo nel disegnare la Cappella Sistina.

* Sansepolcro. Nel 1416 vi nasce Piero della Francesca, altro personaggio straordinario. In genere meno noto degli altri, è in realtà una delle personalità più emblematiche del Rinascimento italiano, mirabile per i suoi capolavori pieni di mille significati! Quattro di essi, compresi gli incantevoli Polittico della Misericordia e la Risurrezione di Cristo, sono ammirabili nel Museo Civico della città.

Sansepolcro è anche la città che nel 1445 diede i natali al matematico Luca Pacioli, il padre della ragioneria: non posso non citarlo visto che proprio a lui, mio padre Angelo deve la sua intensa vita professionale di appassionato Ragioniere Commercialista (era il numero 24 dell’Albo di Bergamo)!

 Da Vicchio a Sansepolcro si può arricchire il percorso con molti altri giri. Superato Vicchio, sicuramente non è da perdere la SS67 che sale al Passo del Muraglione (907 m. slm), così chiamato per il grande muro costruito a riparo dei viandanti dal forte vento di crinale su quella strada voluta, nel 1830 circa, dal Granduca di Toscana Leopoldo II per collegare Firenze con la Romagna.

 Volendo raggiungere successivamente il Passo della Calla, si può procedere sia per la strada più diretta (ma non diritta!) o comporre un anello continuando sulla SS67 fino a Dovadola, dove si svolterà per Montemaggiore e Predappio Alta, arrivando dall’alto a Predappio Nuova.

() Predappio Nuova: la città fu fatta costruire da Mussolini per dare fasto ai propri luoghi d’origine. Senza giudizi o pregiudizi di parte, credo sia interessante visitare questo museo a cielo aperto dove, oltre alla casa natale, il Ventennio fascista costruì gli edifici pubblici secondo una trasformazione micro urbanistica orientata ad una esplicita praticità delle funzioni sociali e amministrative. NB: al Caffè “La Piazzetta” in Via Roma 81, il gelato è ottimo prima di ripartire.

 Si risale quindi per il Passo della Calla (1296 m. slm): le due opzioni, con passaggio da Premilcuore o da Santa Sofia, sono entrambe ottime per i motociclisti. L’arrivo al Passo è stupendo sotto i boschi vetusti e fatati del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Come bella è la discesa sino a Poppi: qui un’altra svolta importante permette di risalire a sinistra fino all’Eremo di Camaldoli.

() L’Eremo di Camaldoli si trova a circa 1100 m. slm e fu voluto da San Romualdo nell’anno 1012: un posto sperduto, ideale per fondarvi la Comunità monastica! La stretta strada che da Poppi ancora oggi vi si inerpica, arriva a penetrare infine un fitto bosco, buio da far rabbrividire: il Santo non poteva scegliere luogo migliore per isolarsi! Per chi se la sente, offrono ospitalità…

 A questo punto, come raggiungere Caprese Michelangelo? Per evitare strade bianche, si ridiscende a valle fino a Bibbiena o Rassina… o Subbiano… per scegliere una di quelle “strade tutte belle” che salgono verso il paese di Michelangelo ed il vicino Santuario di La Verna.

() Santuario francescano di La Verna. Da non perdere! Un luogo straordinario dove “pace e bene”, dal lontano 1213, si infondono nel cuore di ognuno. San Francesco vi ricevette tre cose: quel podere dal Conte Catani, le tentazioni mortali dal demonio, le stimmate da Cristo! Beato lui

Rinascimento
Santuario francescano della Verna. Nell’Appennino Toscano si erge l’omonimo monte, dalla cima tagliata a picco da tre parti. Avvolto dalla foresta di faggi ed abeti, su uno sperone roccioso si trova il luogo dove San Francesco amava ritirarsi. Poco vicino, a Chiusi della Verna, un’altra parete rocciosa ispirerà Michelangelo per lo sfondo della “Creazione di Adamo” nella Cappello Sistina

NB: pur luogo di pace e silenzio, la strada che sale da Pieve Santo Stefano al Santuario è irresistibilmente adatta a una bella tirata in motocicletta. Tentazione infernale o dono celestiale???

3^ TRATTA : Sansepolcro – URBINO

* Urbania. Quando Urbania si chiamava Casteldurante, si diceva che nel 1444 vi fosse nato “il Bramante”, un altro tra i maggiori esponenti del Rinascimento. Oggi che Casteldurante si chiama Urbania, dicono sia nato a Fermignano… Vabbè! Questa bellissima cittadina è comunque tutta un richiamo al grande architetto e pittore. Ma non solo! Ho scoperto che Urbania è anche la città della Befana (chissà perché invece, di questa, nessuno ne rivendica le origini?)!

Visitare il Palazzo Ducale, il Teatro e almeno la famosa Chiesa dei Morti che ospita al suo interno il “Cimitero delle Mummie”. Per riprendersi… consigliati due passi nel centro storico incantevole o lungo le romantiche mura con vista sul fiume Metauro e le amene colline circostanti.

* Urbino. Finalmente, eccoci giunti nella capitale del Montefeltro! Grazie soprattutto al famoso Conte Federico, poi Duca di Montefeltro, dal 1444 al 1482 Urbino diventa uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano. Federico darà infatti alla città un’impronta moderna e bella, di una bellezza che influenzerà l’Europa di allora, sino ai giorni nostri: il suo centro storico è oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO!

Urbino. Arrivando da Montesoffio, c’è un punto dove la città appare di colpo in tutto il suo splendore, quale Nobildonna prosperosa ed accogliente… Non sfuggire al suo invito!

[NB. Federico meriterebbe da solo uno sguardo attento, specie da parte dei numerosi amanti del “far carriera”: la sua escalation dai ranghi nobiliari inferiori di Visconte, Conte, Barone e Marchese sino al titolo quasi regale di Duca nel 1474, non avvenne per egoistica avidità, con bustarelle o loschi intrighi, bensì grazie a grandi abilità personali, sempre correlate ad un altissimo livello etico e ad un’altissima dignità morale nei confronti dei propri sudditi! Meditate gente, meditate…]

L’ “FC” (leggasi: Conte Federico) o “FD” (Duca Federico: le iniziali si trovano scritte ovunque su muri e blasoni) abilissimo condottiero ma altrettanto entusiasta patrono di arti e letteratura, ebbe a Corte un certo Giovanni Santi, bravo artista e gran letterato: il padre di Raffaello Sanzio, “che nacque così al posto giusto nel momento giusto”!

La madre Magia lo diede alla luce nel 1483, morendo solo otto anni dopo. Anche il padre Giovanni morì di lì a poco, ma con la sua lunga e accurata Cronaca in rime “La vita e le gesta di Federico da Montefeltro duca di Urbino”, lasciò preziose indicazioni al figlio appena undicenne, una sorta di strada maestra cui guardare per diventare un’eccellenza pittorica!

Raffaello raggiungerà così Piero Vannucci detto il Perugino, ma l’allievo supererà indicibilmente il maestro. E con buona pace di tutti: come competere con Chi è considerato tra i più grandi artisti di tutti i tempi?! Raffaello influenzerà in ogni modo i secoli a venire: è l’artista che più di tutti è penetrato nel nostro modo di considerare la bellezza, l’armonia e le proporzioni nell’arte” (da “Viaggio nella Grande Bellezza”).

Da non perdere allora la visita alla casa natale: casa della madre e bottega specializzata del padre. Raffaello non solo vi impara l’arte, ma lascia nella propria stanza l’affresco noto come “Madonna di Casa Santi”, la sua prima opera, datata 1498! È l’inizio del fenomeno del Rinascimento…

Madonna di Casa Santi (particolare), affresco di Raffaello (1498). Se è la sua prima opera, ha ragione il detto: “Chi ben comincia…”

D’obbligo la visita a Palazzo Ducale che ospita nelle numerose stanze la Galleria Nazionale delle Marche, ricchissima di strepitose opere d’arte debitamente curate. Se il Palazzo è bellissimo, lo studiolo intarsiato spettacolare, il giardino pensile un sogno; se affacciarsi dalla loggia a metà della “Facciata dei Torricini” è quantomeno lusingante… per me, cuore e ragione di tutto il Palazzo resta “La Muta”, il ritratto per eccellenza di Raffaello!

E …altro che muta!! Quella Donna misteriosa, rivestita di dettagli vivissimi, elegante nel portamento, dignitosa, avvolta di eloquente silenzio, pare attendere … proprio te! Incrociarne lo sguardo intenso fa palpitare il cuore, ferma il tempo, estranea dal mondo circostante e fissa il viandante che le fa visita nella Bellezza dell’Eterno Infinito. È il Rinascimento!!

 Da Sansepolcro la SS73bis porta fino a Urbania: per quanto diretta, è pura goduria per motociclisti; ne andrà un po’ del panorama, ma curvoni e curve paiono fatti apposta per i bordi delle gomme! Al Passo Bocca Trabaria (1049 m. slm) è bene però sostare un attimo: siamo a cavallo tra l’Umbria e le Marche, tra le valli dei fiumi Tevere (che lasciamo) e Metauro (che prendiamo).

 Da Urbania ad Urbino, riprendere assolutamente la SS73bis! Forse l’hanno disegnata Raffaello (per l’incanto dei paesaggi) con Leonardo (che probabilmente aveva già intuito la futura motocicletta e il suo comportamento dinamico): considerato come si srotola quel tracciato, da solo meriterebbe un viaggio apposito! Guai al motociclista che la perde: è il concentrato della Bellezza di tutte le Marche!

Rinascimento
La Muta, olio su tavola di Raffaello (1507). L’ipotesi è che si tratti di Giovanna Feltria, figlia di Federico da Montefeltro. Perché Muta? Beh, a buon intenditor… poche parole!

E come non bastasse, superando Montesoffio, si arriverà ad Urbino dal suo lato migliore: c’è un punto, infatti, dove la città appare di colpo in tutto il suo splendore, quale Nobildonna del Rinascimento prosperosa ed accogliente, che non ti lascerà sfuggire all’invito a festa, tra le braccia della sua Infinita Bellezza!!

Fatto trenta… facciamo trentuno”: cito due ultime località vicine e imperdibili!

() Sassocorvaro. Il Duca Federico ci volle una fortezza strategica ai fini militari e politici, e la affidò al fratellastro Ottaviano Ubaldini che invece era a tutt’altro interessato! Oggi, la “Rocca Ubaldinesca” è da considerarsi a giusto titolo “unica al mondo” per la ricchezza incredibile di significati e di saperi che porta in sé. Addirittura (dico io) eleggibile a “Sede centrale dei Kawasaki Ninja Club”! Chiedete del Prof. Silvano Tiberi: vi incanterà con le sue spiegazioni (e capirete il mio suggerimento)!

() Infine… Tavullia! Eh caspita, dai! È lì a pochi giri di manopola, la Patria del grandissimo Doctor, Valentino Rossi! Certo: altri tempi, altro mondo. Eppure pure lui segnò un rinascimento che ci auguriamo possa continuare coi giovani piloti della sua mitica Scuola VR46.

Un modo ideale per terminare questo viaggio, omaggiando così anche il mezzo che ci ha condotto sin qui e spesso ci accompagna nella vita di tutti i giorni: la Motocicletta, che pure è Bellezza e ci fa rinascere ogni volta!

CONCLUSIONE

Se l’Arte è vita, pur avendo evidenziato solo qualcosa, credo ci si accorga di quanto l’Italia, non solo del Rinascimento, sia zeppa di sorprese e ricchezze a tal proposito. E di quanto la moto sia adatta per raggiungerle tutte!

GRAZIE, ITALIA!
GRAZIE, RINASCIMENTO!

BUONA RINASCITA A TUTTI!

Passare con rispetto e stupore è il bello del bello di ogni viaggio. Buon viaggio a tutti!

© 2021, MBEditore, riproduzione riservata.

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