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Norton: sospetti e denunce dietro il “semplice” fallimento.

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La storia recente della Norton sembra in apparenza quella di un classico fallimento dettato dalle circostanze. La Brexit, il governo che insegue l’azienda per 300.000 sterline di tasse non pagate, flussi di cassa che non sostengono la crescita, investitori che si dileguano… ecc ecc. Ma secondo una inchiesta condotta dai colleghi del “The Guardian”, ci potrebbe essere qualcosa di poco chiaro nella condotta dell’amministratore delegato Stuart Garret. E a farne le spese sono i fondi pensione e i clienti che avevano ordinato le moto. 

Quando si è diffusa la notizia dell’ingresso in amministrazione controllata per la Norton, è sembrato a tutti un classico “fallimento” di una iniziativa imprenditoriale soffocata da circostanze negative. Il famoso marchio inglese con 122 anni di storia alle spalle, potrebbe essere stato stritolato dagli effetti negativi della Brexit,  dal ministero della finanza inglese che pretende le restanti 300.000 sterline di tasse non pagate e dalla forte concorrenza internazionale che ha reso impossibile il successo dell’approccio da “atelier di lusso” impostato dalla Norton.

Tuttavia, secondo una approfondita inchiesta dei colleghi di “The Guardian”, la storia è molto più complessa di così. È una faccenda che coinvolge  centinaia di sfortunati titolari di pensioni, ignari clienti, impiegati e persino ministri del governo inglese. Quelli che hanno ripetutamente sostenuto la Norton approvando negli anni cospicui benefici fiscali alla Norton.

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E ora tutti in Inghilterra chiedono spiegazioni approfondite al “capo” di Norton, Stuart Garner, che acquistò il marchio nel 2008.

Garner è inseguito da investitori convinti da un truffatore a dirottare i loro fondi pensione in attività controllare dallo stesso Garner.

Di sicuro in questa storia c’è che prima ancora che venisse dichiarato il fallimento, la scorsa settimana, Garner era già “inseguito” da dozzine di “normali lavoratori”. 228 risparmiatori che hanno investito in Norton i loro fondi pensione (per un totale di 14 milioni di sterline), a seguito di una frode.

Quei risparmiatori si sono fidati di un truffatore e hanno dirottato i loro fondi pensione dai piani pensionistici convenzionali nel 2012 e 2013. I loro soldi sono rimasti poi bloccati per cinque anni in tre nuovi piani pensionistici controllati da Garner. E quel denaro, stranamente, risulta investito in una sola attività: la Norton. E chi chiede la restituzione non ha risposta.

Garner ha affermato di non avere idea che i fondi fossero stati raccolti in modo fraudolento quando li ha accettati. Insiste che anche lui è una “vittima” e che pensava di avere a disposizione più di cinque anni per rimborsare i soldi… 

A questa “stranezza” si sommano i milioni di sterline di fondi governativi dirottati sulla Norton negli anni, nonostante i lunghi ritardi nelle consegne delle moto promesse ai clienti da Norton — moto che possono costare fino a 44.000 sterline — nonostante i clienti affermino di aver versato depositi e talvolta persino il prezzo totale di acquisto.

Insomma, Garner dovrà rispondere di diverse denunce tutte legate a questo “strano” fallimento…

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