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NON DEVE PIU’ SUCCEDERE

Fenati

Un Gran Premio strepitoso quello di San Marino dello scorso 9 settembre grazie alla vittoria di tre piloti italiani che sono saliti sul gradino più alto del podio nelle rispettive categorie: Andrea Dovizioso in MotoGP, Francesco Bagnaia in Moto2 e Lorenzo Dalla Porta in Moto3.
Li ha applauditi un pubblico straordinario di quasi 160 mila spettatori, che ha reso questa giornata davvero memorabile.
Purtroppo la bella giornata è stata in parte rovinata da un fatto clamoroso che ha acceso i riflettori sulla Moto2, la categoria dove si corre in regime di monomotore e senza la partecipazione diretta delle Case.
In piena gara e velocità, il pilota Romano Fenati ha intenzionalmente premuto la leva del freno della moto dell’avversario riminese Stefano Manzi.
Un gesto potenzialmente molto pericoloso che avrebbe potuto causare una caduta dagli esiti disastrosi per Manzi ma anche per il pilota che ha compiuto tale gesto, di cui non si è capito il significato e che ha lasciato tutti esterefatti.
Un gesto che non avremmo mai voluto vedere e che tradisce profondamente l’etica dello sport motociclistico.
L’episodio ha destato molte critiche nell’ambiente sportivo, azioni rilevanti da parte della Federazione Motociclistica internazionale (FIM) e nazionale (FMI) nei riguardi di Fenati, e critiche aspre dagli appassionati che hanno massacrato sui social il pilota ascolano.
Per capire com’è possibile che avvengano simili episodi e se le punizioni inflitte in tali casi sono sufficienti per dissuadere gesti simili in futuro ci siamo rivolti al presidente della Federazione Motociclistica Italiana Comitato Regionale Lombardia Ivan Bidorini il quale è stato pilota di regolarità/enduro per trent’anni prima di intraprendere una lunga carriera in federazione.

Fenati - Motospia intervista Ivan Bidorini

– Bidorini, la Commissione disciplinare FIM ha sanzionato Romano Fenati impedendogli di continuare la gara e infliggendogli la punizione più elevata mai data: la squalifica da altri due Gran Premi. Il presidente della FMI Giovanni Copioli ha dichiarato che sarebbe stata adeguata una penalizzazione più pesante. Se fosse stato lei a decidere, quale punizione gli avrebbe inflitto?
«Credo che la somma di diverse penalizzazioni siano state sufficienti (FMI ha sospeso la licenza nazionale, FIM gli ha dato due GP di squalifica; il team lo ha licenziato; il contratto per il 2019 è rescisso). In pratica Fenati è letteralmente a piedi. Più di così … Purtroppo a oggi (ma anche nel prossimo futuro) sarà difficile che un team possa offrirgli un contratto».

– Il Marinelli Snipers Team ha rescisso il contratto con Fenati, Mv Agusta non intende più essere rappresentata da lui per il 2019, il Team Forward, squadra di Manzi, ha rotto l’accordo che aveva con Fenati per il prossimo anno. Al di là delle conseguenze facilmente intuibili che tutto ciò avrà sul futuro del pilota marchigiano, che conseguenze può avere per un team a questo punto del campionato?
«Il team avrà sicuramente alcune penalizzazioni indirette per via dell’immagine negativa e poi presumo anche penalizzazioni economiche poiché non potrà far punti in campionato puntando su questo pilota e se i contratti con gli sponsor prevedessero delle quote sui punti conquistati…».

– Fenati è recidivo. Nel 2015 nel warm up del GP d’Argentina litigò con il pilota finlandese Niklas Ajo, gli diede un calcio in pista e alle prove della partenza lo colpì sul busto e gli spense la moto costringendolo a ripartire a spinta. Evidentemente la punizione impartita allora non è servita a farlo desistere da altre azioni del genere. Dal punto di vista dell’etica sportiva cosa implica il reiterarsi di azioni così aggressive?
«Fenati è sempre stato un personaggio controverso: un bravo pilota con sprazzi da super pilota, ma reazioni qualche volta un po’ brusche. Fa parte del suo Dna e del suo carattere. Evidentemente, queste sue intemperanze non vanno assolutamente a braccetto con la corretta etica sportiva».

– Sfuriate, liti, temperamento aggressivo, scorrettezze: azioni di questo tipo potevano essere prevenute? E’ risaputo che la competizione scatena l’aggressività, ma se un soggetto è già di per sé aggressivo, non dovrebbe essere sottoposto a maggiori controlli? A quali test psicoattitudinali ed esami psicoclinici sono sottoposti i piloti da parte della FMI prima di concedere loro la licenza di correre?
«Attualmente FMI non prevede test psicoattitudinali. I piloti sono tutti un po’ particolari ma a mio parere non tali da prevedere questo tipo di test. Teniamo presente che episodi così gravi sono rarissimi; anzi forse a mio ricordo è l’unico. Quello che è successo ad esempio tra Rossi e Marquez è stata un’altra cosa».

– Un gesto del genere è senz’altro rischioso per l’incolumità del pilota verso il quale è diretto, ma anche per chi lo compie, soprattutto a quella velocità. Secondo lei, quest’azione è stata compiuta con l’intenzione di fare realmente male a Manzi o è un gesto tra professionisti abituati ad affrontare l’imprevisto e ad avere il controllo della moto anche a velocità elevate? Intendo dire, c’è stata effettivamente la malafede nel gesto di Fenati?
«Sicuramente Fenati, conscio della velocità e del pericolo, ha solo “accarezzato” per qualche frazione di secondo la leva del freno, consapevole che se avesse insistito il risultato sarebbe potuto essere disastroso quindi, per usare un eufemismo, un tocco di avvertimento fra piloti professionisti. Tuttavia, non è un gesto da farsi, nel modo più assoluto. Manzi ha poi dichiarato che ha potuto mantenere il controllo del mezzo nonostante la “toccatina”».

– Quello di Fenati non è un caso isolato: nel 2013, in un test aperto a tutti al Mugello, Canepa provocò la caduta di un pilota tirandogli il freno, nel 2001 a Suzuka nel GP delle 500 Biaggi mandò sull’erba Rossi in rettilineo, nel 2011 nel warm up MotoGP di Le Mans Stoner tirò un pugno in pieno rettilineo a De Puniet, nel ‘75 a Spa, nella corsa delle 250 Villa rifilò un calcio a Cecotto. Per non parlare della serie di scontri tra Rossi e Marquez. Non sarebbe il caso che le autorità sportive rivedano l’articolo 1.21.2 che regola la condotta responsabile dei piloti e diano pene più severe nei confronti di chi compie gesti aggressivi?
«Come ho già detto i piloti sono individui un po’ particolari e situazioni di evidente stress sono causa di alcune azioni non proprio “limpide” tuttavia questo è uno sport duro che ti porta l’adrenalina alle stelle trascinandoti in qualche azione un po’ discutibile. Il problema è che nel nostro caso c’è di mezzo la velocità. Sapete quante azioni di disturbo si fanno negli altri sport? Provate a parlare con chi fa pallanuoto… Con ciò non voglio avvallare alcuna azione poco consona: i regolamenti ci sono, occorre applicarli con maggiore severità».

– Fortunatamente non è accaduto l’irreparabile, ma quali risvolti avrebbero potuto esserci da parte della giustizia sportiva e di quella civile?
«Per quanto riguarda la giustizia sportiva della FMI dopo la sospensione, le indagini sono ancora in corso. Si potrebbe arrivare anche alla radiazione del pilota dalla FMI che significa non poter più avere una qualsiasi licenza nazionale».

– La FMI potrebbe rivalersi su Fenati per i danni di immagine che ha causato?
«Non credo. L’atto si commenta da sé ed è stato una sua iniziativa».

– Manzi potrebbe fare un esposto a livello civile per il comportamento di Fenati?
«Non credo. E i fatti lo confermano».

– Ci sono i termini di legge per una denuncia di tentato omicidio, o tentate lesioni gravi nei confronti di Fenati?
«Entriamo nel settore della magistratura… Le immagini televisive sono chiare e chi di dovere verificherà».

– Il team potrebbe rivalersi in sede legale per i possibili danni causati da Fenati alla motocicletta, per l’impossibilità del team di continuare il campionato con lo stesso pilota e per l’eventuale perdita degli introiti derivati dagli sponsor?
«Può darsi. In questo caso occorrerebbe conoscere i dettagli del contratto tra il team e il pilota. Credo che in ogni contratto ci sia comunque una clausola che richiami questi temi. Poi (ma forse non lo sapremo), se c’è la clausola sarà il team a decidere se applicarla o meno».

– Gli sponsor possono rivalersi in sede legale per danni di immagine?
«Dipende dal contratto, ma credo che lo faranno se decideranno di applicare le eventuali clausole».

– Secondo lei, cosa occorre fare affinchè questi episodi non avvengano più?
«Applicare più incisivamente i regolamenti esistenti ed eventualmente implementarli in base ai riscontri ottenuti. Comunque non ci sarà mai un regolamento che possa limitare le azioni di un pilota in determinati momenti di stress».

Fenati si è poi scusato e ha ammesso di non capire come abbai potuto compiere un tal gesto che egli stesso ha definito inqualificabile.
La FIM ha voluto incontrarlo una seconda volta per ascoltarlo al fine di fare un’analisi oggettiva dei fatti. Sembra intenzionata a recuperare il pilota affidandogli un ruolo nell’insegnamento della sicurezza stradale.

 

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