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Niki Tuuli primo vincitore della MotoE Mondiale

niki tuuli

È durato soltanto 5 giri (in una delle piste più corte del mondiale) l’esordio della MotoE nel campionato mondiale. Poco più di sette minuti per i diciotto piloti iscritti al campionato. Troppo poco per poter parlare di una vera gara, ma un passo importante per il futuro delle due ruote. A iscrivere per la prima volta il nome nell’albo d’oro della categoria è stato il finlandese Niki Tuuli.

niki tuuli

La MotoE ha il su primo vincitore. Il finlandese Niki Tuuli ha avuto ragione di tutti i rivali nella brevissima gara di domenica 7 luglio al Sachsenring. Doveva durare 8 giri, ma nel corso del sesto giro è stata esposta la bandiera rossa per la caduta di Savadori. Classifica quindi stilata in base al passaggio sul traguardo del quinto giro dei diciotto piloti impegnati in gara.

Niki Tuuli si è ampiamente meritato questa vittoria. Sin dalle prove, quando ha dimostrato di essere il più veloce, sia come passo che nella fantastica “superpole” che si svolge con un solo pilota alla volta in pista per un solo giro lanciato. Qui Tuuli è stato l’unico pilota a scendere sotto il muro dell’1’28”.

In gara non ha fatto una buona partenza, ma ha rimontato subito e ha battagliato per un po’ con Bradley Smith e Mike Di Meglio, dimostrando comunque di avere un passo più veloce. Insomma, vittoria strameritata.

niki tuuli

Ma aldilà del risultato sportivo, dal punto di vista tecnico cosa ci ha mostrato questa prima gara del Mondiale Moto-E?

Dal punto di vista tecnico, innanzi tutto bisogna fare un applauso ad Energica, l’azienda emiliana che in pochi mesi ha dovuto ricostruire tutte le moto e tutto il materiale andato distrutto nel famoso incendio di Jerez dello scorso marzo.

Dal punto di vista della prestazione, la moto elettrica ha messo in mostra una buona accelerazione, ma il peso elevato delle batterie ne limita i tempi sul giro rispetto alle moto tradizionali. Al Sachsenring si prende 1” dalla Moto3, 4” dalla Moto2 e 7” dalla MotoGP. E il Sachsenring è un circuito “corto”… Su piste più lunghe il gap aumenterà proporzionalmente.

La guida è abbastanza simile a quella di una moto tradizionale, fatta salva l’attenzione in frenata e inserimento per il peso elevato. I piloti (e le gomme) devono anche adattarsi all’accelerazione immediata del motore elettrico, che se da un lato entusiasma, dall’altra può creare qualche problema di aderenza.

Il vero limite della MotoE, al momento, sono quindi la durata e il peso delle batterie. Gli otto giri che erano previsti per la gara (poi fermata al sesto) sono troppo pochi per una vera gara da mondiale.

E poi c’è il tema sicurezza: la gara è stata interrotta perché quando cade una MotoE va gestita in modo diverso dai commissari di percorso rispetto alle moto tradizionali. La moto non si può toccare fino a quando si vede una luce verde accendersi sul cruscotto, per non correre il rischio di rimanere folgorati. E la possibilità che si sviluppi un incendio è sempre alta. Insomma, bisognerà pian piano diffondere una cultura diversa anche fra gli addetti alla sicurezza. Al momento quindi il campionato è da considerarsi una sorta di campionato dimostrativo. Utile per introdurre il tema della mobilità elettrica a due ruote, utile per attirare nuovi sponsor, utile per fare immagine, ma bisognoso di ulteriori sviluppi dal punto di vista tecnico.

La strada intrapresa comunque è quella giusta.

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