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MotoGP. Il punto tecnico dopo cinque gare

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Le prime cinque gare della MotoGP ci hanno mostrato un Marc Marquez in grandissima forma. Ma anche una Ducati che è diventata competitiva sulle piste che prima non digeriva. E una Yamaha che soffre ancora, soprattutto nella velocità di punta. Cosa ci aspetta al Mugello il 2 giugno?

Le prime cinque gare della stagione MotoGP 2019 hanno già emesso diversi verdetti. Il primo, indiscutibile, è che Marc Marquez e la sua Honda RC213V costituiscono un duo imbattibile. Se il pilota spagnolo comanda la classifica del mondiale con “soli” 8 punti di vantaggio sul nostro Andrea Dovizioso, lo si deve al fatto che negli USA è caduto quando era il più serio candidato alla vittoria. Non ci fosse stato quell’incidente di percorso, oggi saremmo qui a parlare di un dominio ancora più forte che nella passata stagione. Finora, infatti, Marquez ha collezionato 3 vittorie e un secondo posto oltre alla caduta. 

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Marc Marquez guida il gruppo a Le Mans.

Il feeling con la sua moto è totale, ed in ogni GP sembra in grado di controllare le corse a suo piacimento. Insomma, è lui ancora una volta il candidato principe alla vittoria ovunque si corra.

La Ducati è cresciuta rispetto al 2018.

Discorso diverso per le altre moto. La Ducati è cresciuta. Ce lo dicono i risultati senza dubbio migliori del 2018 in questo inizio di stagione, partita con la vittoria di Dovizioso a Losail. E ce lo dicono anche le ottime gare che riescono a fare sempre i piloti del team satellite, Ducati-Pramac. Ma mentre la Honda di Marquez sembra a suo agio su ogni tipo di tracciato e sfoggia una maneggevolezza da primato, la moto italiana conserva ancora una certa preferenza per le pista dove abbondano i tratti veloci e le frenate violente. La Ducati insomma è migliorata molto nei tratti più guidati, ma non è ancora al livello della Honda quando ci sono i cambi di direzione violenti da affrontare.

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Dovizioso su Ducati inseguito da Rossi su Yamaha.

Honda e Ducati si contendono anche il primato in fatto di accelerazione e velocità. Sembra che la Honda abbia una reazione migliore alla prima riapertura del gas, e che la Ducati sia poi in grado di fare la differenza in allungo. Ma sono sfumature che possono cambiare di gara in gara nel confronto fra queste due moto. 

Dopo Honda e Ducati si lotta per il terzo gradino del podio fra Suzuki e Yamaha.

Tutte le altre invece sono decisamente indietro sul fronte prestazioni. La Yamaha, soprattutto, sembra soffrire molto sia in accelerazione che in velocità di punta. In quasi tutte le gare fin qui disputate abbiamo sempre visto Valentino Rossi fare molta fatica a stare al passo di Dovizioso e Marquez quando quei due decidono di aumentare il ritmo. La Yamaha è migliorata un po’ rispetto alla disastrosa stagione 2018, ma se si trova a “soli” 23 punti da Marquez, Valentino lo deve più al suo “mestiere” (oltre che alla citata caduta di Marquez negli USA) che all’efficacia di una moto.

Fra l’altro la Yamaha sembra aver perso anche il primato finora incontestato di moto equilibrata e con una ciclistica intuitiva, in favore della Suzuki. La quattro cilindri di Hamamatsu è cresciuta molto rispetto ad un già positivo finale di stagione 2018, e ora sembra incarnare più facilmente di Yamaha il ruolo di terza forza in campo. Sicuramente Rins e Mir si toglieranno belle soddisfazioni quest’anno, e la vittoria di Rins negli USA potrebbe anche non rimanere un risultato isolato.

Indietro, e anche di molto, appaiono invece KTM e Aprilia. Anche se la Casa  austriaca ha mostrato qualche piccolo miglioramento in Francia grazie ad alcuni aggiornamenti tecnici, è difficile per i suoi piloti lottare per le posizioni che contano. Peggio ancora succede al team Aprilia. L’arrivo di Iannone non sta dando frutti, e la moto sicuramente ha fatto meno passi in avanti di quanti ne abbiano fatti gli avversari.

Cosa ci aspetta quindi al Mugello il 2 giugno?

Sarà difficile per i tifosi di Valentino avere una gioia piena nella gara MotoGP in quel del Mugello. Al netto dei miracoli che il “dottore” è ancora capace di fare, è difficile pensare che nella gara toscana il podio non possa vedere sul gradino più alto Marc Marquez o uno dei tre piloti Ducati più in forma: Dovizioso, Petrucci, Miller. E anche per le posizioni di rincalzo c’è da tenere in grande considerazione la Suzuki, almeno quella di Rins. Su un circuito così guidato le prestazioni ciclistiche della Suzuki potrebbero essere molto fastidiose per gli avversari.

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Anche Petrucci e Miller possono puntare stabilmente al podio.

 Ma la lotta per la vittoria sarà un fatto a due fra Honda e Ducati. Perché la Ducati al Mugello è sempre andata fortissimo, e non c’è ragione di pensare che non lo faccia anche quest’anno, essendo così migliorata rispetto al passato. Addirittura viene anche da pensare che se la Honda non fosse guidata da Marquez, potremmo azzardarci a dire che la Ducati sia la MotoGP migliore del lotto nel 2019!

Per la gara MotoGP del Mugello i biglietti possono essere acquistati direttamente sul sito del circuito o su quello della Dorna.

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