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Moto usata, 20 tips per non sbagliare acquisto

Moto usata o nuova? Acquistare una moto è si­curamente un momento importante e come tale la scelta va fatta valutando attentamente alcuni fattori. Se ci si orienta sul nuovo ci sono parecchi vantaggi a cominciare dalla ga­ranzia della Casa costruttrice e dal fatto che non dovrebbe avere difetti o problemi dovuti all’uso precedente. La contropartita è che occorre avere un badget di spesa più elevato. E’ pur vero che alcuni costruttori propongo­no promozioni e sconti che fanno avvicinare il prezzo del mezzo nuovo a quello di una buona moto usata. Quindi, il primo consiglio che diamo, è quello di non scartare a priori l’ipotesi dell’ac­quisto del mezzo nuovo. Se dopo attenta valutazione si opta per l’usato, si aprono due differenti strade: rivolgersi ad un concessionario oppure andare sul mondo del privato. Due scelte differenti che portano altrettanti pregi e difetti. Il concessionario dovrebbe fornire la garanzia (se il mezzo non è in “conto vendita”) ma il prezzo, di contro, è più elevato. Dal privato invece si spen­de meno, ma non vi è la minima garanzia.

Potendo, quindi, è meglio rivolgersi o a un con­cessionario serio e conosciuto, oppure acqui­stare da un conoscente. Ovviamente ciò non esclude comunque la possibilità di imbattersi nel classico “bidone”. Per limitare allora i possibili danni, vediamo cosa possiamo fare, cominciando dai documenti.

1 E’ bene che la moto non abbia avuto più di due/tre proprietari e ciò lo si può vedere dal libretto di circolazione. Sempre su tale documento sono riportati i dati del veicolo (numero di telaio, di motore ecc…): verificare che corrispondano a quelli stampigliati sul mezzo. Non è infatti così difficile imbattersi in mezzi a cui è stato sostituito il propulsore con uno non corretto o il numero di telaio (lo trovate stampato sul canotto di sterzo, sotto al manubrio) non corrisponde a quello riportato sul documento. Numeri, quelli stampigliati, che si devono leggere bene e non devono essere abrasi o modificati.

2 Altra cosa da controllare avendo sempre in mano il libretto di circolazione, è la revi­sione, che va fatta fare dopo i primi quattro anni di vita della moto e successivamente ogni due. Se i tempi non sono stati rispettati, vuol dire che il veicolo o è stato usato non in regola con il codice della strada (segno quin­di di incuria e poca attenzione da parte del proprietario) oppure che è stato fermo per parecchio tempo. A seguito di un incidente? Per mancanza di tempo? Argomento che andrà approfondito. Ricordiamo a riguardo che se un mezzo è stato fermo per tanto, una volta rimesso in moto è più soggetto a perdite di olio dalle varie guarnizioni che con l’inutilizzo si possono essere seccate.

3 Rimanendo in tema di libretti, importante è quello che riporta i tagliandi ufficiali di manutenzione periodica. Se è presente ed è compilato correttamente, vuol dire che il proprietario ha seguito scrupolosamente le indicazioni della Casa costruttrice. Non prendetelo però come oro colato perché anche in questo caso si trovano libretti compilati “a posteriori”, con dati poco attendibili (date improponibili, chilome­traggi impossibili e timbri non ufficiali dei concessionari). Per avere maggior garanzia sui lavori e sulla manutenzione che è stata eventualmente fatta, si può provare a chie­dere di visionare le fatture.

4 Carrozzeria e telaio: sfrisi ed abrasioni in genere sono indice di uso e di piccoli inconvenienti; ammaccature e crepe di incidenti. La verniciatura e le eventuali cromature presenti devono essere brillan­ti. Se opache (o peggio c’è della ruggine) vuol dire che il mezzo è stato esposto agli agenti atmosferici (sole, acqua, vento) per parecchio tempo. Altro elemento che sta ad indicare incuria.

5 Manopole, contrappesi e leve: sono ottimi segnalatori dell’uso. Manopole molto con­sumate indicano ad esempio un uso intenso del mezzo. Non deve preoccupare invece se vi sono lievi graffi sui contrappesi. Sfiorando il muro del garage, della cantina o il cancello particolarmente stretto, è normale che si ri­ghino. Se sono presenti invece ammaccature, è segno che il mezzo è caduto a terra (magari anche solo da fermo) e potrebbe essersi stortato il manubrio. Ancor più preoccupan­te infine se sui contrappesi sono presenti vistosi e profondi segni di limatura irrego­lare. In questo caso è evidente che il veicolo è caduto mentre lo si stava utilizzando. Semplice scivolata con limitate conseguenze o incidente?

6 I dischi dei freni possono essere si un po’ consumati, ma devono comunque avere la superficie liscia e priva di colorazione tendente al blu in alcuni punti. Se presente, vuol dire che il disco si è surriscaldato parecchio a seguito o di un uso esasperato oppure di uno spessore ormai abbondantemente sotto la soglia minima di sicurezza. E per sostituire i dischi spesso occorrono delle cifre importanti. Quindi meglio che siano in ordine (anche perché ne va della sicurezza). Già che ci siamo controlliamo anche le pastiglie, che, se è vero che non hanno un costo esagerato, se non sono da cambiare, per il portafogli è meglio. Per i freni a tamburo invece è possibile verificare lo stato delle ganasce (per altro economiche da sostituire) osservando l’apposito indicatore solitamente presente
in prossimità della leva sul tamburo stesso.

7 Pneumatici: per legge occorre che lo spessore del battistrada sia superiore ad 1 millimetro. Il buon senso però ci dice che è meglio sostituirli prima quindi, fate bene i conti. Oltretutto gli pneumatici ci possono dare utili indicazioni dei chilometri reali percorsi. Verificare che siano della stessa marca e modello, privi di imperfezioni, tagli, screpolature, consumati in maniera regolare e che siano della misura (codici di velocità compresa) corretta. Misura che è riportata sul libretto di circolazione. Se la moto è ferma da tempo la gomma può aver perso le caratteristiche originali ed essere deformata. Va cambiata.

8 Sospensioni: gli steli della forcella e degli ammortizzatori devono essere lisci, di colore uniforme, senza rigature evidenti o ruggine e non devono esserci tracce di olio.

9 Trasmissione: se è del tipo a catena, questa deve avere la corretta tensione ed essere ben lubrificata. Secchezza, ruggine e tensione sbagliata (troppo molle o troppo tirata) sono come al solito indice di scarsa o scorretta manutenzione. I denti del pignone e della corona devono poi essere in buono stato e non deformati e consumati. Se invece la trasmissione è a cinghia, verifichiate che non sia screpolata e sfilacciata. Potendo, verifi­care sul libretto dei tagliandi o sulle fatture quando è stata cambiata. La trasmissione a cardano (ingranaggi) necessita di ben poca manutenzione; un cambio d’olio ogni tanto sarà sufficiente.

10 Impianto elettrico: controllare che tutto funzioni (luci, frecce, clacson, lampeggio, sensore di sicurezza del cavalletto, spie varie ecc..) e che la batteria si presenti pulita, senza crepe, rigonfiamenti, perdite di acido e con i morsetti belli puliti. Verificare anche che frecce, fari e comandi elettrici siano quelli originali e non after market per di più non omologati.

11 Impianto di scarico: non deve essere marcio, bucato e soprattutto deve essere quello originale o comunque omologato. Pena, al primo controllo da parte delle forze dell’or­dine, una multa o peggio il sequestro del mezzo magari appena acquistato.

12 Per concludere, verificate la presenza di eventuali accessori quali bauletti, fari, cu­polini ecc…: se omologati ed in buono stato, danno un piccolo valore aggiunto al mezzo; se no sono inutili orpelli a volte anche peri­colosi. Dopo queste verifiche statiche, è bene passare a quelle dinamiche.

Questi appena elencati sono quindi i principali controlli che è bene effettuare prima di acquistare un mezzo usato. Se ve la sentite ed avete un po’ di competenza, li potete fare voi; viceversa è bene affidarsi ad una persona di fiducia. Che non potete invece delegare, sono altri tipi di controlli e di elementi che devono essere valutati prima dell’acquisto, sia che stiamo trattando l’usato che il nuovo. E non sono elementi che derivano solamente dal nostro essere donna, quindi da fattori fisiologici. A quali ci rife­riamo? Al di là della bellezza e del colore, che sono soggettivi come vi abbiamo già detto per la scelta di una moto nuova (repetita iuvant), ci riferiamo all’altezza della sella, al peso, alla facilità di togliere e mettere il cavalletto centrale. Statisticamente par­lando, è vero che l’altezza e la forza di una donna è inferiore a quella di un uomo, ma non per questo gli elementi appena indicati valgono solo per noi. Anzi. Sono fattori che tutti dovrebbero verificare prima di decidere di procedere all’acquisto. Se no si rischia di comprare una moto solo perché piace ma poi la si lascia ferma in quanto non si riesce ad utilizzarla. Non fermiamoci allora al solo aspetto estetico.

13 L’avviamento del motore deve essere imme­diato, senza esitazioni. Non devono esserci rumori anomali e tutte le spie della strumen­tazione, precedentemente verificate, devono ora spegnersi.

14 Una volta in movimento, la moto non deve “tirare” né a destra né a sinistra. Deve andare dritta. Se così non è, potrebbe avere il telaio storto a seguito di un incidente o gli pneu­matici deformati.

15 Se è presente l’ABS, deve funzionare. Sconta­to? No, perché purtroppo a volte capita che il prezioso sistema si guasti e per evitare di spendere soldi, magari proprio in virtù del fatto che si vuole vendere la moto, lo si lascia così e si provvede ad eliminare la spia che segnala l’anomalia.

16 94 Altezza della sella. Il dato di per se, che possiamo farci dire dal venditore o leggere sui vari moto cataloghi, è importante, ma ancor di più è poter salire sulla moto e provare a mettere i piedi per terra. Verificare di appoggiarli bene così da poter garantire anche una buona stabilità quando ci si ferma e magari si fa salire un passeggero. A tal proposito, se fra i vostri obiettivi vi è anche quello di scarrozzare l’eventuale figlio, controllate che riesca a stare seduto comodamente e soprattut­to correttamente, con tanto di piedi appoggiati

17 Posizione di guida: sembrerà una banalità, ma presi dall’entusiasmo di acquistare il mezzo, spesso non ci si fa caso. Anzitutto, quando si va a provare una moto anche solo staticamente, è bene non indossare vestiti o gonne e scarpe con i tacchi, che limitano i movimenti. In secondo luogo, la posizione di guida cambia notevolmente da moto a moto, da modello a modello. Quindi, valutate bene che la seduta sia comoda, che le braccia abbiano una posizione naturale, che le gam­be ed i piedi non urtino componenti della motocicletta spigolosi o caldi e che abbiano una piega poco stancante.

18 Piccoli spostamenti: dopo aver valutato la posizione di guida, stando sempre seduti, proviamo a fare delle piccole manovre (a mo­tore spento) muovendo avanti ed indietro, a destra ed a sinistra la moto, così da renderci conto se il peso è elevato o meno. Anche in questo caso, il dato sulla carta è importante, ma lo è ancor di più il verificarlo nella pratica quotidiana. A volte un veicolo è più pesante di un altro ma il peso è meglio distribuito tanto da farlo sembrare più leggero.

19 Cavalletto: provare per alcune volte a met­tere la moto sul cavalletto centrale e poi a toglierlo. Ci riuscite bene? Ottimo. Non ci ri­uscite perché sbagliate i movimenti, che non sempre sono semplici ed intuitivi? Riprovate, facendovi consigliare dal venditore sul come fare. Non ci riuscite? Forse il mezzo è troppo pesante o ha il leveraggio del cavalletto stu­diato male quindi, è meglio lasciar perdere.

20 Concludiamo questa carrellata di consigli con un quesito, che potrebbe anche essere la provocazione iniziale: che moto acquistare? Dipende dai gusti e dall’utilizzo. Non ferma­tevi però al solo modello alla moda. La moda, volendo, la potete “lanciare voi”.

Detto ciò, la scelta è ampia, molto ampia. La volete che ripari dalle intemperie? Di base la moto è poco protettiva, ma ci sono alcuni modelli carenati, che hanno solita­mente cilindrate, peso e dimensioni elevate, che riparano parecchio. Dovete trasportare sacchetti e bagagli? Rispetto ad uno scooter, la capacità di carico è sicuramente minore, ma la si può aumentare montando borse e bauletto. Insomma, fra moto da turismo, sportive, carenate, nude, da fuoristrada e scrambler, ce n’è per tutti i gusti. Per non parlare della cilindrata: si va infatti dai 50 cc dei ciclomotori ai 2300 cc della Triumph Rocket III (per non citare l’esagerata Boss Hoss di 6200 cc!!).

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