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Leoni da tastiera e la moto: i social valvola di sfogo di motociclisti da camera

Il pensiero del viaggiatore Massimo Ferrara sull’abuso di social di quelli che, leoni da tastiera, di km in moto spesso ne fanno davvero pochi

Quando ho iniziato ad andare in moto, e sono passati circa 1.100.000km, i social network non esistevano: si parlava di moto al bar, al passo tra amici e compagni di merende e avevo già intuito che c’erano le fazioni di tifosi di una marca, di un modello oppure di un particolare utilizzo della motocicletta.

Raramente i nostri motociclisti si mischiano, come ad esempio accade in Germania, dove non é raro vedere un GS che viaggia con un amico harleysta e cose simili. Da noi si vedono gruppi di sole Harley o sole BMW.

Motosocial: quando non sono in sella navigo come tutti tra i vari forum, sono iscritto praticamente su tutti, sopratutto quelli dedicati alla moto possedute (o sognata, come ho avuto spesso modo di verificare), ma sempre di più mi rendo conto che la moto, che è la passione comune di tutti noi, invece di unire, divide! 

Alcuni esempi: avevo la 990, la vendo per la Stelvio, lo scrivo sul forum specifico e mi danno del pazzo, poi se cambi la Stelvio con una 990, di nuovo, ora sono i guzzisti a dirmi: “Ci hai tradito!!” ( io non ho mai tradito nessuno, la Guzzi è e sarà sempre nel mio cuore, ma il mio spirito avventuroso mi porta spesso a cercare nuove esperienze), poi via la 990 per una ST 1200: “Vendi un capolavoro per un cesso pesante”, poi via la ST 1200 per la Tiger 800: “ Come puoi cedere la miglior moto sul mercato per una motina” e via ogni volta che cambio moto.

Triumph Tiger 800 XC

Con queste esperienze ho paura di scrivere qualche pensiero sulle moto che compro e vendo, la tentazione è di tenerlo nascosto. Poi però quando sento dire dagli amanti di un modello, che la tua ha un sacco di problemi ci ricasco e mi lascio trasportare … “ Ma tu che moto hai?” … “Non questa ok ma allora di cosa parli?” … “Me l’ha detto: un amico, l’amico di un amico, il mio meccanico”. E poi … “c’è una moto come la tua che ha questo e quel problema”. Questa la fantasia del web, il motosocial è il terrorismo psicologico del web.

Io amo internet, é fantastico, trovi tutto, e poi mi chiedo: “sarà vero?”

Nel tempo ho affinato una strategia di filtro: prendo una ventina di pareri e faccio una media matematica. È evidente che l’obbiettività non regna sovrana nel web, e dobbiamo difenderci di leoni da tastiera.

Il GS su internet è un caso a parte perché … o è il top … o è la moto piu’ brutta e piena di problemi che esiste al mondo. Io pur non amando il GS nelle varie versioni, non sono d’accordo: non mi piace il telelever, sono assuefatto dalla sospensione normale con forcella, instauro con questa un feeling eccezionale ed ogni volta che provo un GS ( ne ho provati tanti, anche per molti km), pur trovandole ottime moto, non mi ci trovo … e allora cosa debbo scrivere? Che è un cesso? Che non si guida? Che si rompe ogni 100km, e questo … solo perchè non è la mia moto?

No, con obbiettività ne riconosco pregi e difetti, ad esempio è solo grazie a BMW, che la categoria delle maxienduro Touring, è diventata cosi completa: maxiserbatoio, gadget, borse ed accessori dedicati, in pratica, BMW ha tracciato la via per tutti.

La GS1200 Adventure di BMW, modello 2017
La GS1200 Adventure di BMW, modello 2017

Per esempio io ho i miei personali leoni da tastiera denigratori seriali, che non riescono ad accettare che si possa possedere una KTM 1290 senza viverla ready to race, ma godendosela ready to travel, anzi slow travel, perche’ raramente ho superato i 5000 giri con questa moto e nonostante tutto, mi piace tanto ( certo se KTM domani ne fa una uguale, con il motore 1050 da 95cv, la compro sicuro).

In internet non sei un vero uomo o un vero motociclista se non impenni e se non derapi.

E per ultimo l’argomento più interessante è sui costi di gestione: si parla di gomme … “Durano 5000km!”, “Veramente io ci faccio 14.000km e ne avanza” “No! E’ impossibile”; sui consumi … “Vabbe’, quanto consuma, al massimo ci fai 12”, “Veramente io faccio spesso i 19”, “Allora guidi come un novantenne”.

Siamo un “branco” disunito, mi piacerebbe vedere più unità nel movimento dei motociclisti, e il web potrebbe, no anzi, dovrebbe essere un luogo in cui condividere la passione, non il luogo dove dar sfogo alle proprie rabbie e frustrazioni.

Dico no agli sfottò senza vera ironia, dico sì ad una nuova era di motomuniti del web responsabili, i motosocial

Viva la moto! Viva i viaggi in moto

Il viaggio in chiave USA, slow emotion
Il viaggio in chiave USA, slow emotion

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