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Marchio di qualità europeo per i corsi di guida sicura. Italia al palo

Marchio europeo di qualità

Il marchio di qualità europeo per i corsi di guida sicura per motociclisti è stato “riconosciuto” Il 4 aprile 2019, dal commissario europeo per i trasporti Violeta Bulc. Una iniziativa che nasce in Germania anni fa. In Italia si erano mosse ANCMA ed FMI, ma poi tutto si è arenato su qualche tavolo del Ministero dei Trasporti… E ora ci viene calato dall’alto fatto da altri. E chi vorrà certificarsi dovrà pagare.

Il marchio di qualità europeo per i corsi di guida sicura ha avuto l’investitura del commissario europeo per i trasporti. Violeta Bulc, infatti, in occasione dell’inizio della bella stagione, ha  indirizzato un video messaggio ai motociclisti. Li ha incoraggiati  «ad adottare un approccio responsabile al motociclismo. E a prendere parte volontariamente e con regolarità a dei corsi avanzati sulla guida sicura».

Marchio europeo di qualità

Violeta Bulc ha poi sottolineato che: «L’Europa offre alcuni programmi di formazione di alta qualità». E che il marchio di qualità europeo per la formazione dei motociclisti aiuterà gli stessi «a identificare i migliori corsi di formazione sulla guida sicura in moto disponibili in Europa».

«Siamo grati che il marchio europeo di qualità per la formazione in motociclismo — ha concluso la Bulc — sia stato istituito. Questo risponde alla nostra richiesta di impegni volontari».

Un marchio istituito dall’Associazione Europea dei Costruttori (ACEM) e dal DVR , il consiglio tedesco per la sicurezza stradale.

Riportiamo anche la dichiarazione di Stefan Pierer, Presidente di ACEM, l’Associazione europea dei costruttori di motocicli e CEO (Chief Executive Officer) di KTM.

«Siamo lieti che il marchio di qualità europeo per la formazione dei motociclisti abbia il sostegno del commissario europeo per i trasporti. Una formazione post-patente di qualità sicuramente aiuta i motociclisti a migliorare le loro capacità di guida. Può inoltre rendere la loro esperienza non solo più piacevole ma anche più sicura. Questo marchio, che fa parte della strategia di sicurezza a lungo termine del settore, avrà sicuramente un impatto molto positivo sulla sicurezza dei motociclisti in tutta Europa».

Uno schema di certificazione aperta a cui qualunque organizzazione può chiedere di aderire.

Il marchio di qualità europeo per la formazione dei motociclisti è una certificazione aperta a una vasta gamma di organizzazioni con sede in Europa che offrano formazione avanzata in materia di sicurezza. È stato lanciato nel 2015 da ACEM e DVR, il Consiglio tedesco per la sicurezza stradale. Ha lo scopo di aiutare i motociclisti a identificare programmi di formazione post-patente di alta qualità in tutta Europa. Successivamente, la Federazione Internazionale di Motociclismo, FIM, ha aderito al partenariat. E infine il consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti, ETSC, ha fornito il proprio sostegno.

Ad oggi sono stati certificati un totale di 28 programmi di formazione di guida sicura post-patente per motociclisti in Svezia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Austria e Germania. E ulteriori domande sono in corso di valutazione.

Non c’è la firma dell’Italia in questo marchio. Perché? Perché il Ministero dei Trasporti sta ancora pensando se dare o no appoggio alle proposte di ANCMA ed FMI.

Come avrete capito, l’Italia è fuori da questo meccanismo. La cosa è paradossale, visto che ANCMA (L’Associazione Nazionale Costruttori Moto e Accessori) è il maggior contributore di ACEM.

Ci siamo chiesti come sia stato possibile che l’iniziativa della creazione (e gestione) di questo marchio, abbia preso le mosse dalla Germania e… lì sia rimasta.
In realtà, secondo le nostre informazioni, ANCMA ed FMI (Federazione Motociclistica Italiana) già tre anni fa aveva presentato ad ACEM una loro proposta congiunta per collaborare all’istituzione di questo protocollo. E in contemporanea ANCMA ed FMI avevano avviato una fase di sperimentazione su tutto il territorio nazionale. Sperimentazione dalla quale era scaturito un documento con la proposta di protocollo tecnico. Questo documento è stato presentato al Ministero dei Trasporti, per ottenere l’appoggio necessario per poi discuterlo in sede ACEM. Ci sono state diverse riunioni al Ministero, e per richiesta proprio del ministero il protocollo predisposto era stato anche uniformato alle esigenze del mondo auto, perché il Ministero voleva un protocollo unico.

Risultato? Il protocollo che ANCMA ed FMI volevano presentare in ACEM è fermo a prendere polvere in qualche ufficio ministeriale da almeno due anni. L’Europa non ci aspetta, e quindi si è affidata ai tedeschi.

Per il momento siamo alla pura filosofia, ma se l’UE renderà obbligatori questi corsi, allora il business sarà tutto per chi controlla la cosa…

In definitiva, se oggi una scuola che fa formazione di guida sicura vuole il bollino europeo deve adeguarsi al protocollo scritto dai tedeschi. E pagare per ottenere la certificazione (fra l’altro bisogna pagare anche le visite ispettive pre e post certificazione).

Al momento, visto lo scarsissimo interesse che i motociclisti italiani dimostrano per i corsi di guida sicura, stiamo parlando del nulla… Ma se un domani i tedeschi convinceranno l’UE a rendere obbligatori questi corsi? Naturalmente si scatenerà una corsa al marchio europeo! E provate a pensare chi guadagnerà da tutto questo…

Per maggiori informazioni (https://motorcycle-training-label.eu/) .

Video message from the Commissioner for Transport Violeta Bulc

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