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MAG. I CENTUARI INGLESI CONTRO IL DIVIETO AI MOTORI TERMICI

I membri del Motorcycle Action Group (MAG) hanno contestato il divieto di vendita dei veicoli a combustione interna che il governo inglese vuole implementare dal 2040 perché la ritengono una politica di trasporto non realizzabile e irrealistica

Il MAG è il gruppo britannico di azione motociclistica, membro della Federation of European Motorcyclist Associations, che promuove iniziative per la sicurezza, l’indipendenza e i diritti dei motociclisti. Rappresenta i motociclisti inglesi nelle sedi governative locali e nazionali, lavora insieme a politici e funzionari governativi pur essendo indipendente da qualsiasi partito politico o ideologia.

Logo Motorcycle Action Group

Lo scorso 28 settembre il MAG ha organizzato a Dewsbury, West Yorkshire, Inghilterra, la 45a conferenza annuale durante la quale è stata discussa la decisione unanime del governo inglese di attuare dal 2040 il divieto di vendita dei veicoli a combustione interna. Durante la conferenza sono state discusse e votate alcune proposte formulate dall’ex presidente nazionale MAG Neil Liversidge, votate a grande maggioranza a favore della libertà di scelta del trasporto personale e di un sistema di trasporto integrato valido sotto il profilo sociale, economico e ambientalista. La maggioranza ha respinto innanzitutto il divieto della vendita di veicoli a combustione interna dal 2040 o qualsiasi divieto analogo in qualsiasi altra data; rifiuta l’idea di elettrificare tutti i veicoli nel Regno Unito schierandosi a favore della libertà di scelta individuale; sostiene l’elettrificazione e il miglioramento di una rete di trasporto pubblico accessibile che scoraggi l’utilizzo del trasporto privato. Si è inoltre opposta all’introduzione di veicoli completamente autonomi sulle strade inglesi poiché ritiene che non saranno mai sufficientemente sicuri (e i test lo dimostrano) in un ambiente stradale che prevede la presenza di motociclisti e ciclisti. Durante la conferenza è stato riaffermato il ruolo centrale dei motoveicoli come trasporto a combustibile fossile più efficiente e meno inquinante.

A conclusione, Liversidge ha dichiarato: «Accettiamo che i trasporti debbano cambiare a causa dell’elevata densità di popolazione del Regno Unito, ma vietare i veicoli a combustione interna non è il modo migliore per farlo. Occorre un sistema di trasporto pubblico adeguato che consenta alle persone di scegliere quale veicolo utilizzare per i propri spostamenti, e di mantenere le proprie biciclette, motociclette, auto e stile di vita. Si parla molto del rispetto delle diverse culture: anche noi motociclisti abbiamo la nostra cultura e chiediamo sia rispettata. I veicoli a combustione interna hanno apportato enormi benefici a milioni di persone mentre i veicoli elettrici non potranno mai fare altrettanto».

Al Vespa World Days 2019 erano presenti numerosi esemplari d’epoca

Non possiamo che schierarci a fianco dei motociclisti inglesi del MAG perché siamo convinti che i soli veicoli elettrici non miglioreranno la mobilità, né tanto meno l’ambiente.

Tutte le Case motoristiche (produttrici di auto e motoveicoli) si sono già dichiarate favorevoli all’elettrico e si stanno impegnando a convertire le proprie produzioni in questa direzione, ma nessuna ha ancora affrontato il problema dello smaltimento delle batterie elettriche esauste.

Si farà come le scorie radioattive seppellite per sempre nei fondali marini o sotto i pascoli? O come le plastiche riversate nei mari e nei fiumi, assassine della flora e della fauna ittica?

E dove andrà a finire la nostra cultura motociclistica, vanto di un Paese ricco di storia e di una passione molto diffusa, che tiene vivo l’interesse verso il passato? Ci riferiamo alla passione di coloro che possiedono moto d’epoca (e sono numerosi!) e frequentano i mercatini vintage per trovare i ricambi originali e le varie testimonianze di una storia della motocicletta lunga più di un secolo.

BMW del 1918 al Concorso Eleganza di Villa d’Este

I poteri forti che decidono del futuro della moto dimenticano che la moto non è quell’anonimo veicolo di trasporto che consuma poco, occupa poco spazio e permette di scorrazzare in mezzo al traffico per arrivare in tempo al lavoro.

La moto è un veicolo che regala sogni.

Quando si viaggia in sella tutto assume un’altra dimensione: il mondo, la gente, tutto cambia in meglio. Lo stato d’animo diventa leggero e durante il percorso, la gita, il viaggio, il giro in pista, i problemi si allontanano. Se poi la si vive in compagnia, non esistono più differenze sociali perché è la passione comune a cancellarle. Per non parlare del rispetto che esiste tra i viaggiatori di lunga percorrenza, che hanno girato e conosciuto il mondo in sella alla moto, spinti dalla curiosità e dal desiderio di conoscere realtà diverse, più evolute o più semplici, e forse proprio per questo, più vere. E di chi vive la moto come una bandiera filosofica e sociale, che sventola in nome della solidarietà con chi è più debole, o che vive la propria passione come profonda conoscenza del mondo motociclistico.

Cancellare tutto questo con un colpo di spugna ‘elettrico’ non è proprio possibile. Fanno bene i motociclisti inglesi del MAG a unirsi e osteggiare l’elettrico che avanza dimostrando così di non dimenticare la propria storia motoristica. 

E a noi vanno bene le regole imposte dalla società civile e dai poteri forti?

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