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“LIVE THE MOTION”, la Sicilia sbaraglia il Politecnico di Milano

Live the Motion. La sfida per il futuro delle nuove generazioni, fatta di alte competenze e di azioni ispirate alla sostenibilità (ambiente, salute e sicurezza) oggi vede i nostri giovani viaggiare e spostarsi per conoscere le realtà vicine, i contesti più complessi e l’intero mondo per crescere, maturare e raggiungere nuove dimensioni della conoscenza finalizzate a un’azione sempre più consapevole. Muoversi è diventato un bisogno reale – e non soltanto virtuale – sempre più̀ impellente per l’evoluzione dell’umanità̀. Non a caso la mobilità ormai è sinonimo di sviluppo sociale e culturale di tutti i Paesi del Nord del mondo e delle loro nuove generazioni. I veicoli in circolazione sono destinati ad aumentare nei prossimi anni fino a raggiungere il miliardo e mezzo nel 2020. Una delle più grandi sfide della modernità è quindi quella di cercare nuove soluzioni che aumentino la sicurezza e riducano il rischio di incidenti. Anche per questo è necessario pensare a una mobilità sempre più̀ sicura, pulita, ecosostenibile, accessibile e piacevole.

live the motion

Per cogliere la sfida del futuro Michelin ha deciso di coinvolgere le Università – laboratori di eccellenza di idee e di creatività ed ha dato vita al progetto “Live the Motion

Il contest si è sviluppato in due fasi. La prima fase, “scatta e vola”, sviluppata sul web e sui social, ha visto ragazzi dai 19 ai 25 anni sfidarsi attraverso degli scatti che esprimessero la propria idea di mobilità sicura. Le foto postate sui propri canali social, Instagram e Facebook con l’hashtag “#bastameno”, sono state caricate dai concorrenti sul sito del concorso – www.livethemotion.it – tra il 7 maggio e l’ 8 giugno. I quattro vincitori si sono aggiudicati un viaggio di quattro notti per due persone a Barcellona, Londra o Santorini.

La seconda parte del contest si è svolta nel mese di novembre ed ha visto la partecipazione di team di studenti di tre università italiane (i Politecnici di Milano e Torino e l’Università degli Studi di Palermo) in diversi hackathon dal tema “Mobilità a incidenti zero: sicurezza a bordo veicolo e su strada”.

La gara di creatività e pensiero divergente è partita l’8 novembre a Torino, con la “sfida delle idee” su mobilità e sicurezza. Gli studenti del Politecnico si sono sfidati in una vera e propria maratona sul tema della “Mobilità a incidenti zero: sicurezza a bordo veicolo e su strada”. In un solo giorno i partecipanti sono stati coinvolti in un’intensa attività progettuale alla fine della quale hanno presentare le idee più innovative per il futuro della mobilità sicura. Durante la giornata gli studenti hanno avuto la possibilità di relazionarsi con esperti di diverse discipline che con loro hanno vissuto “l’esperienza” nella veste di tutor.

Il contest è proseguito successivamente con la sfida tra il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Palermo su mobilità a emissioni zero. Gli studenti milanesi e palermitani si sono sfidati sul tema della “Mobilità urbana sicura a emissioni 0: tecnologie, equipaggiamenti e strumenti”. L’altra grande sfida che riguarda la mobilità, infatti, è la sostenibilità: i veicoli del futuro dovranno avere un ridotto impatto ambientale, fino ad arrivare al traguardo delle emissioni pari a zero.

La gara ha previsto una seconda selezione che si è svolta all’interno del Politecnico di Milano, il 20 novembre, e poi una terza ed ultima che ha avuto luogo all’Università degli Studi di Palermo, il 22 novembre. Queste semifinali hanno consentito alla giuria di scegliere quattro team (composti da uno fino a un massimo di tre persone ciascuno) che sono andati in finale.

I finalisti si sono sfidati il 29 novembre a Palermo, in una gara conclusiva e aperta al pubblico, in cui hanno presentato i propri progetti in un tempo massimo di 5 minuti (nella modalità del pitch event).

Il team dell’Università di Palermo – composto da Alessandro Augello, Francesco Pravatà e Giorgio Gullo – si è aggiudicato il premio Michelin e i finanziamenti per realizzare il proprio progetto.

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I fantastici 3! Alessandro Augello, Francesco Pravatà e Giorgio Gullo, il team che ha vinto Live the motion ’18

Il team palermitano ha progettato un sistema che sfrutta le proprietà ottiche di led, che lavorano nel campo degli infrarossi, per monitorare lo stato del pneumatico, ottenendo informazioni su elasticità della gomma, interazione tra gomma e terreno e numero di giri reali del pneumatico. Questo monitoraggio permette di ottenere un impatto positivo sulle emissioni. Accoppiando i dati del Tire Fit-Bit con opportune tecniche di controllo, è infatti possibile diminuire i consumi sia di carburante sia del pneumatico stesso, oltre a contribuire alla sicurezza della guida.

L’evento finale, moderato da Valerio Berruti, capo redattore Auto Motori de La Repubblica, ha visto la partecipazione di esperti della mobilità e di rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle università: Iolanda Riolo, Assessore all’Innovazione e Mobilità del Comune di Palermo, Valerio Sonvilla, Responsabile Prodotto Auto e Trasporto leggero della Michelin Italiana, Stefano Corgnati, Vice Rettore per la Ricerca del Politecnico di Torino, Tommaso Gecchelin, CTO e inventore di NEXT Future Transportation, che da Singapore ha mandato il suo video messaggio ai partecipanti.

L’evento si è concluso con la premiazione del progetto vincitore selezionato dalla giuria, composta da Marco Beccali, dell’Università degli Studi di Palermo, Eleonora Perotto del Politecnico di Milano, da Valentina Romano del Politecnico di Torino e Valerio Sonvilla della Michelin Italiana.

Per Motospia Abbiamo incontrato i “fantastici tre”, ancora euforici ed emozionati per il successo nella sfida che si è conclusa il 29 novembre.

GIORGIO GULLO, 22 anni, che vive a casa con i genitori e un fratello più piccolo, è fidanzato con una stupenda ragazza di nome Ylenia. È anche un capo scout e nel tempo libero gli piace andare in palestra e stare con gli amici con cui è cresciuto e continua a crescere.

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Giorgio Gullo

Giorgio, a che punto sei con gli studi e quali sono le discipline che ti affascinano maggiormente?

Sono laureato in Ingegneria Cibernetica (corso triennale del dipartimento di energia, dell’informazione e dei modelli matematici DEIM) e attualmente inscritto alla facoltà di Ingegneria elettronica con curriculum “Meccatronica” all’università degli studi di Palermo. Ho scelto questo indirizzo perché mi affascina il settore automobilistico, la robotica, o comunque l’automatica in generale. Anche per questo mi sono trovato subito bene con i miei colleghi Alessandro e Francesco, con i quali ho cominciato a lavorare già dai primi tempi della triennale, supportati e sopportati dai professori del corso, in particolare il prof. Adriano Fagiolini che con grande dedizione e competenza ci ha accompagnato nel corso degli studi e il prof. A. Busacca grande sostenitore degli studenti”.

Se pensi al tuo futuro, come ti vedresti tra qualche anno?

Con idee nuove mi piacerebbe molto riuscire a trovare un posto nel mercato che al giorno d’oggi è diventato molto competitivo, anche se il settore in cui abbiamo deciso di spenderci è molto grande e in via di sviluppo. O comunque vorrei tanto lavorare nel settore automotive e motociclistico”.

Cosa pensi che farete con i diecimila euro vinti?

Sicuramente porteremo avanti il progetto presentato all’evento Michelin “Live The Motion”, non escludendo la possibilità di collaborare con l’azienda promotrice”.

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Francesco Pravatà

FRANCESCO PRAVATÀ, 22 anni compiuti il 9 novembre, è nato e cresciuto a Palermo. Si definisce un ragazzo molto socievole a cui piace stare in compagnia e lavorare in gruppo, allegria e simpatia sono i suoi punti forti! È fidanzato da quasi 3 anni con una splendida ragazza che lo sta praticamente accompagnando per tutta la sua carriera universitaria e con la quale condivide tutti i traguardi che sta raggiungendo. Tra i suoi hobby c’è sicuramente lo sport, sin da piccolo infatti è sempre stato dedito al nuoto tanto che ha ottenuto anche titoli regionali. Entrato all’università, con suo dispiacere è stato costretto ad abbandonare l’agonismo per dedicarsi di più allo studio, ma continua a tenersi in forma attraverso il nuoto.

Francesco, nella tua vita…. due o quattro ruote?

Per me lo scooter è vitale, soprattutto in una città caotica come Palermo! Compiuta la maggiore età mio nonno mi regalò uno scooter Fly 125 della casa Piaggio che, per quanto possa essere ignoto. regala molte soddisfazioni. Spero, in futuro, di passare ad una cilindrata superiore proprio perché il motociclismo mi ha sempre appassionato, il mio sogno nel cassetto da qualche anno a questa parte è l’Africa twin 1000, adoro lo stile adventure!”

Cosa mi dici del tuo rapporto con lo studio?

Mi sono appena laureato (nell’ottobre di quest’anno) in ingegneria cibernetica – meccatronica. Attualmente sono iscritto alla Laurea magistrale di ingegneria elettronica – meccatronica. Questa è proprio una delle magistrali più quotate nella scuola politecnica e in particolare al DEIM (Dipartimento di Elettronica, Informatica e Modelli Matematici) per il semplice fatto che è la facoltà con la maggiore percentuale di occupazione lavorativa post-laurea. Le materie del corso che mi piacciono maggiormente sono quelle inerenti alla robotica e all’automatica delle automotive: nell’imminente futuro prenderanno campo, secondo me, in maniera esponenziale.

All’università, soprattutto negli ultimi anni abbiamo avuto professori veramente meritevoli anche se tra tutti sono molto grato all’ingegnere Adriano Fagiolini, nonché il mio relatore della tesi triennale e professore della materia che più mi ha affascinato finora: Robotica Mobile. Un’altra colonna portante della magistrale è il professore Alessandro Busacca, colui che ci ha messo a corrente dell’evento Michelin e che ci ha accompagnati durante questo percorso. Un ringraziamento speciale va a mio fratello Agostino, più grande di me di 6 anni, perché il suo percorso universitario e lavorativo mi ha dato la motivazione giusta per affrontare al meglio lo studio”.

 E il tuo rapporto con i tuoi due compagni di viaggio?

Il nostro sodalizio dura ormai da 3 anni, ci siamo conosciuti al primo anno della triennale ma abbiamo legato e creato questo solido gruppo l’anno seguente. Insieme riusciamo a rendere tanto, siamo una squadra forte, compatta e sono certo che raggiungeremo notevoli traguardi! Il mio sogno è quello di lavorare nell’engineering di qualche azienda automobilistica rinomata, portare innovazioni e crescere a livello aziendale”.

Chi di voi tre è il più “matto” e chi il più pacato?

In comune accordo abbiamo decretato che tra i tre il più pazzo sono io mentre Giorgio e Alessandro compensano con la loro calma”.

 

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Alessandro Augello

ALESSANDRO AUGELLO, è di Sciacca (AG), il 19 febbraio compirà 23 anni, vive con i suoi genitori e per frequentare le lezioni risiede anche Palermo.

Attualmente non è fidanzato; nel tempo libero, quando è possibile, gli piace fare le immersioni; infatti spera di prendere presto il brevetto da sommozzatore.

Anche Alessandro è laureato in ingegneria cibernetica curriculum meccatronica e attualmente frequenta il primo anno della Laurea Magistrale in ingegneria elettronica curriculum meccatronica.

Alessandro, cosa più ti affascina dei tuoi studi?

La disciplina che maggiormente mi affascina è la robotica e tutto quello che riguarda l’automazione.

Ho avuto la fortuna di conoscere diversi mentori nell’arco di tutta la carriera universitaria grazie alla disponibilità che hanno offerto i docenti dell’università degli studi di Palermo, mentori di tutti e tre noi.

Ma ciò che mi ha dato e mi dà ancora moltissimo è la collaborazione con Giorgio e Francesco: è iniziata sin dal primo anno di università e non si è limitata solo al progetto presentato per l’evento Michelin”.

Avete già un contratto con Michelin?

Con i diecimila euro vinti svilupperemo e brevetteremo il progetto con la quale abbiamo vinto il concorso sperando di riuscire a concretizzarlo e vederlo integrato in tutti i mezzi su strada.

Di certo non siamo passati inosservati agli occhi della Michelin, comunque no, ancora non abbiamo un contratto. Abbiamo avuto comunque modo di fargli vedere i frutti del nostro corso di studi ai fini dell’innovazione, sicurezza e impatto ambientale”.

Come ti vedi tra qualche anno? Ricercatore? Carriera universitaria? Inventore? Manager d’azienda?

Per il futuro auspico di riuscire a intraprendere una carriera all’interno di un importante azienda e di riuscire a dare il mio contributo nella ricerca dello sviluppo aziendale e chissà…. un giorno diventare anche manager, è il mio sogno nel cassetto!”

Parliamo un po’ dell’evento che vi ha visti sfidare gli studenti del Politecnico di Milano.

GIORGIO: “Il pitch è stato presentato da tutti e tre attraverso un PowerPoint. Il contest è cominciato con vari interventi, da parte della commissione, attinenti al tema dell’evento, seguiti dalla presentazione dei progetti dei quattro team finalisti. Al seguire la premiazione: un momento molto emozionante in cui abbiamo visto realizzarsi un obiettivo importante che ha segnato l’inizio di un percorso che speriamo ci porti al brevetto di questa idea nell’arco di un anno circa”.

Entriamo nel cuore della vostra ricerca. Come sono state le vostre giornate di ricerca? (studio sui testi, brainstorming, discussioni….)

FRANCESCO: “Quella presentata è un’idea progettuale, venuta fuori durante delle discussioni riguardo l’elemento che più incide sulla sicurezza stradale e sull’inquinamento. Dalle ricerche fatte abbiamo capito che questo era proprio lo pneumatico, e che quindi bisognava trovare un modo per monitorare il suo stato. Così è nato il “Tire FIT-BIT”.

Con quali strumenti si può monitorare lo stato del pneumatico, ottenendo informazioni su elasticità della gomma, interazione tra gomma e terreno e numero di giri reali del pneumatico? Mi spiegate meglio la vostra ricerca?

ALESSANDRO “Tire fit bit è un sistema che sfrutta le proprietà ottiche di un raggio luminoso a infrarossi; questo raggio, venendo riflesso dalla gomma in movimento, varia le proprie grandezze caratteristiche, dandoci informazioni sull’interazione tra gomma e terreno a prescindere dalla conoscenza delle condizioni di quest’ultimo. Sfruttando la periodicità con cui saranno eseguite le misure sarà possibile contare il numero di giri.”

In che senso la vostra scoperta influisce sulla sicurezza della guida?

FRANCESCO: “Tutti questi parametri, potranno essere visualizzati dal guidatore, aiutandolo nella scelta dello stile di guida più adatto alle condizioni attuali della gomma rispetto al terreno, e avvisandolo quando lo pneumatico presenta delle criticità tali da non poter garantire la sicurezza nella guida. Inoltre i dati ottenuti dal sensore potrebbero essere utilizzati per migliorare i sistemi di sicurezza già esistenti”.

Da motociclista sono molto interessata a capire se questi dispositivi potrebbero far parte di una strumentazione di bordo, fornire un feedback a chi guida e consentire così una guida che diminuisca i consumi di carburante e degli pneumatici stessi….

GIORGIO: “Il consumo della ruota e del carburante dipende molto dallo stile di guida, quindi queste informazioni visualizzate attraverso display o altri modi possibili, diminuirebbero i consumi per questo motivo, oltre al fatto che si potrebbe intervenire sulla mappatura della centralina automaticamente, ottimizzando il rapporto prestazioni consumo, non trascurando assolutamente la sicurezza come già detto prima”.

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I fantastici 3!

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