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L’elettrico a 360° – un mese di auto elettrica

L’elettrico a 360° – un mese di auto elettrica

Ci sono due doverose precisazioni da fare prima di descrivere quest’ultimo mese: io decisamente non sono il tipo di persona che è abituata ad abbronzarsi con la spia della riserva, come invece fanno in tanti. Questo, e lo dice già il nome, è un sito dedicato alle moto. La crescita esponenziale del settore elettrico della mobilità ha richiesto però un test più ampio, quindi oggi vi racconto di un’esperienza diversa dal solito.
Dato che ho in agenda già un long test con Zero Motorcycles e diversi test con scooter e altre moto elettriche ho approfittato della disponibilità degli amici della Burgio Carri S.r.l. ed ho guidato esclusivamente mezzi elettrici (a quattro ruote) per un mese esatto. Volevo capire come ci si sentisse a strettissimo contatto con quella che è diventata prassi chiamare “la mobilità del futuro”, anche se solo lo sviluppo tecnologico dei prossimi anni saprà confermare o smentire questo titolo.
Auto elettrica, si parte!
Molto gentilmente alla Burgio Carri hanno messo a mia disposizione un Renault Kangoo Z.E., una Nissan Leaf ed un Nissan e-NV200. Tre scopi diversi, tre allestimenti e tre diverse anime per tre differenti opinioni al riguardo.

In breve:
Auto elettrica Renault Kangoo Z.E.: decisamente il prodotto meno maturo. Come il Nissan e-NV200 è stato allestito partendo da una base preesistente, col risultato di avere tanto spazio ma tanti dettagli poco curati, ed un’autonomia davvero bassa. Coi 100 km e poco più che mi ha consentito con la singola carica mi ha messo in difficoltà in alcuni momenti, è da considerare per un utilizzo familiare/lavorativo prettamente cittadino. La versione che ho avuto modo di provare è la 5 posti, era disponibile anche la 2 posti con vano di carico separato.

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La Renault Kangoo

Auto elettrica Nissan Leaf: unica auto elettrica delle 3 della prova ad avere una carrozzeria dedicata unicamente alla propulsione elettrica, si distingue per l’impegno totale dei progettisti a far trovare a proprio agio gli occupanti. Le linee sono figlie di un periodo in cui i veicoli elettrici dovevano necessariamente spiccare nel traffico, la definizione che mi è venuta in mente qualche anno fa vedendola per la prima volta è stata: “sembra un’auto normale che si è sciolta dopo essere stata lasciata al sole”. Non è prerogativa di Nissan, anche Opel Ampera/Chevrolet Volt e BMW i3 e i8 hanno linee dedicate allo stesso scopo, seppur meno stravaganti. In ogni caso è un capitolo chiuso anche per Nissan, che con la Leaf 2018 ha “normalizzato” le linee esterne. A seconda della versione della batteria installata offre tra i 150 (24 kWh) ed i 220 (30 kWh) km di autonomia, consentendo a quasi tutti di ultimare la giornata e tornare a casa per la ricarica, così da cominciare una nuova giornata col 100% di batteria. La versione dell’auto elettrica 2018 già citata, grazie alla batteria da 40 kWh dovrebbe essere in grado di offrire un’autonomia di circa 350 km, davvero non male!

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La Nissan Leaf

Auto elettrica Nissan e-NV200: anche in questo caso era disponibile la versione “da carico”, 2 posti più cassone separato e la versione Evalia, ovvero quella finestrata con 5/7 posti. La mia scelta è ricaduta sulla versione 2 posti, che mi ha consentito anche di acquistare articoli voluminosi senza dover smontare gli interni di mezzo veicolo come siamo abituati con le auto per il trasporto di persone.

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Nissan e-NV200

Tutto bellissimo, ma quindi?
Quindi questo mese è stato fantastico! Ho percorso circa 3000 km, ovvero una media di 100 km al giorno. In realtà ci sono stati diversi giorni di fermo totale, quindi la media giornaliera è maggiore. Questo è stato possibile sia grazie all’autonomia dei veicoli che alla presenza sul territorio di diverse colonnine di ricarica (che in buona parte dei casi sono gratuite). Grazie ad applicazioni dedicate come Nextcharge (segnatevela, va bene anche per le moto elettriche!) mi è stato possibile organizzare le mie giornate più impegnative tenendo conto delle possibilità di ricaricare il veicolo e tornare a casa la sera in tranquillità dopo aver percorso anche più di 200 km. La capacità di carico è notevole per tutti e tre i veicoli, grazie alle batterie integrate nei pianali che non rubano spazio ai passeggeri ed al carico. La controindicazione maggiore, oggi, è dovuta all’autonomia che è comunque limitata per la singola carica. Non solo è difficile viaggiare a medio/lungo raggio, ma anche piccoli intoppi quotidiani (lavori che interrompono l’afflusso di elettricità, deviazioni non previste che richiedono percorrenze più lunghe del solito) rischiano di lasciare appiedato il malcapitato di turno. Servono quindi una buona organizzazione ed un po’ di fortuna, ma questo mese ha dimostrato che avendo entrambe avere un mezzo elettrico oggi è tutto tranne che impossibile.
Ma i costi?
Il costo dei veicoli elettrici è attualmente sproporzionato rispetto alle alternative termiche. I confronti migliori si fanno con i veicoli che esistono identici nelle due versioni, come ad esempio Smart e Volkswagen Up. Il rapporto è di 1:2, ovvero a fronte di circa 14000 € di Up a benzina ne servono 28000 per l’auto elettrica e-Up, mentre in Smart si ragiona su circa 15000 e 30000. Bisogna calcolare le tantissime agevolazioni che si ottengono, ancor prima del risparmio sul carburante. Ad esempio in Lombardia le elettriche pure non pagano il bollo, ed in tante città come Bergamo e Milano non pagano parcheggi blu né accessi alle ZTL. Altro importantissimo vantaggio: a Milano non pagano l’area C ed hanno il permesso di entrare anche tra le 8 e le 10 del mattino (cosa che ai termici non è concessa nemmeno a pagamento). Insomma, oltre ad entrare gratis con i veicoli elettrici si ha la possibilità di fare consegne urgenti che altrimenti avrebbero dovuto essere rimandate. Risparmia qui, risparmia lì, ecco che la differenza di costo tra il termico e l’elettrico si sta assottigliando. Diventa ancor più netta considerando i costi vivi: alle auto elettriche non si fa il cambio olio, il cambio cinghie ma soprattutto quello dei freni! Anche se nei cerchi fanno bella mostra di sé 4 freni a disco il loro utilizzo è marginale. Il veicolo elettrico cerca infatti di utilizzare l’energia cinetica delle frenate o dei momenti di rilascio per generare ed immagazzinare energia, i freni classici vengono chiamati in causa solamente quando il freno motore con recupero di energia non riesce a decelerare il veicolo quanto richiesto dal conducente.

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Stazione di ricarica presso un supermercato

Ho capito, ma i consumi?
Ecco, lo dicevo prima. Con un po’ di organizzazione le ricariche per l’auto elettrica sono gratuite presso le tante colonnine sparse sul territorio. Anche tanti centri commerciali, multisala e hotel/ristoranti si stanno attrezzando con punti di ricarica gratuiti. Quando invece si necessita di caricare il veicolo a casa si spendono pochi euro, circa 3, per ottenere circa 150 km di autonomia. Il confronto col termico è presto fatto: col costo attuale del gasolio ed un’auto che fa i 15 al litro per gli stessi 150 km si spendono 15 euro. Potenzialmente possedendo un impianto fotovoltaico i costi si azzerano totalmente, fatto salvo l’ammortamento dell’impianto e della vettura.
E’ veramente la mobilità del futuro, allora?
E’ presto per dirlo. Sicuramente i prossimi anni e lo sviluppo tecnologico che ne deriverà sapranno dirci la verità. Insieme ad una diminuzione del costo per kWh delle batterie e dell’aumento dell’autonomia farà tutto lo sviluppo delle altre tecnologie. Un domani la migliore soluzione per la mobilità potrebbe essere l’elettrico oppure l’idrogeno, l’aria compressa, il gas metano/propano, il nucleare o chissà che altro. Oggi la risposta più sensata è che quella elettrica è l’auto perfetta per chi ne ha due. Tutti i giorni il marito può fare un centinaio di km con l’elettrico, spendendo pochissimo, intanto che la moglie porta a scuola i figli e fa due commissioni col termico. Termico che è importantissimo avere in casa non solo per i viaggi a medio/lungo raggio, ma anche per poter reagire alle emergenze che potrebbero presentarsi la sera, quando il veicolo elettrico di famiglia è scarico e non disponibile.

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Un’altra ragione per acquistare un veicolo elettrico? Sono divertentissimi. Il motore è sempre in coppia, quindi che si proceda in coda o in extraurbano la risposta del motore è sempre immediata e piena, certe volte coi Nissan ho sentito la necessità di attivare la modalità “ECO” per smorzare le reazioni, fin troppo entusiastiche. Mobilità del futuro quindi no, è la mobilità del presente per chi sa e può pianificare tutto.

Nell’attesa di sapere se l’auto elettrica sarà anche quella del mio futuro io ho fatto un paio di preventivi per l’acquisto, quando sono andato a riconsegnare l’ultimo veicolo del long test in Burgio Carri. Chissà, magari per la fine dell’estate mi vedrete in giro con una moto elettrica ed un e-NV200 Evalia tutti miei.

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