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La crisi del microchip dietro i ritardi nella produzione moto Il settore auto è già in crisi, e presto anche le moto pagheranno

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I cinesi, che controllano la stragrande maggioranza della produzione mondiale di microchip, stanno dirottando la loro produzione di questi fondamentali componenti verso l’elettronica di consumo, che sta vivendo un boom anche grazie alla pandemia. A farne le spese il settore auto, con consegne rimandate nel tempo, e presto anche le moto. I primi segnali di crisi ci sono già.

Giorni fa, ad una nostra precisa domanda sul perché le vetrine dei concessionari moto non siano già piene delle novità 2021, e quindi le vendite non stiano decollando, diversi addetti ai lavori del settore ci hanno dato risposte più o meno convincenti. Come abbiamo scritto, devono ancora arrivare molti modelli Euro 5. E questa è già una buona spiegazione. Ma alcuni di loro ci hanno detto che stanno soffrendo di ritardi nei rifornimenti. Non arrivano le moto nuove, e non arrivano i componenti per costruirle. Uno di loro in particolare ci ha detto che, per quanto riguarda i marchi che gestisce, i dirigenti delle fabbriche cinesi giustificano i ritardi nella produzione di moto nuove con non meglio precisati “problemi con i fornitori degli impianti ABS”.

Non contenti appieno delle risposte ricevute, abbiamo coinvolto alcuni colleghi del settore auto. Per scoprire che anche nelle quattro ruote, molto più in crisi delle moto causa COVID, le consegne dei concessionari ai clienti stanno accumulando ritardi via via crescenti per colpa della Cina. E questo soprattutto per le auto con molti accessori “elettronici”. Questo a causa del fatto che dalla Cina non arrivano ai costruttori di auto e componentistica elettronica tutti i microchip che servono. Perché i produttori di questi componenti stanno dirottando stock sempre crescenti di questo componente vitale verso i produttori di elettronica di consumo. Questo settore merceologico infatti sta vivendo una fase do boom. E volendo anche fare della dietrologia, si può intravvedere in queste decisioni anche una finalità politica del governo cinese, al quale potrebbe non dispiacere di mettere in difficoltà tutti i produttori di auto e moto non interni… 

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Resta il fatto che nel settore auto la situazione comincia a farsi piuttosto nervosa. E nelle due ruote, come ci hanno spiegato i nostri interlocutori, si spera che i problemi di approvvigionamento vengano superati prima dell’arrivo della primavera. Perché altrimenti per il mercato moto sarebbero dolori…

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