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KAWASAKI BICILINDRICO PARALLELO ER: ESSENTIAL RACING

Bicilindrico frontemarcia: secondo alcuni sondaggi della più nota e autorevole rivista del settore, risulta essere per architettura  il motore più apprezzato dall’utenza motociclistica italiana.

In questa categoria, un motore bicilindrico frontemarcia che noi di Motospia.it riteniamo interessante è quello della ER6, attualmente Z650, e delle sue declinazioni Versys e Vulcan; sempre più apprezzato anche nel contesto delle competizioni amatoriali e nelle road races (vedi Paton).


Quali sono i motivi per cui il bicilindrico frontemarcia Kawasaki è così apprezzato?
In primis, la semplicità costruttiva: di fatto, un motore bicilindrico frontemarcia ha meno pezzi rispetto ad un bicilindrico a V. Meno pezzi da produrre significa anche costi inferiori e maggiore diffusione: è piuttosto facile trovare dei motori usati nei vari mercatini o sfasciacarrozze. L’architettura compatta permette inoltre una maggior centralizzazione delle masse: a parità di baricentro, le masse sono più vicine e questo permette di avere un mezzo più maneggevole.

Sono motori validi anche per il turismo a corto e medio raggio

Analizzando il motore da vicino, l’albero a gomiti ha i perni di biella disposti a 180 gradi: in parole semplici, mentre un pistone sale al PMS (punto morto superiore, ossia il punto più in alto che il pistone raggiunge), l’altro scende al PMI (punto morto inferiore, il punto più basso che il pistone raggiunge). Questo comporta scoppi regolari, quindi una erogazione del motore molto rotonda e godibile. Il lato negativo sono le vibrazioni dovute a questo squilibrio ciclico, che si elimina grazie ad un albero ausiliario che ruota nel verso opposto. Continuando a smontare le varie parti del motore, si può notare quante zone siano facilmente migliorabili, tra cui i condotti di aspirazione e scarico, camme e albero motore.

I preparatori più capaci sono in grado di portare questo motore a quasi 100 cv; con una buona ciclistica, si potrebbe creare la moto perfetta per divertirsi.

Questo genere di lavorazioni è lungo e costoso ma è un modo diverso di fare motociclismo, vecchio stampo, che perdura nel cuore dei veri appassionati, e sarebbe bene conservarlo ed incentivarlo, perché creare moto è un arte.

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