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Il test dell’alce serve per la nostra sicurezza?

test dell'alce

Quando negli anni ’70 nei paesi nord europei negli esami di patente iniziarono a praticare il test dell’alce, lo scenario sulle strade del nord Europa erano mediamente di strade poco utilizzate con intorno lande desolate, pochi i veicoli nei sensi di marcia, capitava che, all’improvviso, un animale selvatico, dai boschi circostanti attraversasse improvvisamente la carreggiat. In questo caso … l’automobilista per evitare l’incidente e non avere danni provocati dall’urto doveva forzatamente sterzare per evitare la collisione.

Con l’andare del tempo la circolazione aumentò e la prova di “sterzata improvvisa” per il Codice della Strada perse significato e nel tempo si è trasformata in una prova di stabilità per le auto, nel momento in cui veniva fatta l’omologazione; con il test dell’Alce si è inteso stabilire il livello di sicurezza nell’utilizzo dell’auto acquistata in caso di “sterzata improvvisa”.

Compito del codice della strada e l’esame conseguente per chi ambisce ad essere patentato non è sapere se l’auto che hai acquistato è fatta bene o male, ma solo, se tu patentato sei in grado di circolare nel rispetto di regole e degli altri utilizzatori di veicoli a due o quattro ruote.

Il nostro è il Paese dell’incompetenza e della irresponsabilità: a cominciare da quelli che ci governano. Infatti gli incaricati di redigere modifiche al Codice della Strada non è mai pensare al bene e all’interesse comune, ma solo, cogliere l’emotività degli elettori. Per fare questo le loro ricerche di mercato vengono fatte sempre attraverso i titoli dei giornali e la capacità che hanno questi di discussione nei salotti, nelle osterie oppure nei Talk Show.

Se gli incaricati dai ministri di turno vivono solo di “sensazioni” per quel che attiene all’auto, per le due ruote, sono così spudorati che non hanno problemi a dire: “Mai salito su una moto in vita mia”. A conferma che nelle regole approvate il motociclista non sia previsto vale la pena rileggere alcuni passaggi delle risposte date alle domande fatte da Giovanna Guiso al Dott. Patella, segretario nazionale Unasca: ”Prima di tale data («La direttiva 126/2006/CE è entrata in vigore il 19 gennaio 2013) gli esercizi consistevano in uno slalom, in una prova di frenata, nel passaggio in corridoio stretto e nella cosiddetta ‘prova dell’otto’. Nel 2013, ‘la prova dell’otto’ è stata sostituita da quella di elusione dell’ostacolo, il test dell’alce, che dal 1 gennaio sarà portata a 50 km l’ora. Di fatto c’è stato un miglioramento? «Sicuramente si! Le statistiche Istat sugli incidenti stradali del 2017 mostrano un aumento del 19% del numero di morti tra i motociclisti.”

Sentite …Sentite!!! Il Dott. Patella, segretario nazionale Unasca si dice soddisfatto perché con le nuove regole gli incidenti stradali del 2017 hanno mostrato solo un incremento del 19% del numero di morti tra i motociclisti.

E questo solamente eliminando la prova dell’otto che è stata sostituita dal  test adatto esclusivamente alla “elusione dell’ostacolo”, più conosciuta come test dell’Alce, prova in uso nel nord Europa, dove capita di incontrare spesso sulle strade grossi animali che possono uscire dai boschi all’improvviso e occupare le carreggiate stradali, costringendo il solitario guidatore di quelle strade a “scartare” per non andare a sbattere contro l’improvviso l’ostacolo.

I legislatori non si sono resi conto che con questa regola hanno portato i motociclisti meno educati, gli smanettoni, per allenarsi, soprattutto nelle strade cittadine superano e rientrano, scartano in continuazione col rischio di più facili e traumatici incidenti.

Questa regola non si adatta alle moto … perché nel momento in cui un motociclista dovesse “scartare” improvvisamente un ostacolo non previsto, col traffico cui siamo abituati, il motociclista sarebbe “stirato” da veicoli che vengono dalla corsia opposta o tamponati più facilmente da quelli che seguono.

E allora?

Noi motociclisti auspichiamo che quest’ultima pericolosa prova,  il cosidetto test dell’alce, venga cancellata e subito sostituita con quella del “in caso di ostacolo se non freni, ti boccio”, e se vai a sbattere contro il veicolo che ti precede, “ti multo e ti tolgo punti patente”.

Se i conducenti a due e quattro ruote seguissero questo insegnamento di indirizzo del Ministero e impartito nelle scuole guida di sterzare bruscamente dal lato più conveniente per evitare il veicolo che ci precede, creerebbe, ogni volta, le premesse per un sicuro incidente.

Il consiglio della redazione di www.motospia.it è, più che mai, osservate la distanza di sicurezza e frenate.

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