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IL MECCANICO GLIELO INCARTO O LO PORTA VIA COSI?

Il meccanico, una figura che mancherà secondo dichiarazioni che hanno avuto eco anche al telegiornale, ma chi ne parla non ha chiaro il ruolo, e le regole, scritte da chi non ne sa nulla del lavoro, non sono facilmente applicabili. Il solito cas… all’italiana….

Franco Fenoglio presidente ItalScania e UNRAE (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri)  ha recentemente dichiarato che mancherebbero 5000 meccanici nei prossimi 5 anni, per il solo settore automobile. 

Notizia da far girare il capo a qualche ente di formazione (privato), pronto a sacrificare le proprie forze per il bene degli italiani. Ma come tutte le notizie da grancassa, TG in testa, ce ne dicono solo la parte da capogiro appunto.

Il resto dobbiamo aggiungerlo noi dietrologi, se vogliamo comprendere davvero l’entità della “corbelleria” passata come notizia.

Definizione contestualizzata di “meccanico”: la persona che si occupa di riparare veicoli destinati alla pubblica circolazione. Ovviamente il meccanico è già da anni una figura sorpassata dal “meccatronico”: figura che unisce le competenze della meccanica e dell’elettronica.

 

Il tutto normato da un paio di leggi dannose per il settore, scritte da burocrati che non hanno mai preso in mano una chiave inglese e avallate da politici ancor meno coinvolti. Il tutto, come spesso in questi casi accade, presumibilmente condito da specifiche richieste di multinazionali non tanto interessate a creare posti di lavoro, o regolamentare in maniera saggia e corretta il settore, ma piuttosto intenzionate a dare una spinta alle varie reti di assistenza e vendite di ricambi.

Il meccanico è una tra le tante figure professionali mal viste dal pubblico: una figura senza scrupoli che si approfitta della mancanza di conoscenza del proprietario del veicolo per “spillare” soldi, con le mani imbrattate di grasso, sporco e “ignorante, poverino non ha studiato!?!”.

La formazione della figura del meccanico è demandata ad istituti nei quali i giovani si annoiano studiando in prevalenza materie e argomenti già studiati male sui banchi delle scuole dell’obbligo. Ne escono persone demotivate, non qualificate e inqualificabili che vanno ad ingrassare le fila dei disoccupati in cerca di un lavoro in un’officina di riparazioni veicoli. In questo modo non è difficile arrivare a giudicare tristemente il meccanico. Aggiungiamo che nelle scuole professionali i laboratori sono al 99% attrezzati male e con materiale didattico relativo alle sole autovetture. Motocicli e veicoli pesanti (autocarri e autobus) non sono interessanti per i bilanci delle istituzioni. Conoscendo meglio il panorama, ora possiamo ipotizzare il profilo della figura dei 5000 meccanici che mancano:

  • dovranno occuparsi in prevalenza di guasti elettrici ed elettronici, in quanto questo ramo si sta rivelando estremamente fragile e in grado di arrestare ogni tipo di veicolo
  • utilizzeranno le sofisticate attrezzature elettroniche per diagnosticare un guasto, senza essere in grado di ripararlo perché nessuno glielo avrà insegnato
  • ripareranno auto elettriche, cambiando batterie, schede elettroniche e motori
  • dovranno accontentarsi di stipendi da fame (possiamo ipotizzare circa 500 euro al mese, in quanto al momento chi cerca di essere assunto per 1000 euro al mese in qualsiasi officina auto, non trova posto)
  • quelli che si abbasseranno a sporcarsi le mani per eseguire la manutenzione ordinaria saranno extracomunitari (come già succede in tanti atri campi) additati per essere venuti a rubarci il lavoro
  • le operazioni fuori dalla competenza del semplice manutentore non verranno eseguite: il veicolo sarà avviato alla demolizione

meccanicoDietrologia o no, lo scenario è triste per le officine 4.0, ma sopratutto per gli utenti di due e quattro ruote: li volete ancora i 5000 meccanici scolarizzati?

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