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HONDA VFR1200F Per non pensare ad altro…

Marco Gambardella e la Honda VFR1200F in una nuova ed affascinante avventura del “poeta della moto”

Una sera, al lavoro, mi capita quella che in gergo è denominata “la cena”: col pullman si va generalmente presso un albergo, si caricano i clienti, li si porta al ristorante prescelto e, mentre loro cenano, ci si parcheggia da qualche parte sicura della città (dove cioè forse non si prenderanno multe: col forsennato e malsano bisogno di battere cassa delle Amministrazioni locali, tali zone franche sono infatti rare come i dinosauri!!) e… si aspetta – cuore in pace – che loro ti richiamino quando loro finiscono, secondo i loro orari e (giustamente) i loro comodi, per riportarli in albergo.

Anche in servizi apparentemente anonimi, freddi e/o noiosi come questo, trovo però sempre emozionante l’andare a prendere i clienti perché non sai mai chi incontrerai, né cosa capiterà… Così anche quella volta!

Causa traffico, arrivo talmente puntuale che, come accosto e apro la porta, una dopo l’altra, iniziano a salire sul pullman delle donne. Solo donne! Le prime due di poco oltre la mezza età, altre più giovani , altre decisamente più giovani. Una trentina. E devo dire: una più bella dell’altra. Sinuose, ma non aggressive. Piuttosto direi… curate, perfette, eleganti in ogni dettaglio! Boh?! …Modelle?? Può darsi! Ne avrebbero tutta la stoffa e la sostanza!

Suppongo che non solo alcuni miei colleghi avrebbero desiderato “assistere e squadrare” un carico così speciale. D’altro canto io, scelgo di non fissarle troppo. Per così dire di… non pensare ad altro!

Non che io sia strano, intendiamoci! Tanto per dire: quando sono in giro coi colleghi, questi mi chiedono sempre perché tutte le volte mi soffermi così tanto davanti alle moto che vedo. Sorridendo, rispondo: “Perché non sono pericolose: puoi guardarne quante ne vuoi, che non ti fanno male. Non rischi nulla!”…Si… capisce cosa intendo?!

Ecco allora che anche quella sera, il mio sguardo si alza invece al volto di ognuna che, con gratitudine e gentilezza, risponde con un sorriso e un saluto al mio saluto e sorriso di accoglienza. Il ché, considerato certi ambienti, non è poi così scontato!

Da ultimo – a questo punto quasi a sorpresa direi, a chiudere il gruppo sale un uomo. Ma non solo ‘un uomo’. Devo dire… un ‘bell’uomo’! Uhè!! Mi raccomando: vista la premessa precedente, vorrei subito chiarire e non generare fraintendimenti: non pensate ad altro, per favore! La mia è solo una valutazione estetica, per la quale non posso non dire che ‘finalmente’ quella volta è salito un uomo che era ‘anche’ un bell’uomo: non solo per il volto dagli occhi azzurri e capelli brizzolati, o per il fisico non altissimo ma asciutto e slanciato, addirittura un po’ abbronzato (pur ancora in stagione fredda). Ma perché oltretutto, da cima a fondo, era vestito bene! Con classe! Che dire?!… Un uomo sicuramente dinamico, ma non aggressivo! Piuttosto direi… curato, perfetto, elegante in ogni dettaglio! Anche questo non è scontato, specialmente oggi dove proprio la caduta del gusto trova invece ‘precipizi a volontà’!!

Eppure, anche qui… sorpresa! Lo stile di quest’uomo non ne ha fatto uno di quelli con la puzza sotto il naso! Tutt’altro, anzi: cordialmente e con fare diretto, si siede di sua iniziativa al mio fianco, chiedendomi addirittura se conoscessi la strada e se serviva che mi desse qualche indicazione per la destinazione serale.

“Mi farà un gran piacere, e la ringrazio da subito! La città è così grande che non si finisce mai di impararne passaggi e segreti! …Ah! Tenga presente che col pullman possiamo transitare sulle corsie preferenziali” – ‘Sì, sì, lo so; le conosco bene: le faccio sempre anch’io, tutti i giorni, in moto. Certo, in moto sono molto più rapide e talvolta si arriva in un attimo’.

“Ah! Ha la moto? E… che moto… hai?” Mannaggia! Ci siamo appena presentati e già, pur mezzo sbiascicata, mi esce quella ‘i’ in fondo a quel ‘ha’, un po’ pronunciata un po’ no… Quella ‘i’ che non è… ‘una i qualsiasi’, ma ‘la i del riconoscimento’, quella ‘i’ cioè che cambia il rapporto e la conversazione con l’interlocutore, ospite o passante che sia. È ‘la i dei bikers’ che sono e restano sempre ‘ bikers’ ovunque si trovino!!

Una Honda VFR1200F. Ce l’ho da poco! – La Honda VFR1200F?! Mmmmhhh! È una bellissima moto!’

Tento di frenare il mio impeto perché è una moto di cui sono veramente innamorato! Non me ne vogliano i possessori di qualsiasi altra moto (io pure non ce l’ho!), ma forse per me esteticamente questa è la più bella di tutte: mi piace tantissimo e la golosità di saperne di più mi scatta quindi istintiva. Accidenti, come vorrei attaccare subito bottone ma… sono l’autista dignitoso di una azienda seria, con un carico di ospiti di qualità: non mi posso sbilanciare come un morto di fame…. così… alla prima battuta! Meno male invece che continua lui stesso!! Io – dal canto mio – facendo quasi finta di niente, sono in realtà tutt’orecchi!!! ‘Ho trovato un’occasione: l’aveva un signore che conosco, 10.000 km, full optional, completa di valigie, tenuta sempre bene, praticamente come nuova: l’ho pagata la metà… ma è perfetta! Guarda, te la mostro: ho qui le foto sul cellulare!!’

‘Incredibile!’, mi dico! Intanto (1°) mi chiedo: com’è possibile che siano sempre gli altri a trovare di queste occasioni così straordinarie??! Inoltre (2°) noto con piacere che lui il ‘tu’ me lo dà invece da subito. E poi (3°) penso: che storia! Uno non ti mostra mai con tanta enfasi ed immediatezza la foto di sua moglie… ma della moto sì! Ah!! Ah!!! (Mi verrebbe da ridere…). Il ché (4°) è quasi assurdo: con tanta ‘bellezza femminile’ che abbiamo lì, seduta sui sedili posteriori, gli unici due uomini che siamo noi, noncuranti del resto della compagnia, siamo invece lì, in prima fila, a parlare di tutt’altro, con un entusiasmo ed un interesse così fulminei da essere quasi incandescenti!

Come se – penso tra me e me – a confronto dell’estrema ma anche caduca bellezza e ricercatezza umana, lo sguardo e lo spirito dell’uomo anelassero ad un ‘valore assoluto’, superiore, fedele… da sembrarti quasi fuori del tempo (benché inevitabilmente datato!)… se non anche illimitato (per quanto oggi talvolta munito addirittura di limitatore o invaso da un mucchio di sensori e controlli elettronici di ogni tipo, magari…). Un qualcosa che, quasi per magia, si addensa in quell’oggetto a due ruote, che pare incarnarlo ed esprimerlo come pochi altri: la moto, appunto!! Ed infatti… ‘Eccola qui, la mia Honda VFR1200F! È tutta nera! Ha quattro anni, ma è bellissima!!’

Ripeto: è incredibile perché (5°), non curante che la strada si faccia a tratti stretta, con stop, semafori, rami d’albero abbassati, linee del tram, macchine parcheggiate, la sera che scende e i lampioni che illuminano in molti tratti la strada solo a metà, coi pedoni che attraversano o la gente in bicicletta… senza minimamente ricordarsi che all’autista non si dovrebbe nemmeno parlare… questo signore, mentre sto guidando, si allunga verso di me e, tutto proteso, mi mostra le foto, tutte le foto della sua moto affinchè non solo io le veda, ma le guardi bene, sin nei dettagli!

E così, una dopo l’altra, sotto i miei occhi, scorrono le immagini della sua incantevole Honda VFR1200 e… qualcosa mi prende: per un attimo, rimango confuso, stupito, basito! Una domanda insensata scoppia con violenza nella mia testa, già divisa a metà tra l’imperdibile attenzione alla guida e l’attenta attenzione all’imperdibile VFR. Mi chiedo: “Ma… È il mio cellulare, quello, o il suo??! Cioè… voglio dire… ma quelle foto, sono le mie foto? Sì, insomma… intendo: ma le ho fatte io, quelle foto o che cosa??! Incredibilmente infatti tutte le foto hanno le stesse-identiche-spiaccicate prospettive e angolature delle foto che faccio io quando riprendo le amatissime moto!!!!” Non capisco più niente! Mi scende un colpo!! Dev’essere che batte proprio all’unisono, il ‘cuore del biker’! E c’è poco da fare: è davvero bella, unica, incomparabile… questa Honda VFR1200F!

“Che bella!…” dico io, tra una sbirciata (purtroppo troppo veloce) e l’altra, dispiaciuto di non poterla ammirare meglio, di non poter chiedere più dettagli sulla moto e, infine… di non capire chi ha fatto le foto!! ‘Sì – continua lui – nera è bellissima: addirittura con le valigie originali in tinta. Guarda!’... E mi rimostra le foto!

A dire il vero, nera non me la sarei mai comprata, benché abbia tutto il suo perché! Per me rossa è il top dei top! Intendo quel rosso vivo fiammante e profondo che Honda ha saputo dare ai suoi modelli, un rosso tanto bello che se producesse e vendesse un milione di VFR1200F tutte colorate uguali dello stesso colore, ne farebbe un milione di pezzi unici!! Ma i gusti son gusti e… per esempio, una volta a Ventimiglia vidi una stessa Honda VFR1200 che invece era tutta bianca: bianca la carrozzeria, bianca la sella, bianchi i cerchioni, bianche le manopole… Mizziga! Le girai attorno incuriosito e attratto, per vedere la targa: veniva dalla Francia! (Ti pareva?! Troppo chic, per essere di qualcun altro…) Ad un tratto una coppia uscì da un bar e si dirisse verso la moto parcheggiata dall’altra parte della strada. Incredibile, non potevano che essere loro a cavalcare quella Honda VFR1200F: sembrava una coppia di marziani! Mi vennero in mente per un attimo i Rockets!! Anche la coppia era infatti di bianco vestita: bianche le tute, bianchi i caschi, bianchi i guanti, bianchi gli stivali! Puro egocentrismo o esprit de finesse, tipico dei ‘cugini d’Oltralpe’? Chissà! In ogni caso… che spettacolo!!

Già: la Honda VFR1200F è una moto che trovo straordinariamente unica: dinamica e sinuosa al tempo stesso, ma non aggressiva. Direi piuttosto… bella, curata, perfetta in ogni dettaglio! Un concentrato di nerboruta e corposa per quanto sommessa potenza, sotto ad un vestito di studiata leggerezza e di eccezionale eleganza. Non c’è che dire: una moto fuori del comune! Ha un musetto disegnato così bene, con quel fanale a ‘V’, non so… con quella sorta di ‘baffi’ laterali ma che non sono esagerati, come quelli di un Salvator Dalì per intenderci… No! I lati del fanale anteriore puntano verso l’alto, ma il tutto è così ben fatto che se fosse di poco diverso, semplicemente non sarebbe più perfetto!! E quel vestitino… sì, quella carenatura così pulita e liscia che sembra un drappo di velluto al vento, così delicato che non si direbbe invece nascondere un motore così possente. Per non parlare del serbatoio? Ecco, questo sì! Un grosso serbatoio che all’inizio ti colpisce perché pare stonare in quella armonia, ma che poi ti incanta pure lui, con quella inconfondibile curva che di colpo punta all’ingiù, verso la sella; una curvatura unica, decisa e morbida al tempo stesso… Insomma, c’è poco da fare: col défilé di moda che abbiamo stasera sul pullman, non poteva che essere lei, la Honda VFR 1200, l’unica e autentica ‘regina’ di cui parlare!

‘Ma allora, ti piacciono le moto? – faccio io – Ah, guarda! Se avessi tanti soldi, sai qual è il mio sogno? Comprerei un capannone e lo riempirei di moto! – Ah! Ah! Ma sai che anch’io, da quando ho la moto, ho lo stesso identico sogno?!! Le autovetture non mi dicono più niente…’

Mentre guido e penso, l’orecchio rimane teso ad ascoltare il mio cliente, che mi passa in rassegna tutti i marchingegni elettronici e gli optional che si ritrova su questo bolide nero che ha da poco acquistato. Ne è entusiasta, quasi urla dalla foga mentre mi parla! “Vedi, prima dalla Honda VFR1200F avevo un CBR 1000 RR. Tutta un’altra moto! Anche questa è una sport-tourer, ma i quattro cilindri sono disposti diversamente (e sotto gli occhi, mentre me li spiega, mi visualizza addirittura gli uni e gli altri facendone il disegno con le mani. Ma cosa?! Mi ha pure letto nel pensiero?? Avrei voluto chiederglielo io stesso di spiegarmi meglio!!). Sono reazioni ed emozioni diverse! Il CBR era mostruoso, aveva un allungo che non finiva più. Questa invece ha il limitatore di velocità, ma non va piano! Solo che, ad una certa età – io ne ho sessanta [sessanta?? Incredibile, gliene avrei dati almeno cinque o sei di meno!] – ti senti più sicuro a sapere di avere qualcosa che ti controlla e non ti fa andare oltre un certo livello: sai, non hai più le reazioni e la forza di una volta e almeno così, vaaai… ma sapendo che l’elettronica ti aiuta quando serve.”

La Honda CBR100RR, il “vecchio” bolide del nuovo amico di Marco

‘Quindi (oramai ho trovato il coraggio di lanciarmi liberamente in tutte le domande!) sai andare bene, in moto? – Sì, sì… Beh, cosa vuoi?! Vado in moto da quando ero ragazzo. Pensa che una volta, da giovane – ai tempi avevo un XT 500, un pomeriggio non avevo voglia di studiare e… ho preso la moto e sono andato a trovare la mia fidanzata di quel tempo, in Olanda! (Incredibile: in testa mi parte Celentano e il suo simpatico ‘treno dei desideri’, quello che andava all’incontrario! Ma questo qui, altro che all’incontrario: dev’essere partito sparato come una scheggia, penso tra me e me…)

La Yamaha XT550, una delle prime maxi enduro apparse sul mercato

‘Però…! Che storia!! Ah! Ah! Complimenti!! E quindi andrai di sicuro anche a fare dei bei giri, allora?! – Eccome no! Certo! Per forza! Pensa: per snuovare la mia nuova Honda VFR1200F ho appena fissato un giro in Corsica di tre giorni! Embhé! Scusa… ma per che cazzo lavori a fare, se no, tutto l’anno??!

Eh già, mi dico! Quando hai una passione e una moto cosi, è impossibile… pensare ad altro!!

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