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HONDA AFRICA TWIN PRIMI 12.000 KM

Honda Africa Twin: raggiunto il traguardo dei primi 12.000 km voglio fare con voi una riflessione, prima di tutto sulle ragioni che mi hanno portato a scegliere la Africa Twin di Honda, una moto che nei miei programmi, diversamente dal solito, voglio provare a tenere per un periodo ben più lungo dei 10/12 mesi consueti.

Cercavo una moto gustosa da guidare, adatta ad ogni genere di percorso, stabile in autostrada con valige e carico, con un buon suono meccanico con consumi e costi di gestione sostenibili, che potesse portarmi al confine delle mie avventure, niente mulattiere che non sono il mio mondo, ma poter viaggiare. Viaggiare è la mia vita, senza limiti, spesso e volentieri in due. E con i primi 12.000 km, un piccolo traguardo, mi sento di dire che si ci siamo! La Honda, brand di cui non subisco il fascino, ha concepito per me (si fa’ per dire per me..) un compromesso perfetto.
La moto e’ leggera, leggera per me che sono abituato alle 1200\1300 e sono alto 194 cm e peso 100 e passa kg, e quando la muovo da fermo mi sembra una 600 monocilindrica. Per certi versi come manovrabilità, maneggevolezza e peso mi ricorda una media come il mio esperimento con il Tiger 800, solo che quella moto non aveva bassi e questa li ha, e anche belli gustosi.

Honda con la cilindrata di 1000cc ha centrato il compromesso giusto.

Più la guido e più mi rendo conto che nulla e’ eccezionale ma tutto funziona alla grande, e non c’è un ambito, nel mio mototurismo, in cui questa moto vada in crisi. Il motore ha un’erogazione da 2000 giri, e anche meno, e io non faccio altro che “snocciolare” una marcia dopo l’altra e mi godo spesso a 80\85kmh con la sesta inserita il trotterellare della mia Honda Africa Twin: sarà questo o sarà il motore moderno e il peso non eccessivo ma i consumi sono ottimi, non sono mai riuscito a scendere sotto i 20km con un litro, mediamente sono sui 21 con l’uso a 360 gradi per un’autonomia dai 450 ai 500km. Con i recenti aumenti del costo dei carburanti non posso che essere ancor più contento della mia scelta.

La catena? Il passaggio dal cardano alla catena non e’ stato traumatico, e la sua manutenzione si limita a passare un lubrificante da off road (molto liquido) che evita il sedimento delle polveri e la pulisce. In 12.000km ho fatto solo una registrazione del gioco, lubrificazioni ogni 350\500km e ho pulito la catena 3 volte: nessuno sbattimento e nessun rumore anomalo, credo che il merito sia dell’erogazione molto regolare del propulsore.
Gli ausili elettronici:
Riding Mode. Ho scelto il livello intermedio, cioè il 2 e uso ogni tanto il 3 in caso di pioggia o quando voglio andare ancora più piano. Il primo livello, quello più reattivo, non l’ho ancora sperimentato, ma credo sarà necessario quando mi arriveranno le borse e in due caricherò come un mulo la moto
Il freno motore lo tengo, quando percorre le strada asfaltate al livello meno invasivo, il 3, mentre in off road sono all’esatto opposto, all’uno.
Il controllo di trazione è settato sul Riding mode user (quello personalizzabile), fisso al livello 1 su 7, cioè, al minimo, ma con un erogazione cosi morbida e un attitudine “da bradipo” nel dare il gas, davvero mi serve a poco.
Protezione aereodinamica e comfort meritano una riflessione: in sella alla Honda Africa Twin arriva sicuramente più aria di una ST o una Stelvio, per fare un esempio di moto molto protettive, ma non e’ fastidiosa, e la moto anche  in questo inizio d’estate non scalda per niente, per l’inverno ho in programma di dotarla di un parabrezza più ampio e protettivo. A rendere il comfort di ottimo livello generale contribuisce un reparto sospensioni eccellente, grande escursione ma anche buonissimo lavoro idraulico e complici i grossi cerchi da 21\18 la moto sembra non fare molto caso alle disastrate strade dell’Italia centrale dove macino la gran parte dei km in questo periodo dell’anno.
Vibrazioni non pervenute, anche se c’é un gustosissimo passaggio sui medi dove il motore ha sempre una coppia coinvolgente e un sound allo scarico che si lascia ascoltare sempre piacevolmente.
Cosa vorrei per migliorare la mia Honda Africa Twin?
Il cruise control in primis, e visto che ha di serie l’accelleratore elettronico e tutti i sensori necessari già installati sarebbe da proporre almeno come optional, e un precarico mono posteriore elettronico. Non parlo di sospensioni semiattive, già vissute Caponord 1200 e sulla 1290 di KTM, troppo attente a copiare lo stile di guida ed il manto stradale, ma almeno fisse in un range facilmente regolabile: alla fine scelgo un settaggio “via di mezzo” e non lo tocco più ma e’ chiaro che il precarico quando vado da solo è un pelo troppo sostenuto e quando vado in due un pelo troppo morbido..


Si discute nei forum dei cerchi con le camere d’aria, io ho scelto da subito i Bartubless e quindi non le ho ma qui la Casa poteva fare di più: si pensa che la Honda Africa Twin sia una moto per fare fuoristrada, e il pensiero comune dice che in fuoristrada si usano le camere, ma io preferisco la praticità del tubeless dove in 10 minuti con il kit riparo la gomma e riparto. Le camere d’aria sono una soluzione per chi fa enduro estremo, per eventuali botte, molto forti.
Il cruscotto non ha probabilmente la visibilita’ degli schermi di KTM e BMW, ma è strutturato bene e non mi dispiace affatto, fermo restando che continuero’ sempre a rimpiangere gli strumenti analogici.
E’ molto utile il piccolo cassetto laterale sul fianchetto, per riporre tante piccole cose, come il sottosella passeggero dove tengo sempre i cavi batteria, un acciaio liquido, fascette, fusibili e un mini WD40.
Esauriti gli argomenti su questa prima parte del mio test, sono in attesa di ricevere le irrinunciabili, per me, valige Mytech (le migliori sul mercato, con capacità in litri da 47+41 laterali e baule da 41), due sacche da inserire sul paraserbatoio, un rialzo per il parafango anteriore in caso di fango e una protezione per i fari anteriori. Ho montato la borsa da serbatoio Givi a sgancio rapido tanklock che si e’ confermata comoda e molto ben fatta, mi mancano solo due gomme tassellate per aggredire meglio in fuoristrada, e sto pensando alle Anlas Capra, che vorrei mettere alla prova in Islanda.
Lascio per ultimo l’argomento in assoluto più discusso del web, l’estetica. A me la Honda Africa Twin piace per quello che ci faccio, perché lo faccio con il sorriso stampato sul viso, mi piace andarci in giro, e non passo mai troppo tempo a guardarla, non sono mai stato tanto un tipo contemplativo, se non quando mi ritrovo a 4\5000km da casa con la moto sporca di fango e stracarica, e sono sicuro che la Honda Africa Twin, in quel momento, mi piacerà!
Sento comunque il dovere di sconsigliare a tutti di comprarla perché è bella, compratela se usate la moto a 360 gradi, se fate molti chilometri e volete farli in totale comfort e sicurezza, se vi piace l’idea di avere un mezzo assolutamente affidabile per andare all’aperitivo come per affrontare gli sterrati d’Islanda.

A oggi sono soddisfatto della mia scelta e vi dico che in giro, per l’uso che faccio io della moto, di meglio non c’è

ci risentiamo ai 24.000km

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