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Hector Barbera simula il furto della moto per non correre?

Sparisce la Yamaha R6 di Hector Barbera nel paddock proprio prima della gara del Mondiale Supersport di domenica, ad Aragon. Lui denuncia il furto, ma la vera motivazione della sua mancata partecipazione alla gara è economica.

Hector Barbera era fra i piloti più gli attesi del mondiale Supersport 600 2019, dopo essere stato protagonista negli anni scorsi del mondiale MotoGP e Moto2. Appiedato dal team Pons nella sua ultima stagione in Moto2, nel 2019 Barbera ha siglato un accordo con il team Toth per correre il mondiale Supersport 600 in sella ad una Yamaha R6. Quarto nell’esordio in Australia dello scorso febbraio e settimo nella seconda gara in Thailandia, Barbera si presentava ad Aragon, sede della terza prova, con buone possibilità di ben figurare. La Yamaha è attualmente la moto vincente in Supersport, e lui conosce bene la pista di Aragon. Insomma, c’erano tutti i presupposti per un ottimo risultato. Ma come un fulmine a ciel sereno, salta fuori la notizia che la domenica il pilota non può partecipare alla gara. Dodicesimo nelle qualifiche del sabato, Barbera non si è presentato nel warm-up della domenica e tantomeno in gara. Motivo: la sua moto sarebbe stata rubata nella notte fra il sabato e la domenica. 

Sparisce la moto nella notte fra il sabato e la domenica

Una notizia bomba, che ha fatto il giro del paddock in poco tempo, ma che ha subito destato qualche sospetto. Rubare una moto intera nel paddock di una gara del mondiale non è cosa da tutti i giorni.

Pian piano il mistero ha cominciato a diradarsi. è saltato fuori che il team già alla terza gara era in difficoltà economiche per il mancato pagamento da parte di qualche sponsor. Barbera stava usando lo stesso motore già da due gare, e usarlo anche per una terza gara, senza sostituirlo, a suo dire avrebbe potuto essere pericoloso. Normalmente un motore Supersport percorre circa 400-500 km ogni week-end di gara, e ogni 1500-2000 km andrebbe sostituito.

Il team non aveva la disponibilità economica per il secondo motore e stranamente Barbera ha chiesto di tenere la moto nell’area del suo motorhome la notte del sabato, per poi denunciarne il furto al mattino della domenica.

Denuncia il furto ma poi spiega che non corre perché mancano i soldi.

Poi, subito dopo, eventualmente perché pressato da stampa e organizzatori, lo stesso Barbera ha ammesso che non avrebbe potuto correre per questioni economiche e per il chilometraggio eccessivo accumulato dal suo motore. 

Insomma, l’impressione è che, nonostante la denuncia di furto, Barbera sappia benissimo dov’è la sua moto… Una situazione imbarazzante per il team e per la Dorna, l’organizzatrice del Mondiale. Ammettere che si possa rubare una moto nel paddock non è una bella cosa per il campionato.

Una carriera ricca di episodi poco edificanti

Hector Barbera non è nuovo ad episodi poco edificanti. Negli anni della MotoGP ha già subito più volte multe pesantissime e ritiri di patente per guida in stato di ebrezza, ed anche una condanna a sei mesi per maltrattamenti della sua ex fidanzata. Comportamenti che ne avevano minato pesantemente la reputazione nell’ambiente MotoGP.

Ora con questa nuova “bravata” sembra essersi giocato la reputazione anche nell’ambiente del mondiale Superbike. E a 32 anni si può anche pensare che non avrà molte altre occasioni di riscattarsi.

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