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FLASH TEST ENERGICA EVA

ENERGICA EVA, un primo breve approccio al mondo elettrico e come rimanerne folgorati

La moto elettrica penso sia un argomento che divida in 2, anzi in 3, il mondo dei motociclisti: i puristi dicono che la moto deve far casino, avere le marce ed avere zero elettronica, i progressisti invece accettano sempre di buon grado qualsiasi nuovo gingillo elettronico che il Costruttore gli propina. Esiste una terza corrente, molto piccola ma in costante crescita, quella dei curiosi che fanno della frase “fin quando non provo, non giudico” il loro modo di fare. Nel caso della moto elettrica, inutile storcere il naso se prima di tutto non la si guida, anche per poco.
In occasione della prima edizione dell’Energica Day a Cremona, abbiamo provato Energica Eva, non senza un briefing, fondamentale per capire come mettere in azione la moto. L’accensione del quadro si ottiene girando la chiave, mentre per muovere la moto è necessario premere la leva del freno e impostare lo switch del blocchetto destro su ON. Se la procedura è stata completata correttamente, apparirà la spia GO sul quadro Full LED. Dato il peso di oltre 250 kg, tutta la gamma Energica ha di serie la retromarcia, azionabile sempre con una sequenza specifica; è senza dubbio un accessorio estremamente comodo, soprattutto per chi ha poca forza o le gambe corte. Un altro dispositivo molto comodo è la possibilità di impostare le 3 mappature dell’erogazione della potenza, da economy a race, utilizzando il blocchetto sinistro del manubrio. Le modalità anche sull’Energica Eva sono intercambiabili anche in movimento.

La Eva oggetto del nostro Flash Test

In sella alla Ego, sin da fermi, si nota quando il peso sia portato in avanti e molto in basso e ci vuole un attimo di tempo per abituarsi. Anche la posizione in sella è leggermente caricata in avanti, ma senza strafare. Dinamicamente, superato il primo momento per abituarsi, si ha tra le mani un fantastico giocattolo che sibila e non emette alcuna vibrazione. Sembra di guidare come in un videogioco estremamente reale. L’accelerazione nella modalità intermedia è già ottima e ti porta con facilità a velocità di rilievo; l’ottimo reparto freni, costituito da disco doppio flottante da 330 mm e pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini permette spazi di frenata contenuti.

Il cuore Energica MotoE

Nella versione provata il cupolino proteggeva molto bene dall’aria, salvaguardando tutto il petto da fastidiose turbolenze. Una piccola nota di demerito va alle borse laterali: esteticamente bellissime, ma tolgono spazio alle gambe del passeggero. Il vero divertimento inizia quando si imposta la mappatura race: l’accelerazione diventa bruciante e istantanea; anche il suono del motore elettrico cambia, diventando più acuto. Per guidare in scioltezza con questa mappatura ci vuole un minimo di mestiere, ma se si volessero bruciare le supercar al semaforo, con questa si vince a mani basse.
Al termine di questa prova è difficile non ridacchiare, ma la poca autonomia complessiva (120-150 km) cancella ogni sogno. Se l’autonomia aumentasse di un centinaio di km, ci potrebbero essere i presupposti per venderne di più.

La presa per la ricarica delle batterie Energica, sotto la sella

Attualmente, la gamma Energica è destinata ad utenti dal portafogli ben fornito; inoltre la loro rete vendita nel nostro paese annovera solo 3 punti vendita tutti nel milanese, contro i 5 in Germania e i 4 di Olanda e USA. Sarà interessante capire inoltre il valore dell’usato di questo moto e la provenienza: dato l’impegno dell’azienda nel nuovo campionato MotoE, appoggiato dalla Dorna, molto probabilmente quasi tutte le moto usate saranno di provenienza racing, quindi parecchio sfruttate.

Tuttavia, se le moto elettriche sono il futuro, noi abbiamo già gettato delle ottime basi per dire al mondo che, nel costruire moto, non siamo secondi a nessuno.

 

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