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Fitness del motociclista

La forma fisica, il fitness del motociclista, è un fattore fondamentale per goderci la nostra passione, in pista come in strada

A fine stagione motociclistica, con l’arrivo del grande freddo, molti di noi sospendono le assicurazioni moto e si spostano in macchina. Con l’inverno arrivano anche le feste: Natale e Capodanno, oltre ai soliti doni, ci omaggiano con dei chili in più che fanno fatica ad andarsene. A primavera, poi, son dolori a indossare la tuta integrale che fa fatica a chiudersi sul punto vita. Un lungo periodo di inattività poi ci porta a perdere il ritmo, e a ritrovarsi una maledetta sensazione di stanchezza che ci affligge sia a metà turno che durante la gita domenicale con gli amici a primavera.

Ma tutto questo si può evitare, ci aiuta Manuel Nevoni, coach e preparatore di piloti di enduro a livello nazionale e internazionale che abbiamo voluto coinvolgere su una chiacchierata a 360 gradi su motociclismo e corretto fitness del motociclista sia per chi vuole andare in pista come per chi vuole fare una semplice gita domenicale

Il motociclismo si può definire, dal punto di vista muscolare, uno sport completo?

Si, tutti i principali gruppi muscolari sono coinvolti e anche l’apparato cardiovascolare viene stressato.

Alessandro Pusceddu, campione nazionale di Enduro, è seguito da Manuel sia nell’allenamento fisico che mentale

Quali sono le fasce muscolari più coinvolte?

Lavorano tutti i gruppi muscolari del nostro corpo: gli arti superiori che devono tenere ben saldo il manubrio (pensiamo alla staccata), agli arti inferiori, che in base alla propria tecnica di guida possono esser utilizzati molto negli spostamenti, al tronco che lavora sempre per mantenere il pilota al suo posto.
Nella guida in fuoristrada, dove si sta in piedi sulle pedane per assorbire le sollecitazioni del fondo irregolare, le gambe fanno un gran lavoro coadiuvate dagli arti superiori con i muscoli degli avambracci che devono tenere ben saldo il manubrio, motivo per cui molti piloti soffrono della pump arm syndrome, ovvero la contrattura dolorosa degli avambracci dovuta allo stress a cui questi muscoli sono sottoposti. Il tronco è poi sottoposto a notevoli sforzi tra assorbire l’impatto da salti e mantenere una posizione in sella corretta.

Anche piloti della MotoGP, come Pedrosa, soffrono della Pump Arm Syndrome

Su quali fattori si deve lavorare al meglio per guidare in sicurezza, per strada, e in maniera efficace, in pista, una moto?

Per guidare in sicurezza su strada si deve lavorare soprattutto sulla resistenza, in modo tale da fare le “uscite domenicali” senza affaticamenti, rimanendo sempre lucidi e attivi; la stanchezza porta a scarsa concentrazione aumentando i rischi, e su strada è bene non rischiare mai. Per quanto riguarda la pista, in parte vale lo stesso discorso, a cui si aggiungono altri fattori come forza, velocità e agilità, necessari per guidare la moto sempre al massimo.

Cosa vuol dire “preparare il proprio fisico per la gara?”

Significa allenarsi per sostenere le richieste energetiche del nostro fisico durante tutto l’arco della gara senza soffrire di cali fisici e perdita di lucidità.

Manuel mentre ci mostra esercizi propedeutici alla moto, migliorando la resistenza muscolare e l’equilibrio

Come possiamo prepararci per migliorare il fitness del motociclista, la nostra forma fisica per la gara, ma non solo?

Consiglio attività in palestra dove possiamo svolgere allenamenti mirati con programmi specifici che ci permettano di mantenere tonici tutti i muscoli che poi usiamo durante l’attività motociclistica; il Crossfit è una buona disciplina per stare in forma ma non può sostituire un programma specifico. Per fare fiato la scelta può essere tra ciclismo, running e sci di fondo, ma possiamo migliorarlo anche in palestra con programmi dedicati di allenamento indoor.

Quali sono gli errori più comuni che si fanno quando si parla di preparazione per la pista?

L’errore più comune è fare di testa propria senza aver le giuste conoscenze in materia o affidandosi a improvvisati consiglieri. Purtroppo sono moltissimi i miti da sfatare: uno di questi, ed un classico, è allenare gli avambracci per non aver affaticamento a quest’ultimi. E’ l’esatto opposto, facendo in quel modo si peggiora solamente la situazione. Il fitness del motociclista è una scienza e non si può improvvisare.

In che percentuale l’alimentazione è importante per una buona preparazione atletica?

La stessa percentuale per cui è importante mettere un buon olio motore nella nostra moto piuttosto che uno scadente.

Si sente parlare di mille tipologie di alimentazione, ma nessuna sembra quella giusta. A tuo avviso, quale è quella più indicata per un pilota?

La miglior dieta da seguire è un’alimentazione sana e corretta e in questo ci aiuta la classica dieta mediterranea, ovviamente nelle giuste porzioni perché non tutti siamo uguali, ognuno ha il proprio fabbisogno calorico giornaliero.

Se dovessi scrivere un vademecum per un pilota, cosa scriveresti?

Seguire un programma di allenamento che risponda alle proprie esigenze, di alimentarsi correttamente e di trovare il giusto approccio mentale alla pista. In poche parole di smettere di “bruciare benzina” ma girare veramente esprimendo il proprio potenziale.

Non servono esercizi miracolosi e sfiancanti per ottenere performance in pista. Si possono raggiungere risultati molto buoni anche con un regime di allenamento pensato in modo specifico per ciò che serve, ossia andare sempre forte in moto. Abbiamo anche il vantaggio di vivere la miglior dieta del mondo, dovremmo sfruttare questa opportunità.

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