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EICMA 2018: sempre meno rivolta alle aziende e ai concessionari, sempre più orientata ai consumatori

EICMA 2018. Sulla spinta di direttori commerciali e marketing “molto giovanili”, sempre e solo interessati alla componente variabile (premi) dei loro emolumenti (sempre troppo scarsi), e, sulla spinta delle aziende, ormai quasi tutte acquistate o in procinto di esserlo da fondi di investimenti stranieri, la nuova dirigenza di ANCMA/EICMA ha ritenuto di dover cambiare il taglio da dare all’Esposizione Internazionale del Ciclo, Motociclo, Accessori: infatti sarà sempre più orientato al Consumer, come testimonia l’iniziativa lanciata la scorsa primavera di dedicare un intero padiglione ai concessionari per la vendita delle moto usate

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Fra le scelte fatte poi quella più appariscente è la sostituzione di Marino Bartoletti (giornalista di razza, motociclista e ciclista, per decenni a capo dello sport Rai e volto pubblico della manifestazione milanese a cui il collega ha sempre dato lustro e contenuti) che ha ricevuto una stringata nota in cui EICMA (il salone delle Moto di proprietà di ANCMA) gli comunica di non aver più bisogno dei suoi servizi; la scelta per la sua sostituzione sembra caduta su Vanessa Incontrada, attrice e presentatrice televisiva, che, grazie al suo volto, decisamente più gradevole di Marino, confermerà la svolta Consumer della manifestazione milanese e il nuovo taglio orientato allo Show.

Marino Bartoletti

Le Fiere si dividono a seconda del loro posizionamento in B2B dedicate esclusivamente agli operatori accreditati e B2C, per il pubblico. Eicma, per il suo storico posizionamento, aveva creato (nel tempo) una formula vincente, un mix, dove al B2C aveva mantenuto come facciata un B2B, creando soddisfazione per tutte le componenti interessate alla moto: consumer, commerciale, industriale.

La nostra preoccupazione, con scelta di Incontrada al posto di Bartoletti, è che, i rappresentanti EICMA, per cercare il nuovo “ad ogni costo” finiscano per banalizzare così tanto EICMA 2018 trasformando un prodotto assolutamente tecnico come la moto in un oggetto consumer da essere venduto (come abbiamo sentito dire ad un manager di un noto marchio giapponese) su e-commerce potendo così eliminare le spese di commercializzazione e con loro tutti i concessionari e punti assistenza dedicati.

Vanessa Incontrada

Troppe le fiere di grande successo che sono state chiuse per le scelte sbagliate di manager, industriali e grandi espositori; ricordiamo le più importanti: il Sicof, l’HIFI, lo SMAU; per non parlare poi di quanto è successo del Motor Show (che aveva 10 volte i visitatori di fiere dell’auto importanti come Ginevra, Francoforte o Detroit) e del Salone dell’Auto di Torino, oppure degli industriali tedeschi della Moto che per trasferire (per volere di BMW) a Monaco di Baviera IFMA da Colonia, hanno permesso a Milano di diventare, al suo posto, la prima mostra di moto al mondo.

Il problema è che la spinta costante al B2C costringe manager e aziende, ogni anno di più, a stupire i visitatori, non con i prodotti esposti, ma con una visibilità che dia sempre più forza alla grandeur più che dell’azienda, loro personale.

Ma la moto, finchè sarà dotata di motori endotermici (con i suoi componenti, abbigliamento e accessori), sarà sempre un prodotto tecnico, un mezzo di trasporto utilizzato per passione. La moto non si presterà ai giochi dei marketing manager e decreterà la fine di quei saloni e di quelle aziende che cercheranno di trasformarla in un oggetto di largo consumo.

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